Papa Francesco scalda i motori per il vertice di Glasgow sul clima, ai giovani chiede di farsi sentire

Mercoledì 29 Settembre 2021 di Franca Giansoldati
Papa Francesco scalda i motori per il vertice di Glasgow sul clima, ai giovani chiede di farsi sentire

Città del Vaticano – La terra sta collassando se non si interviene. Papa Francesco riprende in mano la battaglia per il pianeta e rivolge ai giovani impegnati nella cura dell'ambiente l'incoraggiamento a protestare, fare chiasso, «mettere in crisi il mondo degli adulti». In un video-messaggio inviato ad un evento nell'ambito della "Youth4Climate: Driving Ambition", che si tiene a Milano dal 28 al 30 settembre 2021, e che ha visto la partecipazione di Greta Thunberg Francesco affronta di petto le grandi questioni irrisolte, prima tra tutte la necessità di modificare i propri stili di vita per limitare le emissioni di anidride carbonica nell'atmosfera. Tra pochi mesi il Papa parteciperà probabilmente di persona al vertice di Glasgow.

«Desidero ringraziarvi per i sogni e i progetti di bene che voi avete e per il fatto che vi preoccupate tanto delle relazioni umane quanto della cura dell'ambiente. Grazie. E' una preoccupazione che fa bene a tutti. Questa visione è capace di mettere in crisi il mondo degli adulti, poiché rivela il fatto che non solo siete preparati all'azione, ma siete anche disponibili all'ascolto paziente, al dialogo costruttivo e alla comprensione reciproca».

In un messaggio parallelo, sempre sui rischi di una apocalisse ambientale se non si interviene con modifiche sostanziali, il Papa ha ribadito che «non c'e' piu' tempo per aspettare, bisogna agire. Ogni strumento che rispetti i diritti umani e i principi della democrazia e dello stato di diritto, valori fondamentali del Consiglio d'Europa, puo' risultare utile per affrontare questa sfida globale». Stavolta il messaggio lo ha rivolto ai partecipanti all'evento sul clima dell'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa. «Agiamo con speranza, coraggio e volonta', prendendo decisioni concrete. Non possono essere rimandate a domani, se hanno come fine quello di proteggere la casa comune e la dignita' di ogni essere umano».


 

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