Odaldelta
9 Maggio 1942

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Mercoledì 20 Febbraio 2019, 13:38
Tempismo sospetto e dubbi diffusi. I genitori di Matteo Renzi agli arresti domiciliari lasciano molte perplessità, tanto che anche oppositori abituali dell'ex premier, in un qualche modo, si schierano al suo fianco. Si pensi ad Achille Totaro di Fratelli d'Italia, il quale ricorda come tra i giudici che hanno chiesto l'arresto "c'è una magistrata vicina alla sinistra più estrema". Dunque Alessandro Sallusti, il quale su Il Giornale spiega come a suo parere il timing del provvedimento non può essere casuale. Poi, certo, c'è chi difende Renzi e non potrebbe essere altrimenti: Maria Elena Boschi, per esempio. E della sua difesa ne dà conto Augusto Minzolini su Il Giornale. Una difesa che però va oltre il "compitino standard", ovvero frasi fatte quali "piena fiducia in Renzi", "la giustizia farà il suo corso". Già, perché il Minzo dà conto di un altro tipo di considerazioni alle quali si sarebbe prestata la Boschi, a cui attribuisce questa frase: "Io ho un'altra cultura ma nel Pd la magistratura è uno dei miti rimasti". Frase sibillina, frase con cui in un certo qual senso anche la Boschi sembra accreditare la tesi del complotto, del tempismo sospetto. Già, un siluro contro Renzi proprio nel momento in cui stava rialzando la testa dentro al Pd. Anche la Boschi, probabilmente, si interroga: sarà un caso? CHI SARANNO I GIUDA? GIOVA (non sta per giovanni) A CHI...NEMICI INTERNI O ESTERNI?
Mercoledì 20 Febbraio 2019, 13:18
Non è un allarme perché al Viminale spetta presiedere alla sicurezza dei cittadini, ma è certamente preoccupante la mappatura ed anche la “radiografia” politica dei centri sociali in Italia diffuse oggi dal ministero dell’Interno. Da quando Matteo Salvini è arrivato al Viminale, le polemiche sui centri sociali hanno registrato un’impennata che ci ha riportato agli anni ’70, epoca in cui agivano i cosiddetti “collettivi“, spesso covi di sprangatori con licenza di spaccare teste e con tanto di soccorso rosso da parte di avvocati, scrittori, giornalisti e gente di spettacolo pronto a scattare nella fase delle indagini e assicurato negli eventuali processi. Oggi, per fortuna, non si vive più quella plumbea temperie, ma i centri sociali continuano a dividere il mondo politico. Sopratutto tra chi li paragona ad innocui laboratori sociali e chi. al contrario, vi intravede delle vere centrali di professionisti di guerriglia e di violenza. Il Viminale sembra accostarsi più a questa seconda versione, soprattutto per quel che riguarda i centri sociali autogestiti. Qui in particolare – informano dal ministero dell’Interno – i movimenti antagonista ed anarchico «estrinsecano la loro attività». E questa è l’unica caratteristica che li accomuna. Quanto al resto, infatti, essi risultato «diversificati fra loro in ragione dei diversi indirizzi politico-ideologici delle varie componenti organizzative accomunate dalla gestione di uno spazio pubblico quale luogo di aggregazione per attività d’area». Questa la situazione in tutta Italia come rilevata dal Viminale: i centri sociali attivi attualmente sono 165. Di questi «87 in posizione di legalità» mentre ammontano a ben 78 «quelli occupati abusivamente». Scendendo nel dettaglio, sono La Lombardia e il Lazio le regioni italiane in cui è in attività il maggior numero di centri sociali autogestiti: rispettivamente 33 e 28 strutture, per la maggior parte situate nei capoluoghi. A Milano ci sono 24 centri sociali, a Roma 27. A seguire, si evince dalla mappa fornita dal Viminale, la Campania con 15 centri sociali (di cui circa sette solo a Napoli), l’Emilia Romagna con 14 ( di cui cinque a Bologna), il Piemonte con 13 (undici a Torino), la Toscana con 12 (sette a Firenze), le Marche con 11 (sei dei quali ad Ancona) e il Veneto con 10 (4 a Venezia). Molise e Sardegna sono le uniche due regioni italiane in cui non figurano centri sociali in attività...POI SALVINI NON FA IL SUO LAVORO, FA ABCHE QUELLO CHE LA SINISTRA PD IN PRIMIS, NON HA MAI VOLUTO FARE, NON POTEVA...AHAHAHAH!!!!
