Carlo Acutis sarà santo, ecco chi era il 15enne morto per la leucemia e qual è il miracolo riconosciuto da Papa Francesco

La Chiesa di Assisi è in festa per l'annuncio

Giovedì 23 Maggio 2024
Carlo Acutis sarà santo, ecco chi era il 15enne morto per la leucemia e qual è il miracolo riconosciuto da Papa Francesco

«Carlo sarà proclamato santo, passando così dal culto locale che è proprio dello status di beato, al culto universale che caratterizza i santi canonizzati».

Lo scrive il vescovo di Assisi, Domenico Sorrentino, dopo la notizia che Carlo Acutis, lo studente morto a soli 15 anni beatificato da papa Francesco il 10 ottobre 2020, considerato un po' il 'patrono di internet', riceverà l'onore degli altari dopo che il Papa ne ha riconosciuto un miracolo.

 

Chi era Carlo Acutis

Carlo Acutis, morto a 15 anni per una leucemia fulminante il 12 ottobre 2006, fu sepolto, come aveva espressamente richiesto, nel cimitero di Assisi, dove rimase fino alla traslazione nel Santuario della Spogliazione, nella stessa città, dove si trova dal 6 aprile 2019. E proprio ad Assisi ha avuto luogo la cerimonia di beatificazione, il 10 ottobre 202, presieduta dal cardinale Agostino Vallini in rappresentanza del Papa. 

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Il miracolo di Carlo Acutis

Il miracolo riconosciuto oggi che porterà alla proclamazione della santità di Carlo Acutis, in quanto ritenuto fatto inspiegabile e avvenuto per la sua intercessione, riguarda una ragazza del Costa Rica, studentessa in Italia, operata per un trauma cranico dovuto a un incidente. Dalle sue condizioni disperate è uscita grazie all'intercessione del beato, invocato dalla mamma. Lo scrive Avvenire, quotidiano della Cei, sul suo sito. L'altro miracolo di Carlo Acutis, riconosciuto in precedenza e che portò alla beatificazione celebrata ad Assisi il 10 ottobre 2020, riguardava la guarigione di Matheus, un bambino brasiliano di sei anni affetto da pancreas anulare, una rara anomalia anatomica congenita del pancreas, evidenziata da un esame clinico nel 2012, che avrebbe potuto essere corretta solo con un intervento chirurgico. Il 12 ottobre 2013 nella chiesa brasiliana di San Sebastiano, di cui era parroco padre Marcelo Tenorio, era in corso una benedizione con una reliquia di Carlo Acutis, nello specifico un pezzo del pigiama macchiato di sangue con cui egli aveva dormito poco prima di morire all'età di 15 anni il 12 ottobre 2006. Matheus, a causa della sua malattia, non era soggetto al regolare sviluppo fisico dei bambini della sua età e rimetteva qualsiasi cosa ingerisse, sia gli alimenti solidi sia le bevande, andando incontro a un deperimento organico che faceva temere per la sua vita. Quando fu il suo turno di toccare la reliquia, su suggerimento del nonno che lo accompagnava, chiese la grazia di non rimettere più; da quel momento il fenomeno cessò. Negli anni successivi il bambino fu sottoposto a una serie di esami diagnostici dai quali la malformazione risultò scomparsa e il pancreas tornato normale, e vi fu anche la ripresa della normale crescita staturo-ponderale. La guarigione «istantanea, completa e duratura» è stata ritenuta inspiegabile dalla Consulta Medica della Congregazione delle cause dei santi, e poi il miracolo approvato ai fini della beatificazione..

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La festa ad Assisi

La Chiesa di Assisi è in festa per l'annuncio del Papa che sarà santo Carlo Acutis, lo studente morto a soli 15 anni beatificato il 10 ottobre 2020 e il corpo del quale è in una tomba a Santa Maria Maggiore, nella città umbra. Dove venne sepolto dopo essere morto a Monza. Acutis frequentava infatti Assisi ed era devoto di San Francesco. Venne traslato dal cimitero alla chiesa di Santa Maria Maggiore-Santuario della Spoliziazione, dove il corpo è esposto in una teca, nel 2019 dopo essere stato proclamato venerabile. «Sia lode al Signore, che sta facendo grandi cose, per dare un colpo d'ala al nostro entusiasmo nella coerenza cristiana e nell'annuncio del Vangelo» ha commentato il vescovo monsignor Domenico Sorrentino. «Grazie anche al Santo Padre - ha aggiunto in una nota - che sta assecondando l'opera di Dio. Mi unisco ai fedeli che si trovano nel Santuario per una preghiera di lode. Voglia il Signore continuare la sua opera attraverso la testimonianza del beato Carlo. Egli potrà essere chiamato Santo e venerato con il culto liturgico dovuto ai Santi solo dopo la canonizzazione. Liturgicamente, pertanto, tutto rimane come prima. Ma esprimiamo con esultanza la nostra gioia in unione con la famiglia, specie il papà Andrea e la mamma Antonia, e tutti i devoti di Carlo sparsi nel mondo. Egli ci ottenga dal Signore di amarlo come lo ha amato lui - conclude monsignor Sorrentino -, soprattutto nella Santa Eucaristia. In attesa di rivedervi, vi benedico di cuore». 

Ultimo aggiornamento: 16:02 © RIPRODUZIONE RISERVATA