Covid, picco reale a fine mese con 80mila positivi

Venerdì 21 Gennaio 2022 di Fabio Nucci
Covid, picco reale a fine mese con 80mila positivi

PERUGIA Il bollettino ufficiale indica quasi 26mila casi Covid attivi ma nella realtà i positivi in circolazione sarebbero tre volte di più con un picco di 80mila positivi a fine gennaio. È la nuova frontiera del virus indicata dal modello previsionale del Nucleo epidemiologico regionale. Una stima sui contagiati in circolazione che da qui ad aprile è destinata a ridursi, col picco dei ricoveri atteso a inizio febbraio e quello dei decessi ancora incerto.
Curva ufficiale ed effettiva possono disegnare ampiezze diverse ma con una simile tendenza alla discesa. Che poi è quanto racconta l’ultimo report del Nucleo epidemiologico regionale che indica un indice Rt a 0,78 mentre in Italia viaggia intorno a uno. «In una settimana l’incidenza è passata da 2.300 a 1.576 casi per 100mila abitanti – spiega Marco Cristofori, esperto del Nucleo epidemiologico – e in Umbria si nota una maggiore tendenza della curva a decrescere rispetto al dato nazionale. C’è un plateau (un andamento più orizzontale, ndr) e non più una crescita esponenziale: il trend ora somiglia più a una curva». Tra i distretti così solo Assisi presenta un dato sopra i 2mila casi e in qualche comune è tornata sotto 500, ma è ancora presto per trarre conclusioni sicure. «Non abbiamo mai visto cifre così elevate ed uniformi tra i territori: dobbiamo pensare alla Omicron come a uno spray che si deposita su tutto». Diversa dalle precedenti fasi epidemiche resta la situazione rispetto agli ospedali. «Dal punto di vista dei contagi l’ultima ondata è stata spaventosa – spiega Massimo Braganti, direttore regionale alla Salute – ma la pressione sulle terapie intensive si mantiene bassa. Oggi ravvisiamo un bisogno maggiore di “malattie infettive” grazie ai vaccini, ma non è facile prevedere tali fenomeni». Dal virus primitivo a Omicron molte dinamiche sono cambiate. «Abbiamo assistito a comportamenti molto diversi – spiega l’assessore Luca Coletto – che abbiamo gestito in funzione del monitoraggio effettuato dalla professoressa Mencacci e con il coordinamento del commissario D’Angelo evitando, in questa fase, di eleggere ospedali a presidi Covid, ma distribuendo i pazienti sul territorio senza bloccare attività importanti».
Oggi proprio i numeri disegnano un andamento confortante anche se il modello previsionale di Fortunato Bianconi, ingegnere del Nucleo epidemiologico, racconta proporzioni diverse. «Gli attualmente positivi, inclusi gli asintomatici (non censiti, ndr) potrebbero raggiungere un picco di circa 80mila persone tra fine mese e inizio febbraio», spiega. Al momento misuriamo un quarto dei reali positivi che girano». E non è una questione di tracciamento o indagini epidemiologiche. «Con una variante che circola così in una popolazione vaccinata, abbiamo il 70% di forme asintomatiche», aggiunge Cristofori. «La previsione tiene conto anche della capacità di diffusione della Omicron e un modello dell’Imperial college di Londra dice la stessa cosa: in Italia ci sarebbero da 8 a 16 milioni di positivi perché la variante è probabilmente meno pericolosa e circola in una popolazione vaccinata al 90%».
Lo stesso modello indaga l’evoluzione di ricoveri e decessi calibrando le previsioni sulla base di un “parametro di intervento”. «Stima l’effetto delle misure di contenimento, compreso il vaccino, e da giugno 2021 ad oggi è passato dal 98 al 50%», spiega Bianconi. Ne consegue una stima, che potrebbe portare a un picco di 246 ricoveri ordinari a fine mese e di 22 degenti critici a metà febbraio prima della discesa. «Sul lato decessi ci sarà comunque un incremento che continuerà fin quando non si arriverà a un plateau». Per metà febbraio il modello indica tra i 1.660 e i 1.690 casi, col rischio di contare oltre 110 vittime in meno di un mese.

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