Mercoledì 20 Febbraio 2019, 13:10
Non si può certo dire che della famiglia Renzi si occupi solo adesso, dopo gli arresti dei genitori dell’ex premier. Giovanni Donzelli da anni denuncia carte alla mano quelle che definisce «operazioni oscure che hanno lasciato in braghe di tela lavoratori e messo in difficoltà aziende». Lui ha continuato sempre ad urlarlo e sempre carte alla mano, spesso senza essere ascoltato. Donzelli, è felice dopo l’arresto del padre e della madre di Renzi? In realtà sono molto arrabbiato: sono anni che alcuni fatti sono arcinoti, alcuni li abbiamo denunciati in maniera incontrovertibile: mi sorprendo che siano emersi solo adesso. Per esempio? Per rimanere all’inchiesta di queste ore la società che avrebbe emesso le false fatture alle cooperative – la Eventi 6 i cui soci sono il padre e le sorelle dell’ex premier, mentre la mamma la amministra – ha custodito gelosamente e poi erogato il Tfr di Matteo Renzi. Cioè? Quei soldi sono stati pagati dai contribuenti italiani: Matteo Renzi, quando diventò presidente della Provincia di Firenze, si fece assumere come dirigente così da far pagare i contributi lievitati dalle casse pubbliche. E ha anche il coraggio di venire a parlare di battaglie contro la “vecchia politica” Ma lei ha fatto anche una mostra su questi fatti? Sì, il Pd ha cercato in tutti i modi di occultare la verità ma non ci sono riusciti. Di cosa si trattava? La Eventi 6 è l’erede della Chil, che ha lasciato in mutande lavoratori e fornitori e per la cui bancarotta Tiziano Renzi è già stato indagato. Il padre dell’ex premier nel 2009 (dieci anni fa!) chiese ed ottenne la copertura della finanziaria della Regione Toscana su un mutuo da 437mila euro, peraltro beneficiando di agevolazioni per imprese femminili quando la società era di sua proprietà, quindi violando il regolamento. Risultato: dopo il fallimento quei soldi non sono mai stati restituiti completamente, il mutuo ai Renzi lo hanno pagato i cittadini italiani. È stato anche querelato per questo? Sì, dal padre dell’ex ministro Luca Lotti, che tirai in ballo come responsabile aziende della filiale che concesse quel mutuo: fu colui che fornì il parere favorevole. E com’è finita? La querela è stata archiviata, a dimostrazione che avevo ragione oltre che tutto il diritto di dirlo. E invece dell’operazione outlet cosa ci dice? Gli ex soci di Tiziano Renzi hanno fatto affari insieme all’ultimo presidente di Banca Etruria Lorenzo Rosi. Abbiamo denunciato da subito gli intrecci oscuri delle società con cui ha collaborato anche Tiziano Renzi, che si è presentato ai sindaci delle varie città come consulente. Ora in un’inchiesta pugliese sono stati persino arrestati i magistrati che non avrebbero indagato, oltre che interdetto il regista dell’operazione Dagostino, che insieme ai Renzi il 4 marzo andrà ad un altro processo per false fatture. E dei soldi dei bambini africani spariti ci sono novità? Nelle intercettazioni diell’inchiesta che ha portato agli arresti i genitori di Matteo c’è anche il nome di Andrea Conticini. Dopo che il governo Gentiloni aveva salvato di fatto la sua posizione e la mancata querela da parte di Unicef, l’inchiesta è ripartita per la querela della Operation Usa di Los Angeles. Vogliamo che venga fatta luce su questa vergogna.
Mercoledì 20 Febbraio 2019, 13:07
E nun ce vanno sta’. In Campidoglio c’è grande agitazione da ieri, quando il ministero dell’economia ha scodellato sulla scrivania della Raggi una lettera per chiudere l’isterica polemica attizzata dal sindaco della Capitale sulla sede di Casapound in via Napoleone III. E’ da tempo che la prima cittadina è scatenata sul tema, come se a Roma non ci fossero problemi per i quali varrebbe la pena di prestare davvero un minimo di attenzione in più. Lenta com’è, evidentemente la Raggi teme la concorrenza della Tartaruga. Da oggi in poi dalle parti del Comune faranno bene ad evitare di incorrere in infortuni inutili. Per il Mef, quello stabile non presenta pericolo di crollo – il che lo porrebbe davvero in condizione di essere sgomberato per ragioni di incolumità – né igienici, e questo parrebbe evidente a chiunque sa che cosa accade invece nei centri sociali dove scorrazzano le bande di quelli che anche la Raggi dovrebbe conoscere bene. A Casapound non ci si droga nemmeno, signor sindaco. E poi c’e’ un’altra cosa curiosa. Non si capisce perché lo sgombero dovrebbe essere attivato ora che ci sono Salvini al Viminale e Tria all’Economia, mentre nulla in proposito è stato mai fatto da Minniti o da Padoan, tanto per capire a quale livello di demagogia si è arrivati. E’ già troppo tempo che al ministero dell’economia sono costretti ad occuparsi di questo capriccio della Raggi nella sua battaglia personale – persa – contro Casapound quando lassù hanno ben altre gatte da pelare come i guai provocati dalle scelte abbastanza scriteriate di un esecutivo bombardato dalle pretese della truppa pentastellata. Pensare di far diventare prioritaria pure la lista di una sindaca capricciosa deve essere risultato francamente insopportabile anche a loro. Tanto più che a ottobre ci fu una riunione del comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico – con la presenza della Raggi – in cui furono esaminate le situazioni dei vari stabili da sgomberare. Quattro da liberare con assoluta priorità: per tutto il resto una graduatoria in cui Casapound con il palazzo di via Napoleone III finì al ventottesimo posto. Non esattamente centrale come “battaglia”, diciamo...E’ ora magari che la Raggi si dedichi al traffico, alla pulizia della città, all’illuminazione delle strade e a tutto quello che deve fare un sindaco che sta lì da troppo tempo senza fare nulla di concreto. Magari glielo spieghi anche all’Anpi: ora è a Virginia che stanno cantando Bella ciao…
Mercoledì 20 Febbraio 2019, 11:48
Metaforici schiaffoni ad Alessandro Di Battista, rifilati da uno scatenato Enrico Mentana. Si torna alla buffonata del grillino in studio da Giovanni Floris a diMartedì, dove ha beccato il pubblico poiché non applaudiva le sue fesserie. Dopo un diluvio di critiche, Dibba ha provato a metterci una toppa, spiegando: "Era una battuta la mia sul fatto che gli applausi sono, diciamo, controllati e per esigenze televisive ci sta pure". Dunque, rivolgendosi sui social a Mentana, ha aggiunto: "Ora lei, direttore, pensa che questo debba aprire un salutare dibattito. Forse molto altro dovrebbe aprire salutari dibattiti ma ognuno la pensa come vuole". Frasi che lasciano il tempo che trovano, alle quali Mitraglietta ha risposto in modo assai piccato: "Di Battista spero che lei riservi la stessa severità ai due vicepremier, rispettivamente intervenuti sul televoto di Sanremo e sulla citazione di Satana da parte di Virginia Raffaele, maestose questioni al cospetto delle quali il problema degli applausi nei talk show si riduce a poca cosa". Di Battista colpito e affondato ancora: ogni volta che apre bocca, uno squisito disastro.
