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Architetture audaci e design nordico, la “nuova” Oslo da vedere, da fare e da mangiare: le cose da non perdere

Weekend nella capitale della Norvegia tra grattacieli, arte, sauna nel fiordo e cucina scandinava fusion

Lunedì 20 Giugno 2022 di Sabrina Quartieri
The Oslo Opera House (Photo VisitOSLO / Didrick Stenersen)

Una serie di 12 grattacieli dalle diverse altezze e larghezze e, tra essi, degli spazi vuoti, per far sembrare il tutto un immenso codice a barre: è Barcode di Bjørvika a Oslo, disegnato dall’acclamato studio MVRDV di Rotterdam, oltre che dai norvegesi DARK Architects e A-lab:. Solo uno dei frammenti di un mosaico cittadino che rispecchia una località del Nord dinamica e vivace, che oggi più che mai – con la fine di tutte le restrizioni dovute alla pandemia – ha voglia di svelare i tasselli del suo volto più contemporaneo. Un concentrato di spazi urbani imperdibile per gli amanti dell’arte che sperimenta e dell’architettura nordica. È la nuova Oslo, che nell’area del waterfront si è rifatta il look guardando al futuro, grazie a dei ciclopici progetti di riqualificazione che hanno creato distretti di grande audacia nelle forme e di vivace fermento da un punto di vista culturale.

 

Musei urbani e nella natura, design nordico e rooftop panoramici sul fiordo: le cose da non perdere nella “nuova” Oslo

Esplorare le intriganti architetture di Tjuvholmen e di Aker Brygge, dove è stato appena inaugurato il colossale Nasjonalmuseet, e spostarsi di poco per deliziare gli occhi con la vista dell’affascinante Opera House, ammaliante edificio in marmo che permette di passeggiare sul suo tetto. Ancora, stupirsi per stravaganza della forma e imponenza dei volumi, al Museo Edvard Munch, con il rooftop panoramico sul fiordo adibito a ristorante. È solo un assaggio di quanto può regalare, tra suggestioni ed emozioni, un weekend alla scoperta della “nuova” Oslo. Una capitale che non smette mai di rinnovarsi, trasformando luoghi del passato in spazi urbani d’avanguardia al servizio dei cittadini e di chi la sceglie per una vacanza.

 

