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Covid, crollo delle entrate fiscali della Chiesa in Germania (principale contribuente del Vaticano)

Sabato 3 Aprile 2021 di Franca Giansoldati
Covid, crollo delle entrate fiscali della Chiesa in Germania (principale contribuente del Vaticano)

Città del Vaticano – Con le casse vaticane fortemente stressate  per via della pandemia, le notizie che arrivano dalla Germania non hanno di certo contribuito ad alimentare l'ottimismo finanziario per il futuro. Perchè la principale Chiesa contribuente alle spese della Santa Sede (assieme a quella americana) ha registrato un autentico tracollo delle entrate fiscali. Un andamento negativo che riguarda sia la Chiesa cattolica che le altre chiese protestanti diminuite complessivamente di 800 milioni di euro nel 2020, con un calo del 6% rispetto all'anno prima, portando i contributi a 11,9 miliardi di euro.

La fotografia negativa e preoccupante è stata fatta dal quotidiano Rheinische Post che ha citato anche uno studio inedito dell'Istituto dell'economia tedesca (IW) secondo il quale la contrazione benchè consistente è sempre meno di quanto si fosse pensato in precedenza. Dai calcoli effettuati alcuni mesi fa del giornale Welt am Sonntag era stato ipotizzato, infatti, un miliardo di euro in meno. In ogni caso il trend negativo che non può che determinare preoccupazione anche a Roma.

Le cifre fornite dalla stampa tedesca fanno riferimento a stime basate sulle entrate fiscali relative al 2020. I calcoli effettuati tengono conto di altre variabili fiscali con un aggiustamento della crescita sulla base dei dati economici attuali. Naturalmente accanto all'effetto pandemia va considerata anche la decrescita costante di coloro che di anno in anno si cancellano dai registri religiosi (e sui quali pagano le tasse di appartenenza alla religione scelta). 

Secondo la Catholic News Agency tedesca (KNA), la Conferenza episcopale tedesca non sarebbe a conoscenza dello studio e di conseguenza non ha potuto confermare le cifre.

Secondo lo studio però ogni membro della chiesa cattolica paga attualmente una media di 300 euro di tasse ecclesiastiche all'anno. «Il calo delle entrate pesa più sulle casse della chiesa che non su quelle dello stato, perché lo stato può finanziare la mancanza di entrate più facilmente e più a buon mercato attraverso nuovi prestitidd», ha scritto l'autore dello studio, Tobias Hentze. «Nella crisi molte diocesi e chiese regionali devono ripiegare sulle loro riserve - se ne hanno».

Un miglioramento è previsto solo nella seconda metà del 2021, sempre che avvenga la prevista ripresa economica e riparta l'economia con le vaccinazioni. Pandemia a parte, da parecchio tempo la costante derescita del numero dei contribuenti che decidono di uscire dal sistema cattolico e non usufruire di nessun servizio ecclesiastico (tipo la celebrazione dei matrimoni o dei funerali per esempio) resta un elemento di timore per la Chiesa.

In Germania, la tassa sulla chiesa è un prelievo che viene raccolto dall'autorità fiscale statale e trasmesso successivamente alle chiese. Lo stato riceve in cambio circa il tre per cento delle entrate fiscali. Le chiese usano le entrate per finanziare i costi di gestione del loro personale nelle diocesi, nelle scuole e nelle istituzioni sociali.

Ultimo aggiornamento: 4 Aprile, 09:22 © RIPRODUZIONE RISERVATA