Mercoledì 20 Febbraio 2019, 11:47
Sia fatta la volontà di Dio!
Mercoledì 20 Febbraio 2019, 11:39
Contro le politiche di Matteo Salvini ora scende in campo anche il Garante della concorrenza e dei consumatori, che mette nel mirino la tassa dell'1,5% sui money transfer, sistema utilizzato dagli immigrati per spedire soldi nei Paesi di provenienza (novità introdotta dal decreto fiscale 2018). Secondo l'antitrust si tratta di una norma "ingiustificatamente discriminatoria". I money transfer, secondo il Garante, sarebbero stati colpiti dal fatto che non possono assicurare ai loro clienti offerte competitive rispetto a banche e Poste, non coinvolte dalla nuova tassa che - scrive l'Antitrust - ridurrebbe pure "il grado di trasparenza sulle condizioni economiche praticate per il servizio di rimesse di denaro". La tassa si applica su tutte le operazioni oltre i 10 euro, eccezion fatta per quelle effettuate con fini commerciali. La sinistra, ovviamente, aveva da subito bollato come "discriminatorio" il balzello. Ma chi la ha proposta, spiega che la tassa sia un modo per trattenere nella casse italiane parte di quei guadagni che, realizzati nel Belpaese, poi prendono la strada per l'estero (senza dunque essere spesi nelle attività commerciali nostrane). Trasferimenti che, secondo la Fondazione Moressa, nel 2018 valevano qualcosa come 5 miliardi di euro. Un mucchio di soldi. MA QUALE 1.5%, 10% COME MINIMO LA TASSA, CON QUELLO CHE CI COSTANO ...I LORO FRATELLI.
Mercoledì 20 Febbraio 2019, 11:34
Quel 41% di contrari a salvare Matteo Salvini dal processo chiesto dal Tribunale dei ministri è il dato da cui ripartire per la fronda che non gradisce la leadership di Di Maio e l’appiattimento sulla linea della Lega . Lo spiega Luigi Gallo, deputato vicino a Roberto Fico, in un’intervista su La Stampa, e i toni risultano assai bellicosi: “Ci vuole più rispetto per chi voleva restare coerente con i nostri principi e dire sì alla richiesta dei magistrati: quel 41% è, insieme ai risultati delle regionali in Abruzzo, un campanello d’allarme che suona e che dice che dobbiamo raddrizzare il governo”. L’identità grillina è a rischi, tuona Luigi Gallo, e “ha pesato il fatto di essere sotto ricatto della Lega”. Quindi i ribelli che fanno capo a Fico si danno le loro scadenze e i loro obiettivi: “Non si può andare avanti con continui ricatti. Salvini ha nella Lega la sua organizzazione militare, noi siamo un’altra cosa: un movimento partecipato che deve ricominciare a confrontarsi”. La mission è quella di “far pesare i nostri temi” anche e soprattutto sull’immigrazione, tema che sta particolarmente a cuore a Roberto Fico ma sul quale sarà davvero difficile uno scontro radicale tra M5S e Lega. Se questo è ciò che emerge dal dibattito interno al M5S c’è da immaginarsi cosa veramente si agita negli animi dei grillini “identitari... "SANGUE ROMAGNOLO", NO SANGUE COMUNISTA. Fico resta su quella carega, altrimenti dimettiti e vai col PD sei noioso.
Martedì 19 Febbraio 2019, 13:23
Bisogna prenderne atto.
