Coronavirus, il quadro nei comuni. A Perugia i positivi sono 1142. A Terni 444. Nove città con oltre cento casi

Domenica 25 Ottobre 2020 di Fabio Nucci
Coronavirus, il quadro nei comuni. A Perugia i positivi sono 1142. A Terni 444. Nove città con oltre cento casi

PERUGIA - Numeri che avanzano in maniera impressionante e un sistema di sorveglianza ormai al limite, col tracciamento delle catene di trasmissione del virus a rischio. Neanche il numero record di guariti, 132 in una giornata, riesce ad attenuare il flusso inarrestabile di nuovi positivi: ieri 525, tra i quali 125 sintomatici, potenzialmente più contagiosi. Un aspetto che Iss e Ministero della Salute hanno stimato nell’ultimo indice di riproduzione del virus che per l’Umbria segna quota 1,69, con la probabilità, fotografata al 18 ottobre, che un solo positivo possa contagiare almeno due persone. A fine luglio, con un Rt pari a 0,30, un nuovo caso era veicolato da almeno tre contagiati.
La situazione in alcuni comuni è quasi da “zona rossa” con un’incidenza cumulativa che nell’area Trasimeno-Perugino-Assisano oscilla tra i 7 casi ogni mille residenti del capoluogo e i 10 di Bastia Umbra, passando per i 14 di Passignano e i 9 di Corciano che ieri ha conosciuto il suo secondo decesso Covid dall’inizio dell’epidemia. Si tratta dell’ex vice sindaco Sabrina Caselli, morta a 63 anni dopo una strenua lotta contro il virus. «Sapremo ricordarla come merita», ha detto il sindaco Cristian Betti che sul contagio ha parlato di numeri impressionanti, rivolgendo un messaggio alla popolazione. «Crescono in maniera rapida e preoccupante e Corciano, insieme ai comuni della corona perugina (da Passignano a Valfabbrica) è tra i più colpiti da questo flagello». Ieri altri 19 casi (e 5 guariti) per un totale di 193 positivi. «La gran parte si tratta di cluster familiari», ha ricordato Betti. «Serve massima prudenza in ciò che si fa, a partire dai rapporti familiari e amicali, ambiti nei quali ci si rilassa, ma occorre prestare massima attenzione anche nel lavoro e a scuola. Gli sforzi delle istituzioni non bastano se non accompagnati da comportamenti corretti». Situazione critica anche ad Assisi (7 casi ogni mille residenti) dove ieri sono stati certificati 36 casi e due guariti, col totale degli attualmente positivi salito a 194, quarto comune dopo Perugia (1.142), dove il Jazz club ha annullato tutti i concerti della stagione, Terni (444), dove sono stati registrati 7 casi al polo geriatrico Le Grazie, e Bastia Umbra (210). Anche il sindaco Stefania Proietti ha rivolto un nuovo appello «a rispettare le regole», invitando «giovani e adulti a uscire il meno possibile». Appello alla prudenza anche da Luciano Bacchetta, sindaco di Città di Castello che conta 47 casi attivi, nove più in un giorno con un guarito. A Bastia Umbra, il sindaco Paola Lungarotti ha aggiornato la situazione rispetto all’età ricordando che la maggior parte dei casi cittadini è compreso nella fascia 30-60 anni (44% dei positivi) e tra giovani e giovanissimi, 16-29 anni (27%). Sono nove le città con oltre 100 casi, tra cui Spoleto (113) e Foligno (141) dove la società di calcio ha comunicato che causa sospetta positività di un tesserato Juniores la gara nazionale col Cannara è stata rinviata. Il virus per la prima volta si è infiltrato a Scheggino (2 casi) e Monteleone di Spoleto (1), tornando a Cascia e Costacciaro. Tra i comuni colpiti in primavera, solo Scheggia-Pascelupo e Baschi non contano casi, mentre Monteleone di Orvieto e Monte Santa Maria Tiberina restano Covid-free.
Intanto, Iss e Ministero lanciano l’allerta servizi territoriali e assistenziali, prossimi alla soglia critica. «Il carico di lavoro non è più sostenibile con evidenza di impossibilità di tracciare in modo completo le catene di trasmissione ed aumento, in proporzione, dei casi evidenziati per sintomi». In gioco i tempi del tracciamento e dello svincolo dei positivi una volta “negativizzati”, le cui comunicazioni viaggiano anche con 4 giorni di ritardo. Aspetto posto al centro dell’ultima riunione del Cor che si è riunito venerdì a Foligno. In tale occasione Anci Umbria è tornata a stigmatizzare la decisione di Palazzo Donini di centralizzare la comunicazione Covid. «I sindaci chiedono aggiornamenti immediati, disponendo in modo ufficiale, chiaro e univoco, delle informazioni necessarie a tutelare i concittadini», ha affermato il presidente facente funzione Michele Toniaccini.

Ultimo aggiornamento: 07:44 © RIPRODUZIONE RISERVATA