Covid, ospedali sotto stress. Altri 1.872 casi, virus più diffuso tra i 45 e 64 anni e nel Perugino

Venerdì 8 Luglio 2022 di Fabio Nucci
Covid, ospedali sotto stress. Altri 1.872 casi, virus più diffuso tra i 45 e 64 anni e nel Perugino

’Umbria resta nel pieno della settima ondata con la curva che fornisce timidi segnali di rallentamento. L’incremento settimanale dei contagi, considerando i 1.872 casi segnalati tra mercoledì e giovedì mattina, si è ridotto al 42%, ma la circolazione del virus, come evidenzia il report del Nucleo epidemiologico, resta elevata. L’incremento dei contagi riguarda tutte le fasce d’età e i territori, con punte tra i 45-64 anni e nel perugino. Sospinto dalla sotto variante Omicron 5, il virus può creare complicazioni nei non vaccinati e nei fragili senza quarta dose. E dal Cts, per voce dell’assessore Luca Coletto, arriva un nuovo appello a fare il booster aggiuntivo.
Per il secondo giorno consecutivo si registra un calo nelle ospedalizzazioni: quattro in meno nei reparti ordinari dove ora si contano 207 pazienti per una saturazione scesa al 31,2%, ma comunque la più alta d’Italia. C’è un degente Covid in meno anche nelle rianimazioni dove ora si contano 6 pazienti. L’impegno ospedaliero resta tuttavia consistente e in sette giorni si contano 38 degenti in più. “Nell’ultima riunione del Cts – ha spiegato l’assessore Coletto – è emerso che la variante Omicron nelle persone non vaccinate può aprire la strada per sviluppare effetti importanti e che l’analisi effettuata dai medici sulle persone ricoverate negli ospedali umbri evidenzia che sono pochissimi i ricoverati con quarta dose di vaccino. Alla luce di ciò, i medici del Cts ritengono che sia di grande importanza vaccinarsi in questa fase in cui ancora non è stato raggiunto il picco dell’ondata in corso, previsto per la fine di luglio”. L’obiettivo è evitare tensioni eccessive sul sistema ospedaliero e sanitario. “L’Umbria ha lavorato da subito sulla flessibilità del sistema – ha aggiunto Coletto - rimodulando l’offerta in relazione all’incidenza e alle necessità assistenziali di ricovero, tenendo presente che molti sono ricoverati per altre patologie, ma essendo positivi necessitano di isolamento”. Rispetto all’ultimo bollettino, infatti, è salito a 70 il numero dei pazienti ricoverati per altre patologie e trovati positivi, mentre altri 5 dei pazienti non critici sono gestanti o neonati. Dopo due settimane, si registra anche un nuovo morto.Quanto ai contagi ufficiali, la curva continua a salire ma la corsa sembra dare segni di rallentamento, col trend settimanale che ora indica un +42%. Altri 1.872 sono i nuovi casi emersi a fronte di 5.528 tamponi, uno su tre, quindi, risultato positivo. Rispetto alla scorsa settimana, il testing è in crescita del 31%, mentre l’incidenza è passata da 893 a 1.267 casi per 100mila abitanti, dato simile a quello nazionale come evidenziano gli esperti nel Nucleo epidemiologico. La contagiosità di tale forma virale resta massima e dalla Regione è arrivato un nuovo appello alla prudenza. “Allo stato attuale un soggetto infetto può contagiare molte persone a stretto contatto – ha osservato Coletto - per cui in questa fase di crescita esponenziale dei contagi, oltre alla somministrazione della quarta dose per la fascia stabilita dal Ministero, è opportuno l’utilizzo delle mascherine al chiuso e all’aperto in condizioni di grandi assembramenti. Questi strumenti al momento, sono gli unici a disposizione per preservarci e per non sovraccaricare le strutture ospedaliere che devono tornare all’attività ordinaria”.
Tutti i parametri chiave dell’epidemia sono tornati sotto stress, come evidenziato nel report settimanale del Nucleo. I contagi sono in crescita in tutte le fasce, ma il dato più elevato si osserva tra gli adulti, in particolare tra i 45-64, 25-44 e 65-79 anni, età nelle quali l’incidenza settimanale è sopra la media regionale. Il dato più basso, poco più di 400 casi settimanali per 100mila abitanti, si osserva nella fascia 3-5. Quanto ai territori, in otto distretti l’incidenza è tornata sopra mille, col virus che risulta più diffuso nel Perugino (1.195) e in Alto Tevere (1.165).

Ultimo aggiornamento: 08:42 © RIPRODUZIONE RISERVATA