Martedì 19 Febbraio 2019, 13:18
E se invece fossero stati gli hacker a rovinare la giornata ai grillini che votavano sulla piattaforma Rousseau? Possibile che gli iscriti del M5s, proprio quelli di "onestà, onestà, onestà", si siano ridotti a evitare il processo al leghista Matteo Salvini pur di rimanere al governo? Questi e altri paranoici quesiti hanno rovinato la serata di Marco Travaglio e della redazione del Fatto quotidiano dopo che i risultati del voto grillino ha certificato l'ultima trasformazione del M5s. Al Fatto però non si sono dati per vinti e sono andati a cercare la possibile manina di qualche hacker, spinto da chissà quale losco interesse a manomettere un voto su una piattaforma che faceva già acqua da tutte le parti da un bel po' di tempo. Sin dall'apertura delle operazioni di voto, la piattaforma Rousseau si è rivelata inadeguata a sostenere il traffico di qualche migliaio di utenti. Per ore diversi iscritti hanno lamentato disagi e rallentamenti, c'è chi ha potuto votare solo dopo cinque tentativi. Chi invece, come la senatrice Elena Fattori, ha rinfacciato ai responsabili dell'associazione Rousseau tutti i soldi incassati pure dai parlamentari grillini per far funzionare il sito. I segugi del Fatto puntano l'hacker Rogue0, lo stesso che già mesi fa era entrato con enorme facilità nella piattaforma Rousseau. Durante le votazioni, Rogue0 aveva lanciato un hashtat, #pisQAnon, che sostanzialmente prendeva in giro i grillini. Quando poi il sito va del tutto in tilt, il sospetto che dietro ci sia la manina degli hacker si fa sempre più pressante. E Rogue0 è costretto a chiarire: "Forse non è chiaro, io non ho fatto nulla. Siete voi, loro sono solo #pisQAnon. A ridaje ciurma".Insomma non c'era bisogno degli hacker per far crollare il sito di Rousseau. Bastava la totale impreparazione degli stessi gestori per trasformare la giornata di voto in una clamorosa farsa, con tanto di beffa visto che dall'associazione fanno sapere al Fatto che nel giro di qualche mese "non ci saranno più di questi problemi". Sempre che ci sia ancora qualcosa da votare per i grillini fra qualche mese.
Martedì 19 Febbraio 2019, 13:12
"Ma quanto godono i numerosi nemici di Renzi per le sue disgrazie di famiglia". Vittorio Feltri, con un post su Twitter, commenta così il caso dell'arresto ai domiciliari dei genitori di Matteo Renzi avvenuto ieri 18 febbraio. "Si estende l'odio che colpì Craxi, Andreotti e Berlusconi", conclude il direttore di Libero. "Chiedo che i processi si facciano nella aule dei tribunali e non sul web o nelle redazioni dei giornali", ha sbottato l'ex premier del Pd. "Noi aspettiamo le sentenze, ma le sentenze si pronunciano in tribunale e non nelle piazze populiste". Anche Myrta Merlino sempre su Twitter aveva commentato: "Salvini, Renzi e la magistratura: chi pensava che l'intreccio malato tra politica e giustizia fosse un ricordo del passato si sbagliava di grosso". Poi, la conduttrice de L'aria che tira aveva concluso amara: "E all'orizzonte non si vede alcun cambiamento".
Martedì 19 Febbraio 2019, 13:09
Può anche essere, ma sarà l'elettorato italiano a valutare. In fondo è la classe politica governante che si deve adeguare alla espressione della volontà popolare, alla fine un risultato ci deve pure essere. Se poi si volesse discutere di come spingere la popolazione a certe scelte la storia ci offre varie spiegazioni e tecniche per far sì come oggettivamente spingere in una o nell'altra direzione. Salvini o la lega è un prodotto o il risultato, appunto oggettivo delle risposte che gli italiani si attendono. Rivangare il passato per capire il presente per fare delle valutazioni sul futuro, bloccare questo processo è impossibile, bisogna affrontarlo nell'attimo contingente.
Martedì 19 Febbraio 2019, 12:52
Maroni ...un politico senza le sfere da bocce. Altri tempi, le cose non erano mature, ancora le coscienze politiche non erano ben definite, era un prodotto di allora, ora la stecca è passata definitivamente in mano alla sinistra che immancabilmente ne ha fatto uno scettro.
Martedì 19 Febbraio 2019, 12:45
...e pure i katto-komunisti, che di idee buoniste se ne intendono, magari con supporto morale.
Martedì 19 Febbraio 2019, 11:39
Alla fine il voto via web ha evitato lo sgambetto. Per il popolo pentastellato quel processo a Salvini non s’ha da fare, sarebbe una follia votare l’autorizzazione a procedere sul caso Diciotti. A uscirne sconfitti sono i Fico e i Di Battista, gli urlatori “sinistri” dei Cinquestelle, che stavano già assaporando il dispetto (per interposta persona) a Di Maio, Sì, perché in fondo il vero obiettivo dei congiurati era proprio lui, il loro vicepremier, al quale viene addossata la colpa del crollo dei consensi. Giggino è considerato tanto debole da essersi già consegnato mani e piedi a Salvini, con il risultato di avere un governo a trazione leghista. Ma il voto sulla piattaforma Rousseau assume anche un altro significato: gli iscritti hanno deciso un cambio di rotta della strategia tanto cara agli integralisti grillini: stop al giustizialismo sposato contro tutto e contro tutti, senza nemmeno un minimo di valutazione. La politica dei vaffa non convince più. Quindi il nuovo tribunale del popolo ha prodotto quello che i Fico e i Di Battista non si sarebbero mai aspettati. Del resto, le perplessità della vigilia non erano poche. Nero su bianco c’era le memoria difensiva, depositata in Giunta per le immunità da Giuseppe Conte oltre che dai ministri Luigi Di Maio e Danilo Toninelli. In quella memoria vengono “difese” le decisioni collegiali assunte dal governo sul caso Diciotti, ponendo l’intero esecutivo sul banco degli imputati. Se la Rete si fosse pronunciata a favore del processo contro Salvini, avrebbe avuto una sola conseguenza, quella di sconfessare la stessa posizione dei 5 Stelle. Il che avrebbe creato una ulteriore spaccatura all’interno del mondo pentastellato. Una spaccatura quasi impossibile da ricomporre.
