Papa Francesco: i cristiani in politica diano speranza ai poveri che sono vittime scartate dell'economia

Domenica 14 Novembre 2021 di Franca Giansoldati
Papa Francesco: i cristiani in politica diano speranza ai poveri che sono vittime scartate dell'economia

Città del Vaticano – Se ad Assisi, due giorni fa, Papa Francesco aveva chiesto di aiutare i poveri creando più posti di lavoro, stamattina a San Pietro, mentre celebrava la messa per la Giornata Mondiale dei Poveri, ha citato don Tonino Bello, sacerdote degli ultimi, chiedendo ai cristiani di dare voce alle vittime dell'economia e della cultura dello scarto nell'impegno politico e sociale. Un appello al quale fa da sfondo la micidiale crisi causata dal covid che ha aumentato a dismisura il divario tra i ricchi e i poveri in ogni parte del pianeta. «A noi, specialmente a noi cristiani, tocca organizzare la speranza, tradurla in vita concreta ogni giorno, nei rapporti umani, nell'impegno sociale e politico», ha detto il Pontefice nell'omelia . A fianco a lui c'era monsignor Rino Fisichella, presidente del pontificio consiglio per la nuova evangelizzazione ed ideatore delle giornate mondiali dedicate ai poveri. 

Il Papa ad Assisi: al centro i più poveri

«Se la nostra speranza non si traduce in scelte e gesti concreti di attenzione, giustizia, solidarietà, cura della casa comune, le sofferenze dei poveri non potranno essere sollevate, l'economia dello scarto che li costringe a vivere ai margini non potrà essere convertita, le loro attese non potranno rifiorire».

Francesco si sofferma sulla disperazione degli ultimi. «Se non risani il dolore di oggi difficilmente avrai la speranza di domani, oggi la Chiesa ti dice “fermati e semina la speranza”» per i poveri e gli scartati. 

Esiste, ha detto il Papa, «il dolore di oggi. Siamo dentro a una storia segnata da tribolazioni, violenze, sofferenze e ingiustizie, in attesa di una liberazione che sembra non arrivare mai. Soprattutto, a esserne feriti, oppressi e talvolta schiacciati sono i poveri, gli anelli più fragili della catena. La Giornata Mondiale dei Poveri ci chiede di non voltarci dall'altra parte, di non aver paura a guardare da vicino la sofferenza dei più deboli, per i quali il Vangelo di oggi è molto attuale: il sole della loro vita è spesso oscurato dalla solitudine, la luna delle loro attese è spenta; le stelle dei loro sogni sono cadute nella rassegnazione ed è la loro stessa esistenza a essere sconvolta». 

In basilica erano seduti circa duemila indigenti, insieme ai volontari di diverse associazioni di volontariato.

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