Odaldelta
9 Maggio 1942

Commenti pubblicati:
Giovedì 25 Aprile 2019, 08:00
La ringrazio, quello che più mi fa schifo sta nella descrizione storica per quel che riguarda il 43/45, non fu una guerra di LIBERAZIONE fu GUERRA CIVILE due cose ben diverse con responsabili ben diversi, che ha fatto e fa comodo tacere, per motivi di opportunità politica e di potere, riscrivere la costituzione vuol dire mettere in discussione le basi su cui hanno prolificato, alimentato, foraggiato, i partiti del debito pubblico. Foraggiato e alimentato lo stato di degrado delle città materialmente e umanamente.
Giovedì 25 Aprile 2019, 07:35
"...No a riscritture della Storia". Certo dovete credere a quello che vi abbiamo raccontato, altrimenti come giustifichiamo il presente se non per dare sempre e comunque colpa a Mussolini, Noi siamo i buoni e loro i cattivi, come nei film dei cowboy anni 50. Puoi dire (NO! NON CI STO) COME IL TUO PREDECESSORE, ma la revisione è in atto e, non nasce dall'alto, nasce dal popolo.
Mercoledì 24 Aprile 2019, 19:34
Chi ti ha raccontato questa barzelletta... Stalin o Tito, o Pol Pot?
Mercoledì 24 Aprile 2019, 19:32
Mi raccomando, domani tutti col fazzoletto rosso e se c'è impressa anche la falce e il martello fa più Fico..., "tutti a cantar con noi Bandiera Rossa..." avete rispolverato anche Peppone del caro Guarreschi per far numero?
Mercoledì 24 Aprile 2019, 19:26
Per la gioia di komunisti, magistratura, centri sociali...e perchè no, anche dei bigotti cattolici che ci smaronano quotidianamente con le loro paranoie. Amen.
Mercoledì 24 Aprile 2019, 12:52
L'amico del 25 aprile, C'E' IL VIDEO: «Siete la vergogna d’Italia»: questo il grido di protesta con cui la piazza di Taranto “accoglie” l’establishment grillino. Questo l’urlo di cittadini e ambientalisti che, in piazza Giovanni XXIII a Taranto, si stanno radunando per ricordare «le promesse tradite dai cinque stelle». E in strada via via che la gente si raduna riecheggia sempre più insistente lo slogan contro il viceprmeir pentastellato e ministro per lo Sviluppo economico, Luigi Di Maio. Per tutti l’"ingannapopolo". La piazza di Taranto contro il M5S, sit-in di protesta contro tutti: a partire da Di Maio “l’inganna popolo” E giù con striscioni, manifesti e fantocci dei ministri sistemati ad hoc in strada al di là e al di qua della fatidica «zona rossa», perimetro off limits per i non accreditati intorno alla Prefettura di Taranto, dove si riunisce il Tavolo permanente per il Contratto istituzionale di sviluppo (Cis) della città pugliese, sotto la presidenza del vicepremier e ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio. Naturalmente, oggi sono presenti anche i ministri Sergio Costa, Barbara Lezzi, Giulia Grillo e Alberto Bonisoli. Tutti spiazzati dal sit-in di protesta che aumenta di proporzioni e di veemenza anti-grillina ogni minuto che passa e solo a poche centinaia di metri di distanza dal luogo istituzionale del summit. Cittadini e ambientalisti se la prendono con i rappresentanti del governo a 5 stelle a partire proprio da Di Maio che la scritta su uno dei tanti striscioni che campeggiano in questa giornata di protesta, «Di Maio inganna popolo vattene», vuole fuori. le recriminazioni e le polemiche di fuoco sono naturalmente tutte in riferimento alle promesse non mantenute di chiusura del Siderurgico, come noto cavallo di battaglia della campagna elettorale delle elezioni politiche del 2018. Quelle costate ad almeno cinque parlamentari tarantini eletti con il M5S, pesanti contestazioni inscenate in recenti manifestazioni pubbliche cittadine. Quella di oggi compresa... CHISSA' SE IL BLOG PENTASTELLATO RIPORTA QUESTO EVENTO, provocatori..., provocatori..., provocatori.
Mercoledì 24 Aprile 2019, 12:45
Con il passare dei minuti emergono ulteriori dettagli sul Consiglio dei Ministri di martedì sera, quello in cui è stato stralciato il salva-Roma, mossa con cui Matteo Salvini ha fatto perdere la testa a Giuseppe Conte e grillini. Lo scontro in maggioranza non è stato mai così furibondo, col premier che urla addosso al leghista prendendo sfacciatamente le parti di Luigi Di Maio, altro che avvocato del popolo. Già, Di Maio, protagonista di un'ultima grottesca piroetta: prima annuncia in pompa magna la sua assenza per fare uno sgarbo alla Lega. Poi quando comprende che così stava suicidandosi, lasciando la possibilità di fare a Salvini quel che voleva, si è fiondato al CdM. Così, alle 21, il capetto grillino arrivò. E subito ha attaccato Salvini, così come il M5s sta facendo da settimane, soprattutto dopo l'esplosione del caso Armando Siri: "Per un tuo capriccio penalizzi i romani. Ti comporti in modo allucinante. Mi accoltelli alle spalle, ma andrai a sbattere". Insomma, Di Maio è ormai talmente convinto delle sue panzane da arrivare ad affermare, stando alla ricostruzione di Repubblica, che Salvini lo "accoltella alle spalle", quando le coltellate le stanno tirando da settimane lui e la sua banda con le cinque stellette. Fulminante la replica del ministro dell'Interno: "Continua così, parla quanto ti pare, ma tanto questa norma, così com'è, non passerà mai". Fine dei giochi.