Martedì 19 Febbraio 2019, 07:00
VOGLIAMO ESSERE PERFIDI..., ma il Renzi nazionale non vorrà mica dire che non ne sapeva niente, vuoi che un padre non si consigli col proprio figlio se le acque sono "agitate", specie se il figlio è Capo del Governo? Ora che il Matteo mi quereli del "politicamente corretto" me ne frego, sono contento quando uno di sinistra si comporta da malavitoso e delinque, perchè? Perchè questi infami si sono creati intorno un'aureola di perfezione e di onestà, di buonismo..., insomma una faccia più terrena del cattolicesimo. Alla prova dei fatti sono degli abili illusionisti, come le cronache dimostrano quotidianamente, no, non sono perfido, SONO ONESTO.
Lunedì 18 Febbraio 2019, 20:43
Se tu fossi un grillino lo sapresti, ma non importa, in sintesi: E'giusto processare Salvini?..., ma questo lo sai già! Un like...è come una partita di calcio con tanti tifosi , non per due squadre ma per una sola, partito-movimento, movimento-partito...bel casino.
Lunedì 18 Febbraio 2019, 20:04
SEMPRE PENSATO CHE I GRILLINI DI PROVENIENZA COMUNISTA SIANO DEI VIGLIACCHI COME STORICAMENTE DIMOSTRATO: Il voto sul caso Diciotti in corso sulla piattaforma Rousseau assume sempre più la forma di una resa di conti interna al M5s. Tra i grillini vip che hanno annunciato il proprio voto che di fatto mandi Matteo Salvini a processo, come richiesto dal Tribunale dei ministri di Catania, c'è stata anche la sindaca di Torino, Chiara Appendino. Il suo annuncio però è apparso solo sulle pagine del giornale più vicino al M5s, cioè il Fatto quotidiano, mentre non c'è traccia di qualunque dichiarazione di voto sui canali social della sindaca. Nel suo intervento sul Fatto, la Appendino richiama la linea tradizionale del M5s, quella più manettara e giustizialista che si affida mani e piedi ai magistrati: "Il nostro ordinamento prevede che il luogo corretto per difendersi dalle accuse e far valere le proprie ragioni siano le aule di tribunale e questo deve valere per tutti". Quella che però sembra una bordata coraggiosa della grillina contro Salvini, è affidata al solo quotidiano, senza che ci sia un solo cenno sulla sua pagina Facebook e profilo Twitter. Proprio quei canali che più di altri scatenano la base grillina, altro che coraggio. sinistra non ok, ma ko!!!
Lunedì 18 Febbraio 2019, 19:57
I disagi per le operazioni di voto sulla piattaforma Rousseau hanno fatto saltare i nervi anche ai parlamentari del M5s. I grillini della prima ora che possono votare sull'autorizzazione a procedere contro Matteo Salvini per il caso Diciotti sono esasperati, così come lo è la senatrice Elana Fattori, che si è sfogata su Facebook tirando in ballo la marea di denaro che l'associazione Rousseau incassa per tenere in piedi la piattaforma grillina. "L'associazione Rousseau - scrive la Fattori - usufruisce di 90 mila euro di soldi pubblici, versati dai parlamentari, dal mese di marzo 2018. Quindi ha ottenuto circa un milione di euro per implementare la piattaforma. Ad oggi - aggiunge la senatrice grillina - non è dato di avere né una fattura o una ricevuta del versamento né di un rendiconto puntuale di come sono stati impiegati questi soldi. Almeno dovrebbe funzionare come un orologio svizzero. Non riesco neanche a connettermi". La Fattori è ormai fuori di sé, alla fine del post sente il bisogno di chiarire un altro aspetto più personale: "Tutti i mesi verso 300 euro e chiedo gentilmente, internamente, una fattura e il rendiconto. Mai ottenuto risposta. Quindi astenersi dal dire 'i panni sporchi si lavano in casa' o 'questi discorsi fateli internamente' perché non funziona".
Lunedì 18 Febbraio 2019, 19:54
...mestrini a Tunisi, sommessamente Allahu Akbar...ahahahahallahu!!!