1. La “nuova” Oslo da vedere tra itinerari di architettura, musei e distretti all’avanguardia

Per immergersi in fretta nel cuore della rinascita urbanistico-culturale della città, l’ideale è pernottare presso The Thief. Un hotel che in lingua italiana si chiamerebbe “Il ladro”, un nome volutamente legato al passato di Tjuvholmen, la zona che lo ospita, povera un tempo, quando era abitata da spietati rapinatori. Oggi, invece, questo distretto sul fiordo di Oslo, che concentra cantieri navali e attività legate al porto, è rinato in un’interessante “miscellanea” di palazzi dagli stili architettonici differenti, grazie al coinvolgimento di 20 studi di architettura (e non solo norvegesi). The Thief si trova accanto all’Astrup Fearnley Museet, uno spazio di grande impatto vocato all’arte moderna e contemporanea progettato dall’italiano Renzo Piano. L’edificio, che sembra inabissarsi nelle acque dell’antico porto vichingo di Oslo, affaccia su Tjuvholmen Sculpture Park. Un grande spazio “en plein air” dove si passeggia, si prende il sole (in quelle poche giornate dell’anno che lo concedono), si fa il bagno e ci si allena, respirando al contempo cultura in ogni angolo, grazie alle creazioni di artisti internazionali, dallo statunitense Paul McCarthy alla francese Louise Bourgeois fino all’indiano Anish Kapoor. Se si vuole osservare da un punto di vista insolito la variegata architettura di Tjuvholmen, si parte per un “urban safari” in kayak con il tour operator Mad Goats (Fjord Clean up, invece, ripulisce dai detriti il fiordo). Non distante, ecco invece il simbolo della gloriosa stagione di rinascita della capitale norvegese: il Nasjonalmuseet, inaugurato sul vicino lungomare di Aker Brygge lo scorso 11 giugno. Un traguardo importante per il Paese perché il Museo nazionale di Oslo è il più grande contenitore di arte, architettura e design della macroregione nordeuropea. A curare l’allestimento, 87 stanze con oltre 6.500 opere dall’antichità a oggi, è stato lo studio fiorentino di architetti Guicciardini & Magni, che ha apportato interessanti elementi di variazione attorno alle pitture, alle sculture e agli oggetti “cult” di design esposti. Come l’elegante Pavillon nel “giardino” di una sontuosa dimora nobiliare riprodotta con i suoi preziosi interni; o, ancora, “The Onion”, una gigantesca capsula a forma di cipolla. Luoghi entrambi concepiti per sedersi e riposarsi, prima di riprendere la visita, che non si esaurisce di certo in poche ore. Cambia, lungo il percorso, l’illuminazione, a cura dello studio fiorentino Massimo Iarussi, parte della squadra Guicciardini & Magni. La luce si fa intensa nelle sale dell’antichità e del folklore norvegese (su tutte, quella con i quadri di Theodor Kittelsen sulle scene della fiaba “Il castello di Soria Moria”). Tutto si fa più neutro quando si arriva alle opere moderne e contemporanee. Nel Museo, se la scultura del norvegese Gustav Vigeland “I due ragazzi che corrono” offre un assaggio dei capolavori del parco di Oslo a lui intitolato, tra i dipinti non mancano dei quadri firmati Henrik Sørensen, Paul Gauguin, Claude Monet, Paul Cézanne, Vincent Van Gogh, Edgar Degas, Henri Matisse, Pablo Picasso e Amedeo Modigliani. Strega la sala numero 60 dedicata al celebre pittore norvegese Edvard Munch, con capolavori come la sua contestata Madonna e L’urlo. Di esso, altre versioni sono ospitate nel nuovo Museo Edvard Munch. Inaugurato lo scorso ottobre vicino alla spettacolare Opera House, questo imponente doppio monolite proteso verso il fiordo ospita su 13 piani per 60 metri di altezza, l’immenso lascito dell’artista, come altre opere di arte contemporanea. Un patrimonio inestimabile e “protetto”, d’ora in poi, da “The Mother”, la grande madre di bronzo che ha da poco trovato casa sul Pier del museo Munch. Una scultura che sfiora i nove metri di altezza ed è stata realizzata dall’artista britannica Tracey Emin. 

Il Nasjonalmuseet (Photo VisitOSLO / Didrick Stenersen)

 

La “nuova” Oslo da fare tra “passeggiate” con Ibsen, saune nel fiordo e distretti hipster

