Il Patriarca Kirill fa quadrato attorno a Putin: «Per il bene della Russia bisogna respingere i nemici»

Domenica 10 Aprile 2022 di Franca Giansoldati
Il Patriarca Kirill fa quadrato attorno a Putin: «Per il bene della Russia bisogna respingere i nemici»

Altro che preghiere per la pace o preghiere perchè si arrivi ad un cessate il fuoco in Ucraina. Il Patriarca russo Kirill anche oggi - commentando il Vangelo – ha incoraggiato gli ortodossi a restare uniti a sostegno del Cremlino per il bene della Russia. Si è trattato di un sermone piuttosto lungo e articolato in cui, parlando «di questi tempi difficili per la nostra Madre Patria» ha evocato la «capacità di respingere i nemici interni ed esterni». Naturalmente solo allora si potrà, ha assicurato, «costruire una vita con più bontà, verità e amore». Mentre a Roma Papa Francesco chiedeva una tregua pasquale, interrogandosi su tanta distruzione, a Mosca la chiesa ortodossa, tradizionalmente nazionalista e legata a doppio filo al Cremlino, non faceva mancare il sostegno morale a quella che ritiene essere una guerra giusta.

«Che Dio aiuti tutti noi in questo momento difficile per la nostra Madrepatria a unirsi intorno alle autorità, e che le autorità siano piene di responsabilità per il loro popolo, con umiltà e disponibilità a servirlo, anche a rischio della loro stessa vita. Allora il nostro popolo avrà la vera solidarietà e la capacità di respingere i nemici esterni e interni, di organizzare la nostra vita in modo tale che questa vita abbia quanto più bene, verità e amore possibile» ha detto Kirill, nel passaggio centrale. «Che il Signore aiuti tutti coloro che hanno potere e autorità».

Il capo della Chiesa ortodossa russa, che conta circa 150 milioni di seguaci in tutto il mondo, sin dall'inizio del conflitto ha parlato a favore di un intervento armato per combattere il Male, tratteggiando una visione dell'occidente nociva per il futuro della società. Ha ripetuto in diverse circostanze che le "forze del male" si oppongono alla storica unità tra Russia e Ucraina.

Esattamente come sta facendo da anni il presidente Vladimir Putin, anche Kirill si fa paladino dei valori conservatori contro un Occidente presentato come decadente. 

In Vaticano Papa Francesco ha chiesto di nuovo uno sforzo per arrivare ai negoziati e una tregua pasquale, tenendo conto che le celebrazioni pasquali ortodosse quest'anno si terranno domenica 24 aprile, una settimana dopo la Pasqua cattolica. Mai come in questo momento le distanze tra Roma e Mosca potrebbero essere così evidenti e sembra davvero difficile che il Papa e Kirill possano vedersi e abbracciarsi in tempi ravvicinati.

Ultimo aggiornamento: 12 Aprile, 09:06 © RIPRODUZIONE RISERVATA