I ragazzi ternani ci mettono la faccia contro la follia dei coetanei no mask: «Noi sempre con la mascherina ma ci mancano la scuola e gli amici»

Domenica 15 Novembre 2020 di Alberto Favilla

E per fortuna che non sono tutti uguali. I giovani ternani non sono solo quelli che soprattutto nel fine settimana si riversano in centro e sfidano il virus stando vicini senza mascherina. Ci sono anche giovani consapevoli che la mascherina la portano e rispettano le regole. «Io credo che si tratti di gente irresponsabile ed anche irrispettosa di tutte quelle persone che la mattina invece si alzano con l'unico obiettivo di aiutare chi sta male, chi è stato colpito dal virus argomenta Aurora Coppini, una ragazza di 18 anni, che frequenta l'ultimo anno di un liceo cittadino e mi riferisco a medici, infermieri, Oss. Personalmente convivo con il virus, è diventato parte integrante della mia vita. Mi sono abituata alla mascherina che porto addosso come un vestito e al distanziamento sociale. Peccato per quello che stata accadendo nella scuola. Un video non sostituirà mai gli insegnanti».
E' dello stesso avviso la sua compagna di classe Lucia Censini. «Chi non rispetta le regole sono quelli abituati a non farlo anche nella quotidianità - dice la studentessa - si tratta di gente che non rispetta gli altri e che pensa di essere invincibile. Anche a me non piace stare da sola. Poi quest'ultimo anno volevamo supportarci a vicenda invece sta andando cosi e questo mi rattrista notevolmente. Sono dispiaciuta». «Sono degli irresponsabili, che non sanno cosa sia l'altruismo - spiega Giulio Pietrini -. A me manca il contatto in presenza, sia gli amici, i compagni di scuola che gli insegnanti».
L'ultimo episodio senza regole è accaduto proprio qualche giorno fa, il giorno prima dell'ultima ordinanza del Governo, in un bar di piazza San Francesco, quando un gruppetto di ragazzi ha festeggiato, una sorta di party, senza alcuna misura preventiva.
«Chi non indossa la mascherina e non rispetta il distanziamento è davvero un incosciente - aggiunge Elia Fratoni, un ragazzo anche lui liceale di Terni - e poi oltre ad essere un atteggiamento pericoloso per lui lo è per gli altri, chi gli vive accanto, genitori e magari nonni. Anche io vivo male la scuola a distanza. Rimanere concentrato davanti ad uno schermo per me non è facile. Non nascondo di essere spaventato da questo virus». Ma cosa passa per la testa di questi ragazzi? Di quelli che invece non hanno paura di nulla? «Sono sincera. Io nella vita non sono una che rispetta sempre le regole - spiega Chiara Falchi, anche lei studentessa dell'ultimo anno - ed aggiungo anche che pur non essendo una negazionista non credo a tutta questa storia del covid 19. Detto questo cerco di rispettare gli altri e poi non mi va neanche di rischiare sanzioni per una bravata. Sono demoralizzata invece rispetto alla scuola. La didattica a distanza non è come stare a scuola». Insomma, va sfatato il luogo comune che tutti i giovani siano degli insensibili e degli irrispettosi. «Forse chi non si comporta bene non ha vissuto da vicino questa situazione, si tratta di persone sono disinformate e la mia non è una giustificazione - afferma Giulia Policastro-  Vivo questi giorni con grande ansia, tante persone che conoscono sono entrate a contato con il virus. Rispetto alla scuola, in presenza è tutt'altra cosa. Gli apprendimenti sono diversi».
«Non possiamo fare ognuno quello che vuole -aggiunge Claudia Vena - ormai il clima è teso, abbiamo paura di tutto, di chiunque. C'è grande instabilità». «Sono degli irrispettosi coloro che non si attengono alle regole, ma non tutti i giovani sono cosi, e non è giusto generalizzare - argomenta Sandra Proietti - Quelli che sfidano il virus a mio avviso sono una minima parte. Spero che presto si torni alla normalità».
Uno stato d'animo inquieto trapela in tutti i ragazzi. E' palpabile nella loro voce. «Io ho paura anche di andare a fare la spesa e non lo nascondo - ribadisce Michela Cascone, che vive ad Acquasparta - anche il mio paese è pieno di contagiati. Non riesco a capire chi sottovaluta il problema. I giovani a volte mancano proprio di rispetto». La pensa così anche la sua amica Noemi Grasselli. «E mettono a repentaglio la vita di chi gli sta accanto. Il covid è qualcosa di surreale, subdolo». Jhonatan Gerardi, 19 anni, spiega: «All'inizio è stato complicato abituarmi all'uso della mascherina. Piano piano mi sono adeguato al punto che all'ultima festa di compleanno, un diciottesimo, ci siamo fatti un selfie con la mascherina indossata. Neanche ci è sfiorata l'idea di abbassarla per scoprire il sorriso». Sospiri di nostalgia per la scuola anche dal più piccolo, Ruggero Carissimi, 8 anni, che frequenta la scuola elementare Anita Garibaldi: «Mi manca di vedere il sorriso dei miei amici dietro la mascherina e non posso frequentarli quando voglio. Per fortuna quest'anno gioco a tennis e posso continuare a divertirmi, a differenza dei miei vecchi compagni di calcio che non possono più allenarsi insieme. Spero che a gennaio tutto questo sia passato».

Ultimo aggiornamento: 18 Novembre, 08:07 © RIPRODUZIONE RISERVATA