Per la crisi c'è chi non ha i soldi per pagare le badanti, anziani in affanno

Domenica 30 Ottobre 2022 di Selenio Canestrelli
Per la crisi c'è chi non ha i soldi per pagare le badanti, anziani in affanno

La crisi e l’aumento di prezzi e bollette mettono in crisi migliaia di famiglie alle prese con l’assistenza di colf e badanti, che in Umbria hanno raggiunto quasi quota 20mila per un costo complessivo di circa 140 milioni di euro tra retribuzioni e contributi. Tutti a rifare i conti anche per riuscire ad avere un aiuto in casa tra colf e badanti e c’è chi rischia di rimanere solo, rinunciando all’assistenza. L’allarme arriva dai pensionati rappresentanti dallo Spi Cgil di Perugia che denuncia «la drammatica situazione degli anziani e delle loro famiglie soprattutto in provincia di Perugia». Ed è allerta sociale: «Stiamo assistendo sempre di più a un allargamento della forbice tra la condizione degli anziani e le risposte sempre più inadeguate e scarse – dice Mario Bravi, segretario Spi Cgil Perugia - Mentre siamo arrivati al 30% di ultra 65enni e al 10% di ultra 80enni (gran parte dei quali non autosufficienti) scarseggiano badanti e servizi nel territorio. Sempre più tra ospedale e i bisogni c’è il deserto, così è ridotta al lumicino l’Adi (l’assistenza domiciliare integrata) e spesso le famiglie degli anziani non hanno le risorse economiche per pagare le cosiddette “badanti“ che hanno giustamente diritto a un contratto che le tuteli in un lavoro pesante e difficile». E neppure le pensioni aiutano a far quadrare i bilanci «con queste – aggiunge Bravi – che già sono più basse del 8% della media nazionale, creando muri tra anziani e servizi che mancano sempre di più. La comunità regionale e nazionale dovrebbe capire che la tutela di queste persone è un emergenza che mette in discussione la coesione sociale, mentre l’unica risposta (negativa) che è arrivata finora è l’aumento delle rette di 200-300 euro al mese. Tutto ciò non è degno di un paese civile». Insomma, anche se il numero di colf e badanti è in crescita c’è differenza tra provincia e provincia. Infatti Perugia, secondo l’Osservatorio Domina su dati Inps, ha un numero di badanti che tocca le 7886 unità contro le 7189 Colf; a Terni invece le colf superano le badanti (2341 contro 2158). Nel dettaglio in Umbria sono 19.591 i lavoratori regolari, di cui il 49% colf e il 51% badanti, con la provincia di Perugia che, come detto, vede in maggior numero quest’ultime rispetto a chi svolge le mansioni di colf. Ma c’è di più: lo studio evidenzia come dal 2019 il numero delle badanti è in continua crescita, mettendo in evidenza come i lavoratori che svolgono le funzioni di colf dopo un calo registrato nel 2017 sono ora in netta ripresa. Di pari passo sembra che siano in aumento gli uomini che intraprendono questa attività: infatti, se le femmine rappresentano il 91,6%, i maschi hanno raggiunto quota 8,4%; in aumento, pare, anche il numero degli italiani che si prendono cura delle famiglie umbre. In questo caso i lavoratori stranieri rappresentano il 71,7% del totale, mentre gli italiani il restante 28,3%. Tra gli stranieri è netta la prevalenza di cittadini provenienti dall’Est Europa. La fotografia della situazione regionale prosegue con l’identikit dei datori di lavoro, le famiglie, che hanno in media 68 anni e con la tipologia contrattuale, con quasi il 25% di badanti che convive con la famiglia del proprio datore di lavoro.

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