Corruzione all'Università per stranieri, le verità dei bocciati ai concorsi

Venerdì 19 Novembre 2021 di Egle Priolo
La procura di Perugia

PERUGIA - Nel silenzio dovuto a un'inchiesta complessa, proseguono gli accertamenti e le indagini per la nuova valanga che ha investito l'Università per stranieri per i concorsi considerati pilotati. Quell'inchiesta matrioska che ha visto la guardia di finanza entrare a palazzo Gallenga per bilanci e appalti e uscire, nel 2020, con una condanna e quattro persone che rischiano il processo per l'esame di Luis Suarez e, adesso, ventitré indagati, a vario titolo, per corruzione per atto contrario ai doveri d'ufficio, induzione indebita a dare o promettere utilità, abuso d'ufficio, rivelazione e utilizzazione di segreti d'ufficio e turbata libertà degli incanti.

Un'inchiesta partita dai veleni, accesa dalle chat sequestrate l'anno scorso e che cerca le conferme dalle voci di chi quei concorsi li ha persi, a vantaggio – è l'accusa – di chi grazie a scambi di favori incrociati ha superato le procedure d'esame. Grazie a commissari «compiacenti» e al brigare di chi si è messo a disposizione andando contro la legge e la correttezza. E in questi giorni, dopo la notizia degli avvisi di garanzia notificati da martedì, il procuratore capo Raffaele Cantone con i sostituti Gianpaolo Mocetti e Paolo Abbritti stanno ascoltando i racconti di chi quei cinque concorsi non li ha passati e si è visto magari superare da qualcuno degli indagati. Persone informate sui fatti, che quelle procedure considerate scorrette le hanno vissute da dentro. Insieme a funzionari e dipendenti della Stranieri che possano descrivere o smentire le irregolarità tratteggiate dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della guardia di finanza, diretto dal colonnello Antonella Casazza e dal tenente colonnello Michelangelo Tolino. Racconti che servono a chiarire alcuni aspetti e, si presume, anche ad avere un quadro preciso per il momento in cui inizieranno gli interrogatori delle persone finite nel registro degli indagati e che hanno visto acquisire documenti e vario materiale considerato utile all'indagine.
I DUBBI
Indagine relativa ad alcuni concorsi, come quello di Glottologia, banditi tra il 2018 e il 2020, e relativi quindi alla precedente gestione dell'Università per stranieri, quella decapitata con l'inchiesta sull'esame di Suarez. I primi dubbi, Cantone e la finanza, in effetti, li esplicitarono già lo scorso anno, in occasione dell'inchiesta che fece il giro del mondo. «La vicenda della falsa certificazione linguistica rilasciata a Suarez non è tuttavia l’unica di questo genere che merita un approfondimento investigativo – si leggeva un anno fa nella richiesta di misure cautelari -. Dalle perquisizioni sono emersi elementi che fanno desumere che l’attuale dirigenza (riferito alla passata, ndr) dell’UniStra sia disposta a concedere certificazioni di lingua, in assenza dei presupposti, non soltanto a noti calciatori ma anche a chi altro possa vantare “agganci” con qualcuno degli indagati». E non solo. «Dalle indagini – proseguivano - sono inoltre emersi fondati indizi relativi alle procedure di selezione dei docenti e dei dottorandi dell’UniStra. Si tratta, in particolare, dei concorsi per professore universitario di prima fascia banditi a febbraio scorso e destinati – nelle intenzioni degli indagati – a quattro professori associati “interni” da promuovere ad ordinari». Di cui tre sono stati «messi immediatamente sotto contratto, mentre il quarto è stato superato da una candidata esterna che però non è stata assunta, finché la sua posizione non è decaduta per l’inerzia dell’ateneo, tanto da spingerla a fare ricorso».

Ultimo aggiornamento: 11:53 © RIPRODUZIONE RISERVATA