Usciti da “The Thief”, raggiungendo il Centro Nobel per la Pace di venerdì alle ore 12, si assiste a un momento speciale: allo scoccare del mezzogiorno, infatti, dalla finestra del palazzo si libra in volo una colomba della pace, messaggera della buona notizia della settimana in corso. Poi, compiuti pochi passi, si può proseguire la mattinata “in compagnia” di Henrik Ibsen e delle “Ibsen Sttat”, alcune delle frasi delle sue opere più famose riprodotte sul marciapiede che conduce all’Ibsen Museum & Teater. La stessa strada che il celebre drammaturgo norvegese percorreva quotidianamente quando era in vita, per andare in centro. Grazie invece alla realtà aumentata, scaricando la app Oslo Spex si cammina “con Ibsen” a fianco e, prima di salutarsi, ci si scatta insieme un selfie ricordo. Ancora: per mescolarsi con gli hipster norvegesi, la direzione è l’East End e l’approdo il coloratissimo distretto Grünerløkka. Una zona oggi di tendenza che in passato era abitata dalla classe operaia, impiegata nelle fabbriche dislocate lungo le rive del fiume Akerselva. Qui la città è un fermo immagine di variopinti palazzi in serie dalle nuances pastello, come anche di café bohémien e negozi vintage (non manca la scena underground, che colora le ex fabbriche di graffiti e fa risuonare la musica techno a tutte le ore). Rientrando verso “casa”, si incontra il Municipio: l’Oslo Rådhus appartiene al passato, come ricordano i mattoncini rossi delle facciate risalenti alla metà del XX secolo, che la sera si accendono di luce, fino a illuminare la parte che conduce al fiordo. Esso stesso un’attrazione, per gli amanti della sauna nelle casette galleggianti di legno (come Kok di fronte al Nasjonalmuseet) e dei tuffi nella gelida acqua del Nord. Ma è a un’ora di automobile da Oslo che si può fare qualcosa di davvero eccezionale: al Kistefos-museet di Jevnaker, uno dei più grandi parchi di sculture d’Europa, è ospitato “The Twist”, un ponte di design sul fiume Randselva che è possibile attraversare. Nelle sue “viscere”, infatti, questo mastodontico parallelepipedo aggrovigliato al centro ospita una galleria d’arte. Progettato dai danesi BIG - Bjarke Ingels Group, lo spazio è consigliato tra i “must see” in giro per il mondo dalle prestigiose testate The New York Times, Bloomberg e The Telegraph.

The Twist - Kistefos Museum & Sculpture park (Photo VisitOSLO / Tord Baklund)

 

3. La “nuova” Oslo da mangiare tra rooftop panoramici e cucina scandinava fusion

Soggiornando a Tjuvholmen, la colazione è sul lungomare al Porsche Supreme Roastworks di Aker Brygge, che accanto a un bolide da sogno offre caffè di alta qualità proveniente dalla sua torrefazione. Poco oltre, davanti al Museo nazionale, Bollebar è invece il posto giusto per iniziare la giornata con delizie fragranti e odorose, come le brioche alla cannella Skillingsboller. Per una pausa pranzo veloce ma gustosa e conviviale, vale la pena sedersi da Salt Art & Music, un coloratissimo villaggio dell’arte nomade che si trova a Langkaia di fronte all’Opera di Oslo, con particolari costruzioni in legno progettate dal finlandese Sami Rintala (di Rintala Eggertsson Architects). Salt, oltre ad avere un grande spazio all’aperto per i tavoli, ospita il bistrot Naustet, arredato come l’accogliente salotto di una nonnina norvegese del Nord. Qui, dietro al bancone, un simpatico “ammaliatore” offre abbracci gratis per tutti. Ancora: la gigantesca sauna interna Árdna, capace di accogliere fino a cento persone contemporaneamente, unisce al relax i dj set o anche le stand up comedy in inglese. Senza allontanarsi da The Thief, la cena da non perdere, invece, è nel locale di cucina iberica contemporanea Xef Oslo, segnalato nella Nordic Michelin Guide 2022. Considerata dalla celebre “Rossa” una “foodie destination”, anche per il ristorante tre stelle Michelin Maaemo, Oslo, poi, delizia i palati con piatti scandinavi in diversi rooftop. Come The Thief grill dell’hotel The Thief e Bistro Tolvte del Museo Munch. Entrambi incantano per la vista sul fiordo, placido e impreziosito dalla calda luce delle serate boreali estive. A proporre la cucina nordica in chiave moderna, seppur in un altro contesto, è il Festningen restaurant, presso la maestosa fortezza Akershus, una elegante brasserie che d’estate accomoda i clienti nei panoramici tavoli all’aperto. A settembre 2022, invece, l’indirizzo “must” sarà il nuovo ristorante Tak Oslo sul tetto dell’hotel Sommerro, prossimo “regno” della pluripremiata e visionaria chef svedese Frida Ronge e della sua creativa cucina fusion nippo-scandinava.

SALT Art & Music (Photo VisitOSLO / Tord Baklund)

 

 

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