Lunedì 18 Febbraio 2019, 19:49
SVEGLIA MINISTRO «Cambiare le leggi per far rimanere in cella chi delinque e non mortificare il lavoro quotidiano di sindaci e forze dell’ordine». Il sindaco di Pisa Michele Conti ha incontrato il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede in occasione del convegno “La riforma della giustizia in Italia” organizzato alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e ha parlato di sicurezza. Al Guardasigilli, il sindaco ha consegnato «un fascicolo contenente la rassegna stampa degli ultimi due mesi, decine di articoli in cui si racconta la triste realtà di delinquenti che sono stati arrestati in città per aver commesso reati di ogni tipo e subito scarcerati». “Galantuomini”, ha detto Conti, «che anziché stare in carcere per i reati di cui sono responsabili, stanno nelle nostre strade, entrano nelle nostre case e, ieri addirittura, uno di loro si è ficcato nel letto di un bambino a dormire. Mentre nei giorni scorsi sono state aggredite e derubate signore anziane direttamente in casa e per le strade del centro. A loro va tutta la mia solidarietà e vicinanza». E poi ancora: «Ho chiesto al ministro Bonafede un impegno nel cambiare la legge per aumentare le pene agli spacciatori di grandi ma anche piccole dosi. Quante volte deve essere arrestato uno spacciatore perché sia considerato recidivo e pericoloso socialmente e finalmente non sui veda più in giro?». «Le forze dell’ordine a Pisa fanno un lavoro encomiabile e portano a termine brillanti operazioni di polizia, salvo poi vedere i loro sforzi vanificati nel giro di poche ore perché i delinquenti vengono di nuovo rimessi in libertà. La nostra amministrazione – ha spiegato Conti – ha moltiplicato gli sforzi sul fronte della sicurezza, aumentando l’organico della polizia municipale che doteremo di strumenti per la difesa personale, progettato l’installazione di nuove telecamere, coordinandosi con le forze di polizia sul territorio. E vogliamo che questi sforzi, in termini di energie e risorse pubbliche, servano a garantire per lungo tempo la sicurezza dei cittadini. Quanti soldi pubblici devono ancora spendere, Comune e Stato, per questi delinquenti? Vengono finanziate le indagini, vengono celebrati processi, poi i soldi sono spesi per la detenzione e, magari, vengono pagati con soldi pubblici anche gli avvocati difensori visto che questi soggetti sono nullatenenti. Infine, con i soldi dei contribuenti si pagano anche i ricorsi contro le decisioni dei giudici stessi. Tutti soldi pubblici che assicureranno senz’altro il rispetto delle procedure di legge ma non garantiscono la sicurezza ai cittadini – ha concluso il sindaco di Pisa – È l’ora di rimettere mano a tutto questo, altrimenti i cittadini cominceranno ad organizzarsi da soli»....CHE E' ORA!!!
Lunedì 18 Febbraio 2019, 18:37
TANTO PER APPROFFONDIRE, ECCO LA PIATTAFORMA ROUSSEAU: Lenta, costosa e, soprattutto, insicura: sotto processo, invece di Matteo Salvini per il caso Diciotti, finisce la stessa piattaforma Rousseau bersagliata dalle critiche dei grillini eletti che, chiamati dai vertici del Movimento ad esprimersi, attraverso il sistema, sulla decisione del ministro dell’Interno di vietare l’attracco in porto della nave italiana carica di immigrati, hanno cercato di votare trovando mille difficoltà. E scoprendo non solo che si può votare anche senza ricevere il famoso codice che dovrebbe rafforzare la sicurezza intrinseca della piattaforma Rousseau secondo la logica informatica del “doppio fattore” – un sms viene inviato automaticamente all’iscritto sul suo cellulare personale per irrobustire il processo di login – ma anche che questo strumento tecnologico è lentissimo e, perdipiù costosissimo, 98.000 euro al mese, cioè un milione e 176mila euro l’anno. Tutti soldi che vanno a finire nelle casse della Casaleggio Associati che ha realizzato il sistema informatico proprietario – in definitiva un Content Management System – nella prospettiva di attuare così la democrazia diretta ed è anche proprietaria della piattaforma Rousseau.Il “processo” a Salvini si trasforma in un processo alla piattaforma Rousseau. Insomma quello che doveva essere il giorno del processo pubblico della base grillina a Matteo Salvini si trasforma nel giorno del giudizio per la piattaforma Rousseau da parte degli stessi iscritti M5S chiamati ad esprimersi sul destino del ministro Salvini per decidere se dare o meno l’ok alla richiesta di autorizzazione a procedere per il caso Diciotti. I rallentamenti del “sistema operativo” alla base della piattaforma Rousseau – rallentamenti dovuti, sembra, all’alto numero di accessi registrato sin dalle 11, orario di apertura delle urne virtuali – oltre a scatenare le proteste della base – sul Blog delle Stelle fioccano i commenti degli attivisti spazientiti dalla lunga attesa – stanno facendo inferocire non pochi parlamentari. E c’è chi ricorda come, ogni mese, gli eletti, in base al regolamento pentastellato, siano obbligati a versare 300 euro a testa per il mantenimento della piattaforma Rousseau. Sotto accusa il costo della piattaforma Rousseau: 1 milione e 176mila euro l’anno alla Casaleggio «Sono riuscita a votare solo dopo un’ora – si sfoga una deputata grillina – e per una piattaforma così costosa non è una cosa accettabile». Un altro parlamentare fa presente che ammonta a 98mila euro la cifra