Basilicata: un tour nel cuore più genuino d'Italia, tra spiagge d'incanto e non solo

Giovedì 7 Ottobre 2021 di Francesca Spanò
Basilicata: un tour nel cuore più genuino d'Italia, tra spiagge d'incanto e non solo

Un viaggio lento, tra spiagge dorate e vulcaniche che anche in autunno sono delle vere protagoniste. A questo si aggiunge un patrimonio archeologico importante e un’ospitalità autentica. Siamo in Basilicata che risplende con i suoi caleidoscopici colori: dal verde della vegetazione, al blu del mare fino alle sue opere monumentali, non ultimo la statua del Redentore, alta 22 metri, che si trova sul monte San Biagio, Santo Patrono di Maratea. Sul pittoresco porticciolo locale, le piccole imbarcazioni si muovono indisturbate, lungo una costa che disegna anfratti e scorci invitanti, sullo sfondo dei rossi tetti del paese. Non è un caso che il cinema abbia voluto raccontare questi luoghi con il film Basilicata coast to coast, narrando di un’avventura on the road tra questi luoghi.

Da Maratea verso il cuore della Basilicata

Nel suo dedalo di vicoli tortuosi e un saliscendi caratteristico, si incontrano balconi fioriti, portali in pietra scolpita e angoli suggestivi tutti da fotografare. Lungo la via principale è un susseguirsi di negozietti di articoli locali e di artigianato con le maioliche variopinte o prodotti enogastronomici. La piazzetta Buraglia in estate diventa il salottino della zona ma conserva una atmosfera informale e, da qui, si può puntare verso il mare tirrenico. La prima sosta può essere alla spiaggia di Fiumicello-Santavenere, il cui nome deriva dal ruscello che si getta nel mare proprio al suo centro. Appare grande e sabbiosa e non è distante da hotel e centro abitato. Intorno al porto c’è un grazioso rione e, proprio accanto, sorge la spiaggia libera di Mare Morto, con ciottoli e scogli e, soprattutto, la cinquecentesca torre di Santavenere, oggi restaurata. Intorno a Maratea, si snodano 32 km di costa lucana, più volte fregiata dalla Bandiera Blu e da qui si può scegliere la propria direzione.

 

 

 

Esplorando il nord e il sud

Tra una fitta vegetazione di pini e piante di agave con cespugli di ginestre e orchidee, si attraversano angoli di verde incantevole che portano fino al paese di Cersuta, a mezza costa. Qui si può scegliere tra due piccole calette o puntare alla più grande spiaggia Rena d’u Nastru, proprio sotto la torre a picco sul mare. A questo punto, la strada è scavata nella roccia dalle falesie che si gettano, perpendicolarmente nel mare. In zona sono molto interessanti gli spiazzi con vista panoramica, come quello che si affaccia sul paese di Acquafredda, immerso in una pineta e sulle vicine spiagge. E poi, una deviazione conduce all’Anginarra, la spiaggia principale, sabbiosa, lunga e con ciottoli chiusa da un lato da enormi formazioni rocciose. Al di là della scogliera, altrettanto interessante è la spiaggia acciottolata di Luppa, sulla quale vigila l’elegante Villa Nitti, residenza del Presidente del Consiglio dei Ministri del Regno d’Italia. Questo tratto di costa, sembra un anfiteatro naturale con pareti di roccia che proteggono il villaggio e le spiagge. Il litorale a sud di Maratea è meno spettacolare, ma sicuramente da non perdere. Una visita la merita, ad esempio, cala Jannita, con il suo colore scuro e una fitta vegetazione che contrasta col nero della sabbia e apre lo scenario alla Grotta della Sciabella. Nell’area di Marina di Maratea c’è la spiaggia di Calaficarra, conosciuta anche come cala “‘i don Carlo”, dove organizzare delle romantiche passeggiate in riva al mare, fermandosi nelle locali grotte.

Un salto nel passato

Lungo il confine regionale non manca il castello di Castrocucco, un borgo medievale a 120 metri di altezza che regala una vista indimenticabile sulla costa. A livello del mare, non lontano da qui, c’è una spiaggia bellissima che si trova tra la torre Caina e il piccolo promontorio U Tuppu. Con una passeggiata di un chilometro, tra verde e mare, spunta la Secca di Castrocucco, con scogli e bassi fondali.

