Ecco cosa succedeva nella fabbrica di cannabis esplosa

Martedì 11 Maggio 2021 di Massimo Boccucci
Ecco cosa succedeva nella fabbrica di cannabis esplosa

GUBBIO Non solo cannabis light per scopi terapeutici. A quanto sembra in quel laboratorio si lavorava anche la canapa per olio essenziale. I solventi e le sostanze altamente infiammabili erano all'ordine del giorno per i trattamenti previsti di lavorazione. L'olio essenziale di canapa viene estratto per distillazione a corrente di vapore dai fiori e dalle foglie superiori della pianta, è un liquido verde chiaro dalle componenti molto potenti, tra cui monoterpeni, sesquiterpeni e altri composti organici altamente attivi. Si tratta di un prezioso concentrato di gran parte dei terpeni presenti nella canapa, infatti un millilitro equivale circa a un chilo di infiorescenze appena raccolte, che si possono utilizzare facilmente in diverse situazioni. Bisognerà stabilire la natura della miscela sbagliata che sarebbe stata la causa scatenante della prima esplosione con il divampare delle fiamme e la prima nube nera innescando una reazione a catena. Di questa miscela, con tutti i risvolti legati alla finalità e lavorazione, avrebbe parlato direttamente il trentaduenne Alessandro Rossi, titolare con Gabriele Muratori della Green Genetics. Di fatto quell'edificio rischiava di considerarsi alla stregua di un laboratorio chimico con una trasformazione nel tempo visto che fino a qualche anno fa era adibito ad allevamento polli in batteria. Tra gli accertamenti che la Procura e i tecnici vogliono approfondire c'è tutta la parte relativa agli interventi strutturali di adeguamento. Le indagini in capo al sostituto procuratore Gemma Milianisi si concentrano sulla lavorazione della canapa prodotta dalla Green Genetics Società Semplice Agricola, collegata alla società Greenvest che commercializza. I due aspetti che sarebbero considerati prioritari chiamano in causa il trattamento delle sostanze altamente infiammabili (utilizzavano pentano e ultrasuoni) e la tipologia dell'edificio. Va verificato se tutto sia riconducibile all'errore umano per la presunta miscela sbagliata, oppure c'è dell'altro magari legato all'impianto elettrico oppure in correlazione con i fusti del materiale pericoloso. C'è la questione dell'edificio e la piena idoneità per ospitare un'attività del genere, al di là delle autorizzazioni che non presenterebbero anomalie anche rispetto alle modalità di affitto, oltre alle posizioni dei dipendenti e collaboratori che risulterebbero tutti contrattizzati. Le salme del diciannovenne di origini siciliane Samuel Cuffaro e della cinquantaduenne Elisabetta D'Innocenti, all'obitorio dell'ospedale di Branca, verranno sottoposte oggi pomeriggio ad autopsia. Questa mattina si insedierà il medico legale Massimo Lancia, della Sezione di medicina legale, scienze forensi e medicina dello sport in piazza Severi a Perugia. Resta in gravissime condizioni Alessio, il diciassettenne rimasto coinvolto nell'esplosione che si trova da venerdì sera intubato al centro grandi ustionati dell'ospedale Bufalini di Cesena. Ha dovuto invece rinunciare alle previste dimissioni dall'ospedale di Branca il ventottenne Kevin Dormicchi per ulteriori accertamenti, mentre resta sotto osservazione da parte dei sanitari Alessandro Rossi sottoposto venerdì sera a intervento chirurgico d’urgenza con prognosi di 30 giorni. Nei commenti emergono retroscena come lo sfogo ripetuto del povero Samuel che pensava di cambiare lavoro e l'aveva confidato più volte agli amici, perché era intenzionato a cercare un impiego un po’ più stabile visto che in quell’azienda, dove collaborava da circa un anno, veniva coinvolto saltuariamente con il contratto a chiamata. Pensava con un amico di chiedere alle officine meccaniche di Gubbio se avessero bisogno di un apprendista per mettere a frutto il diploma preso l'anno scorso all'istituto Professionale del polo tecnico “Cassata-Gattapone”. Ieri mattina la scuola ha voluto ricordare Samuel, Elisabetta e stringersi ad Alessio che lotta per la vita con una breve cerimonia nel cortile. «Un momento di riflessione - ha detto il preside David Nadery - condiviso con tutto il personale. Alcuni ragazzi hanno letto dei pensieri e l'insegnante don Francesco Menichetti ha concluso con una riflessione, fino all'ascolto di una canzone scritta dallo stesso Samuel». 

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