che, tra deputati e senatori grillini, la piattaforma Rousseau riceve ogni mese grazie ai bonifici degli eletti a Montecitorio e Palazzo Madama. Ma non è tutto: stando a quanto viene raccontato in alcune chat grilline, molte persone sarebbero riuscite a votare entrando nella piattaforma Rousseau addirittura senza l’sms di verifica. «Di norma quando entriamo su Rousseau oltre a inserire l’e-mail e la password, ci arriva un messaggio di verifica con un codice numerico di cinque cifre che dobbiamo inserire. Questo sms non è mai arrivato e l’accesso a Rousseau è stato effettuato comunque», rivela una “portavoce” gettando un pesantissimo sospetto sulla sicurezza della piattaforma messa in discussione più volte nel passato da hacker etici e non. I vertici del Movimento, interpellati sui problemi tecnici registrati da Rousseau, negano ci siano stati attacchi hacker – l’hacker Rogue0, vero e proprio incubo dei grillini, in queste ore è tornato a farsi vivo su Twitter – e attribuiscono le cause al boom di accessi al sito. I sospetti sulla sicurezza della piattaforma Rousseau: c’è chi ha votato anche senza il codice. Nel frattempo l’orario di chiusura del voto è stato ulteriormente prorogato: «considerata l’alta partecipazione, la chiusura delle votazioni sul caso Diciotti è stata prorogata alle 21.30 di oggi», è stato scritto sul Blog delle Stelle. Confermata, invece, l’assemblea congiunta di questa sera con Luigi Di Maio, ma – a quanto si apprende da fonti parlamentari – a causa delle tensioni interne, un gruppetto di parlamentari potrebbe disertare la riunione. Restano intatti i problemi della piattaforma Rousseau. E c’è chi si inizia a domandare se, effettivamente, il sistema possa ancora rispondere alle esigenze dei Cinquestelle. O se, invece, non sia il caso di tornare alla cara, vecchia, carta e penna. Sul Blog delle Stelle l’incazzatura degli attivisti è, quella sì, alle stelle.: «Non riesco, come c..o devo fare?», chiede uno di loro. «La prossima volta gazebo, carta e penna e già che ci siamo pure la clava – ironizza Noxmaux – una mattinata per votare e non ci sono riuscito. Rinuncio». «Non volete che voti? Me ne farò una ragione», gli fa eco Giovanni, mentre qualcun’altro dispensa consigli tecnici: «Provate a disinstallare e reinstallare il vostro browser senza estensioni e a disattivare firewall e antivirus e riavviate il computer». Non manca poi chi teme un sabotaggio in corso. «Ho il sospetto – si allarma Ferdinando – che il sito sia stato hackerato. Dopo mezz’ora di tentativi sono entrato nel sito senza sms di conferma; cosa molto strana. Ancora più strano che votando ritornava più volte alla domanda iniziale invece di confermare il voto. Sono rientrato dopo un’ora e mi diceva hai già votato: senza conferma? Annullate la votazione e fatela rifare nei prossimi giorni – propone ignorando che la Giunta per le immunità si pronuncerà domani – Io comunque ho votato SI». «Sì ancora gli hacker di questa cippa! – risponde un altro attivista, Many – Bastava decidere di inviare email con posta certificata con voto e poi fare un riscontro! Bastava introdurre un metodo di riscontro del voto che rimanesse nella posta elettronica del votante! Invece tutto molto confuso e mal funzionante! Ma si sa, ci sono gli hacker…». Esplodono le liti fra grillini sulla piattaforma Rousseau: sei un troll, forse c’è un hacker. Gli attivisti litigano anche tra loro, lanciandosi reciprocamente accuse di trollaggio “incrociate”: «Scrivi così perché sei un troll!», sbotta un attivista all’ennesima lamentela di un altro iscritto: «Troll sarai te, non ti permettere – risponde l’altro – sono iscritto dal 2007!». «Ecco i geni che dovrebbero curare la digitalizzazione dell’Italia – scrive Mc – tutte chiacchiere e distintivo». E c’è il sospetto che ci sia più di un infiltrato, forse qualcuno del Pd che si è iscritto per criticare, dall’interno, il Movimento e il metodo di votazione. E, magari, accoltellare digitalmente Salvini. Non mancano poi le polemiche per come è stato posto il quesito: «Sono passate quasi 5 ore e ancora molti di noi non riescono a votare – lamenta un militante – Oltre ad un quesito degno della vecchia politica, abbiamo persone che dimensionano banda e server senza considerare i picchi. Se fosse un attacco, ci sarebbe da licenziare il capo della sicurezza. Una serie di figure barbine per cui non ci sono parole». «Avevo deciso di votare – s’inalbera Paolo – ma mi sono accorto di essere preso in giro! Perché fare la domanda al contrario come fanno generalmente nei referendum dove se voti sì è no e se voti no è sì? Non mi piace ‘sta cosa neanche un po’. Sa di truffa o meglio, se volete che Salvini venga processato, scrivetelo apertamente, probabilmente se verrà processato e magari assolto farete una sola figuraccia e non questa che evidentemente è stata architettata a dovere». Per Stefano, invece, «il quesito è fuorviante e la pezza è peggio del buco», dice riferendosi alla modifica alla formula introdotta questa mattina in tutta fretta. «Ragazzi, non perdete tempo, non vi incazzate – scrive Iomio – tanto lo scrutinio dei voti lo fa Casaleggio…». Come dire: è già tutto deciso a tavolino...
Lunedì 18 Febbraio 2019, 18:08
Immigrati boldrininani che lavorano. No Santa Maria Maggiore, piombi, cosi visitano Palazzo Ducale e incrementano i turisti paganti, il Museo deve essere vivo.
