Joseph Ratzinger smonta i cliché su Giovanni Paolo II: «Sbagliato definirlo rigorista morale»

Venerdì 15 Maggio 2020

Città del Vaticano - In occasione del centesimo anniversario della nascita di Giovanni Paolo II, il Papa emerito Joseph Ratzinger che  per oltre vent'anni fu un suo fedele collaboratore, interviene con una lettera per smontare alcune immagini distorte sul pontefice polacco. Tanto per cominciare, ha scritto, è falso che Wojtyla fosse un rigorista morale come spesso è stato etichettato in tema di famiglia e difesa della vita. 

«Si può trovare una unità interiore del messaggio di Giovanni Paolo II e le intenzioni fondamentali di Papa Francesco. Giovanni Paolo II non è il rigorista morale che a volte viene dipinto. Dimostrando l'importanza essenziale della misericordia divina, egli ci dà l'opportunità di accettare le esigenze morali poste all'uomo, benché non potremo mai soddisfarlo pienamente. I nostri sforzi morali vengono intrapresi sotto la luce della misericordia di Dio, che si rivela essere una forza che guarisce la nostra debolezza» afferma, mettendo in evidenza i punti di forza del suo pensiero.

«Tutta la vita del Papa fu incentrata su questo proposito di accettare soggettivamente come suo il centro oggettivo della fede cristiana – l’insegnamento della salvezza – e di consentire agli altri di accettarlo» ha aggiunto nella lettera.

A proposito della misericordia divina Ratzinger spiega che per Wojtyla non era un elemento accessorio: «dobbiamo anche fare i conti con un mondo in cui il contrappeso finale tra il bene e il male non è riconoscibile. In definitiva, al di là di questo significato storico oggettivo, tutti devono sapere che la misericordia di Dio alla fine si rivelerà più forte della nostra debolezza. Qui dobbiamo trovare l’unità interiore del messaggio di Giovanni Paolo II e le intenzioni fondamentali di Papa Francesco»

Ultimo aggiornamento: 14:47 © RIPRODUZIONE RISERVATA