Papa Francesco elogia la Slovacchia, avanti tutta a sostenere l'Europa: i deboli non sono un peso

Lunedì 13 Settembre 2021 di Franca Giansoldati
Papa Francesco elogia la Slovacchia, avanti tutta a sostenere l'Europa: i deboli non sono un peso

Bratislava (Slovacchia) – «Lo sguardo cristiano non vede nei più fragili un peso o un problema, ma fratelli e sorelle da accompagnare e custodire». Dopo avere lasciato di corsa l'Ungheria di Orban, anti-europeista, sovranista e chiusa alle politiche migratorie, Papa Francesco nel primo grande discorso che pronuncia in Slovacchia, davanti alle autorità del paese, ripete la stessa frase lasciata sul libro d'onore con la sua calligrafia sottilissima nella quale ha sintetizzato il motivo di intraprendere proprio lì un viaggio di ben tre giorni. Francesco scrive (e dice) di essere arrivato a Bratislava come pellegrino per sostenere con affetto il cammino europeista intrapreso dal popolo slovacco. «E prego con affetto per questo paese dalle radici antiche e dal volto giovane, perché sia un messaggio di fraternità e di pace nel cuore dell'Europa». Poi a braccio aggiunge: «La Slovacchia è una poesia».

 

Il Papa da Orban e l'accordo diplomatico a non pronunciare la parola 'migrante'

 

Papa Francesco in Slovacchia

Davanti alla presidentessa Zuzana Caputova – una giovane avvocatessa fortemente impegnata in questioni ambientali e fortemente europeista – incoraggia gli slovacchi ad andare avanti. «È quanto suggerisce la grande striscia blu della vostra bandiera, che simboleggia la fratellanza con i popoli slavi». 

Francesco insiste su un punto in particolare: sul rischio di  essere attratti dalla «seduzione del guadagno generando un’euforia passeggera che, anziché unire, divide». A suo parere la sola ripresa economica non è sufficiente in un mondo dove tutti sono connessi, «dove tutti abitiamo una terra di mezzo. Mentre su vari fronti continuano lotte per la supremazia, questo Paese riaffermi il suo messaggio di integrazione e di pace, e l’Europa si distingua per una solidarietà che, valicandone i confini, possa riportarla al centro della storia». 

 

Papa Francesco incontra Orban: «Antisemitismo minaccia europea». Il premier: Non lasciare che l'Ungheria cristiana perisca

 

 

 

E ancora. «Il pane spezzato ed equamente condiviso richiama l’importanza della giustizia, del dare a ciascuno l’opportunità di realizzarsi. L'interdipendenza e la solidarietà dovrebbero restare un faro anche per uscire dalla pandemia. Nessuno può isolarsi, come singoli e come nazioni». Francesco insiste nel superare la crisi come un «appello a ripensare i nostri stili di vita. Non serve recriminare sul passato, occorre rimboccarsi le maniche per costruire insieme il futuro». 

 

Video

 

La presidentessa Caputova gli ha riposto sulla stessa lunghezza d'onda riferendo che la Slovacchia resta «una componente salda della grande famiglia degli stati democratici dell’Unione Europea, che ci offre importanti garanzie internazionali per la nostra sicurezza e la nostra prosperità». Ringrazia poi Papa Francesco per le sue encicliche sociali, la Laudato Si e la Fratelli Tutti, dove si mette «in guardia dai maggiori pericoli del nostro tempo: il populismo, l’egoismo nazionale, il fondamentalismo e il fanatismo. Ella si pone in modo evidente contro tutti coloro che vogliono sfruttare la religione per obiettivi politici. Mette in risalto che nel nocciolo del Vangelo è soccorrere i bisognosi, i senza tetto, coloro che guerre, terrorismo e povertà cacciano dal loro paese. Ripete in molte occasioni che qualsiasi forma di antisemitismo e intolleranza religiosa è inconciliabile con il cristianesimo». 

 

Papa Francesco attaccato dai tradizionalisti francesi: «Messa in latino, cancellata brutalmente la promessa di Ratzinger»

 

Infine la presidentessa non manca di ripetere quanto sia importante invertire la distruzione del pianeta, colpa di un sistema economico ormai insostenibile. «Vorrei ricordare anche le parole che ha pronunciato in uno dei nostri colloqui: “Dio perdona sempre, noi uomini perdoniamo di tanto in tanto, la natura non perdona più”. Sono d’accordo con Lei e per sopravvivere dobbiamo di nuovo imparare a essere sensibili nei confronti del nostro pianeta, che in passato bisbigliava e ora ci grida di non poterci reggere oltre, perché siamo troppo pesanti. Dobbiamo volgere lo sguardo alle cause e alle conseguenze della crisi climatica, come a un problema di noi tutti e cercare soluzioni da condividere». 

 

 

Ultimo aggiornamento: 12:53 © RIPRODUZIONE RISERVATA