Lunedì 18 Febbraio 2019, 17:07
Bagno di folla a Pomigliano d’Arco per il Premier Giuseppe Conte e il vicepremier Luigi Di Maio, a Napoli per il convegno organizzato da Leonardo Aerostrutture “Innovare il presente guardando al futuro”. A salutarli con applausi e strette di mano gli operai dello stabilimento. Tutt’altro clima, invece, a Napoli, dove era prevista la partecipazione del vicepremier a un convegno anti-racket all’università di Mezzocannone. Il blitz dei centri sociali, in facoltà, ha bloccato tutto. Gli attivisti dei centri sociali, da sempre vicini e coccolati dal sindaco di Napoli De Magistris, hanno esposto uno striscione contro il vicepremier in cui definiscono Di Maio un traditore. «Come studenti e studentesse della città di Napoli non accettiamo la venuta di uno speculatore come Di Maio, leader politico di un Movimento che ha tradito tutte le promesse fatte in campagna elettorale: dalla battaglia contro le grandi opere passando per l’ultima questione del regionalismo differenziato, i pentastellati hanno chinato il capo di fronte al loro alleato di governo, avallando la barbarie del ministro Salvini in merito alla questione dei migranti e al decreto (in)sicurezza”. Ecco perché, proseguono, “abbiamo deciso di presidiare gli ingressi dell’aula dove era previsto l’arrivo del vicepremier fin da stamattina, poiché non accettiamo la presenza di uno speculatore come Di Maio all’interno dei nostri luoghi della formazione…». In realtà Di Maio oggi avrebbe dovuto incontrare le associazioni antiracket. “Per noi è surreale che un leader politico che ha costituito un governo con il partito che ha rubato 49 milioni di euro agli italiani venga a Napoli a parlare di legalità…” hanno replicato i bravi studenti di sinistra....
Lunedì 18 Febbraio 2019, 16:53
Non è il Paese del Bengodi, ne per italiani ne per stranieri. Però se potessero ora ne avremo 100.000 o 200.000 mila in più. Prima gli ITALIANI. Ne hanno diritto. Poi ognuno se vuole fare bella figura con gli altri e col suo Dio apra il suo portafogli, altrimenti non faccia il moralista o il buonista, perchè saremo un po' stanchini di certe "tiretere" che si sono dimostrate false e nauseanti.
Lunedì 18 Febbraio 2019, 15:45
Ti voglio bene, Odaldelta.
Lunedì 18 Febbraio 2019, 15:38
(C'è il video): "Anche in Sardegna i comunisti sono in via d'estinzione, faremo per loro un parco acquatico, mi fanno tenerezza quelli che ancora credono nella falce e nel martello". Il leader della Lega Matteo Salvini, in piazza a Ozieri (Sassari), ha risposto così a un gruppetto di contestatori che lo hanno fischiato al suo arrivo. "La democrazia è così. Domenica, però, non scegliete quel genio dell'assessore regionale Arru che non ha fatto altro che chiudere gli ospedali", ha aggiunto il leader della Lega. Aggiungo io: un ospedale psichiatrico in ogni provincia dove dovesse superare il 10% dei votanti a sinistra, così per aiutare l'umanità a non commettere cretinate future.
Lunedì 18 Febbraio 2019, 15:30
Saviano dedica il premio alle ong. Meloni: “Strano! Pensavo lo dedicasse a chi lotta contro il crimine….”. Cara meloni, ma non lo sai che Saviano non è un italiano, è un comunista.
Lunedì 18 Febbraio 2019, 15:14
Mai come quest’anno, non poteva mancare il carro di Carnevale anti-salvianiano, dedicato ai migranti e ai temi della mancata accoglienza. A Putignano, in Puglia, dove ogni anno si svolge la consueta manifestazione con la sfilata dei carri, quello che ha fatto più discutere era intitolato “Verso la libertà” con le figure di attori vestiti da migranti, chiusi in gabbia su una barca che ondeggia e si chiama “Speranza”, con davanti una sfilata di bambini con le coperte termiche con cui vengono riparati dal freddo i migranti. Un altro dei sette carri che hanno sfilato nel primo giorno del Carnevale di Putignano aveva come tema l’omofobia ed era ispirato al famoso quadro “Il bacio” di Gustav Klimt (risale agli inizi del Novecento). Nel dipinto sono ritratti un uomo e donna, mentre nel gigante di cartapesta sono rappresentati due omosessuali che si baciano. ANCHE IL DE AMICIS SI SAREBBE COMMOSSO..., CHISSA' QUANTI PIANTI!
Lunedì 18 Febbraio 2019, 13:53
Prime indiscrezioni dal voto degli iscritti M5s sul processo a Matteo Salvini sulla piattaforma Rousseau. Le operazioni dureranno dalle 10 alle 19, ma in attesa del verdetto le previsioni interne al Movimento, spiega il Corriere della Sera, "dicono che al Nord la maggioranza è orientata in favore del ministro dell'Interno, quasi una folgorazione collettiva sulla via del Carroccio". Fa eccezione Torino, dove da sempre i grillini sono più spostati a sinistra, dove i consiglieri comunali 5 Stelle hanno già fatto sapere che voteranno sì all'autorizzazione a procedere. Il tema è caldo: da un lato la tenuta del governo, dall'altro "la propria coerenza". Sulla stessa linea, accanto a Chiara Appendino, gli altri due sindaci grillini, Virginia Raggi e Filippo Nogarin. E il marito della sindaca di Roma Andrea Severini ha ammonito i vertici: "La domanda andava posta sull'immunità e non sull'interesse nazionale. Non si deroga sui nostri principi, i processi si affrontano come hanno fatto Chiara, Filippo e Virginia. Sono convinto che non esista reato e Salvini non può nascondersi dietro di noi". NO, MIEI CARI SIETE VOI CHE VI NASCONDETE..., PERCHE' SIETE SINISTRI E PUSILLANIMI, INTORBIDITE LE ACQUE INTENZIONALMENTE E LO SAPETE BENE, MOLTO BENE, ORA SIETE CON LE SPALLE AL MURO,...SCACCO...SCACCO MATTO, QUASI!