La Costa Ionica

Divisa tra lunghe e ampie distese di sabbia che si susseguono e si interrompono per brevi tratti, si estende da Metaponto, al confine con la Puglia fino a Nova Siri, non lontano dalla Calabria. Deliziose anche Policoro e Bernalda, nell’area di sud-est che è quella della Magna Grecia, dove antiche Polis si svilupparono fino a diventare molto fiorenti. L’entroterra è un trionfo di vigneti, agrumeti e frutteti con relative aziende agricole che esportano in tutta Europa. E poi le spiagge sono di sabbia finissima e dall’aspetto selvaggio, con la presenza del giglio marino con i suoi fiori bianchi e profumati che cresce spontaneamente. La vera perla della costa ionica è Marina di Pisticci, con otto chilometri di sabbia e un centro storico spettacolare tra palazzi storici, chiese, piazze e torri difensive.

Basilicata: altri gioielli da scoprire

Il borgo di Castelmezzano

Sembra uscito dalle favole ed è un luogo da vedere assolutamente e ben più di una volta nella vita. Costruito su un complesso roccioso, è stato creato nei secoli da vento e pioggia che ne hanno smussato il panorama e, intorno, le tante casette che ne completano il borgo, la sera, sembrano ricreare un magico presepe. L’emozione qui è sempre garantita.

Le meraviglie della Val d’Angri

A proposito di atmosfere magiche, non è da meno la Val d’Angri, che prende il nome dal fiume Agri, che lo attraversa nell’angolo sud occidentale del Paese e incontra pascoli verdi, rigogliose aree boschive, corsi d’acqua, antiche sorgenti, pianure variopinte e montagne innevate. Sorge nel cuore del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano, in un territorio selvaggio e incontaminato, che racconta di un lungo passato. Non manca la città romana di Grumentum e le atmosfere medievali dei borghi di Marsico Nuovo e Marsicovetere, tanto per citarne un paio. E poi la passeggiata nell’area continua tra frantoi, masserie, palazzi gentilizi e castelli.  

Il contesto naturalistico di Missanello

Inserito tra i paesi della Valle d’Angri, è circondato da uliventi e il suo borgo è arroccato su una altura a dominare l’intera valle. Affascinante è poi la presenza della fortezza di origine medievale, così come è famosa la produzione di olio extravergine ottenuto dall’oliva majatica. Il castello Palazzo Bernardi, domina la località e presenta una lunga storia, finendo anche ai frati Minori di San Francesco, che fino a fine Ottocento hanno accolto bisognosi e malati nel corso delle grandi epidemie. Tra le dimore storiche locali, interessante è quella appartenuta alla famiglia Alianelli, legata al nome di Carlo Alianello, figura importante nel revisionismo del Risorgimento. Da non perdere anche la cosiddetta Torre dell’Orologio e le chiese dedicate alla Madonna delle Grazie, a San Rocco e a San Nicola Magno.

La città fantasma di Craco

Una tappa senz’altro suggestiva, che riguarda uno dei paesi abbandonati d’Italia, già a partire dagli anni Sessanta del secolo scorso. Le sue costruzioni sono state realizzate in tufo e poi spicca la torre normanna e il castello del XIII secolo. Fu lasciato per via delle continue frane e scosse, ma il suo paesaggio è particolare con i famosi calanchi.

Il Parco Letteraio Carlo Levi

Fu realizzato nel 1998 e al suo interno si possono seguire diverse visite guidate o prendere parte a eventi a tema o vivere esperienze enogastronomiche indimenticabili.

Le lunghe spiagge di Policoro

E non solo, verrebbe da dire, visto che qui si trovano anche le rovine delle due antiche città di Herakleia e Siris e il Museo Nazionale della Sirtide. Un giro lo merita, poi, l’oasi protetta del WWF, il Bosco del Pantano.

Le meraviglie di Matera

Nella Capitale Europea della Cultura 2019, sono diventati famosi i cosiddetti sassi e il suo paesaggio ricco di testimonianze del Paleolitico con diverse grotte scavate e costruzioni rupestri antichissime.

Trekking nel Parco Nazionale del Pollino

Il più grande in Italia, è un’area naturale dove vivere diverse esperienze tra grotte carsiche, gole profonde, ma anche prati e luoghi dove ricercare le piante officinali.

Le necropoli antiche del borgo di Venosa

Questa è una meta carica di testimonianze storiche, a cominciare dalle iscrizioni funerarie dell’età imperiale fino ai resti delle necropoli antiche. Da non perdere: il Parco archeologico, le catacombe, il Castello Aragonese, la Fontana Angioina, la Casa di Quinto Orazio Flacco e il Complesso della Santissima Trinità.

Metaponto, tra mare e reperti

Il mare qui è incredibile, le spiagge bianche e candide, ma non è diverso per i reperti archeologici che dimostrano il passaggio degli Antichi Greci e permettono la visita al Tempio di Hera o “Tavole Palatine” all’interno del Museo Archeologico Nazionale

 

 

Ultimo aggiornamento: 11:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA