Terni, la Piastra logistica come hub per la distribuzione del vaccino
Confartigianato: «Proposta da valutare»

Domenica 15 Novembre 2020 di Sergio Capotosti

La piastra logistica di Maratta per la distribuzione del vaccino anti Covid-19. Anche Terni può giocare un ruolo decisivo nella lotta al Coronavirus. Una sfida logistica senza precedenti, quella che riguarderà la distribuzione del vaccino anti Covid-19, sviluppato dalle aziende Pfizer e BioNTech. Le prime dosi dovrebbero arrivare in Italia all'inizio del prossimo anno, un test importante in vista della distribuzione di massa su tutto il territorio nazionale. Un'operazione che richiederà un piano logistico senza precedenti. E Terni potrebbe ritagliarsi un suo ruolo, utilizzando proprio la piastra di Maratta.
«Potrebbe essere una prospettiva importante», commenta Michele Medori, direttore di Confartigianato, che da anni si batte per dare un futuro alla struttura di Maratta. «Certo, va valutato l'orizzonte temporale necessario a completare la struttura», - osserva il direttore Medori. «Tuttavia - aggiunge - è un'idea che va analizzata nella sua complessità, valutando anche le possibili ricadute occupazionali, non solo nel settore dei trasporti».
Una bella incompiuta, la piastra di Maratta (che si sviluppa su un'area complessiva di 193.664 metri quadri), la cui gestione è stata messa a bando dalla Regione a marzo, ma solo per una parte della struttura che comprende solo 60.000 metri quadri. Una cattedrale nel deserto che ora potrebbe tornare utile per stoccare e distribuire il vaccino, non solo in Umbria ma nel resto dell'Italia centrale. Il collegamento autostradale, la rete ferroviaria (sebbene da completare nell'ultimissimo miglio di poche centinaia di metri) e la vicinanza con l'Aviosuperficie di Terni. Tutti elementi, concentrati intorno alla piastra, che potrebbero tornare utili qualora si decidesse di puntare sulla struttura di Maratta per la distribuzione del vaccino. Anche per l'eventuale stoccaggio delle dosi, i magazzini già realizzati rappresentano un valore in più, anche se dovranno essere riadattati alla conservazione del medicinale. Conservazione che deve avvenire a meno settanta gradi. È questo il nodo più difficile da superare in questo momento. Uno scoglio che coinvolge gran parte d'Italia, Umbria compresa. In tutta la regione, infatti, non esistono celle frigorifero che raggiungono una simile temperatura. Non ci sono all'ospedale Santa Maria di Terni e nemmeno le Usl dispongono di una simile apparecchiatura.
Anche in Umbria dunque si pone il tema dello stoccaggio e della distribuzione del vaccino anti Covid-19 e Terni può giocare la sua partita.

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