Mercoledì 24 Aprile 2019, 12:40
E metterli a disposizione per i rimpatri, parola in questo caso non valida, perchè se amassero la loro patria combatterebbero invece di fuggire, ah già, m'ero scordato che per la sx la patria è il globalismo clerico-comunista una volta si chiamava "internazionale", cambiano le parole ma la sostanza è sempre quella.
Mercoledì 24 Aprile 2019, 11:08
Dai Zingaretti che fra 10-15 anni il tuo volto sarà speculare a quello del tuo amico Francy, sarai ricordato come Papa Zingaretti, un Santo, un uomo dal porto aperto. Ti piace l'idea? Come dici...? Aspettiamo il conclave delle europee? Ho capito.
Mercoledì 24 Aprile 2019, 10:57
CON QUESTO ARTICOLO MI AVETE RICORDATO.... "I miserabili davanti a un problema si sgretolano. Non ho mai attribuito all'assassino Cesare Battisti un grande carattere. Conosco lui e i suoi complici". Domenico Di Petrillo, ex colonnello dei carabinieri, in una intervista racconta: "Nel 1982 catturai Pietro Mutti, il complice che lo fece evadere dal carcere di Frosinone. Lo presi dopo il duplice assassinio di Monteroni d'Arbia dove il TERRORISTA Gianfranco Fornoni finì con un colpo alla testa due giovani carabinieri già feriti. Il Mutti si pentì e chiarì le responsabilità di Battisti. Che coincidono con le ammissioni attuali e quelle per cui venne condannato. Quindi non mi serviva la sua confessione per considerarlo un ASSASSINO". In quegli anni il generale Carlo Alberto Della Chiesa lo volle ai vertici del nucleo speciale incaricato di dar la caccia ai terroristi rossi. "Cesare Battisti erano criminali comuni nascosti sotto una maschera politica sommaria e priva di GIUSTIFICAZIONE IDEOLOGICA". Le Br "erano un' organizzazione strutturata, Battisti e i suoi agivano in un ambito di miseria ideologica ed intellettuale". Ma piaceva alla "GAUCHE CAVIAR...Vorrei vederli in faccia mentre ascoltano l'intellettuale e scrittore Cesare Battisti ammettere di aver compiuto due omicidi e di averne organizzati altri oltre a varie rapine. Gente come Piero Sansonetti deve smetterla di trincerarsi dietro i no comment. Riconoscano che Battisti è un ASSASSINO e merita solo di stare in galera. Almeno per rispetto delle vittime costrette per anni a sopportarne i sorrisini sarcastici". Terrorismo rosso con falce e martello, prosecutori degli IDEALI PARTIGIANI chi sono e cosa hanno fatto i latitanti: 1-Giorgio Pietrostefani, dirigente di Lotta Continua e condannato insieme a Adriano Sofri a 22 anni di carcere per essere il mandante dell’omicidio del commissario Calabresi. 2-Enrico Villimburgo, membro molto rilevante delle Brigate Rosse a Roma, condannato all’ergastolo nel processo Moro-ter e i delitti Minervini, Galvaligi, Bachelet. 3-Sergio Tornaghi, legato alla colonna milanese delle Br “Walter Alasia”, condannato all’ergastolo per partecipazione a banda armata e concorso nell’omicidio di Luigi Marangoni, direttore del Policlinico di Milano, e del maresciallo Francesco Di Cataldo, agente di custodia a San Vittore. 4-Narciso Manenti, ex membro dei “Nuclei armati per il contropotere territoriale” e condannato con sentenza definitiva all’ergastolo per l’omicidio del carabiniere Giuseppe Gurrieri, ucciso davanti al figlio. 5-Raffaele Ventura, esponente delle “Formazioni comuniste combattenti”. Di lui preoccupa la vicinanza dei termini per la prescrizione. 6-Giovanni Alimonti, leader delle Br-Pcc, e condannato a 22 anni di carcere nel processo Moro ter. 7-Ermenegildo Marinelli, membro del “Movimento comunista rivoluzionario”, che oggi è proprietario di una società di commercio all’ingrosso in territorio francese. 8-Luigi Bergamin, esponente dei Proletari armati per il comunismo, condannato tra l’altro per l’omicidio del macellaio Lino Sabbadin del 16 febbraio 1979. 9-Roberta Cappelli, membro delle Brigate rosse a Roma, ex moglie di Enrico Villimburgo, condannata all’ergastolo. 10-Enzo Calvitti, ex Br, condannato a 21 anni per tentato omicidio. 11-Paolo Ceriani Sebregondi, ex br, ebbe l’ergastolo per l’omicidio di Carmine De Rosa e per la strage di Patrica, in Ciociaria, in cui furono uccisi il giudice Fedele Calvosa e due agenti: l’autista Luciano Rossi, di appena 24 anni e l’agente di scorta Giuseppe Pagliei, di 29. 12-Maurizio Di Marzio, brigatista che partecipò al tentativo di sequestro ai danni di un poliziotti. 13-Gino Giunti, compagno di Simonetta Giorgieri, colonna delle Br in Toscana. 14-Il REDDITO DI CITTADINANZA per l’ex brigatista rosso Raimondo Etro, condannato a 20 anni e 6 mesi nel 1999 per concorso nel rapimento di Aldo Moro e nell’omicidio del giudice Palma grida vendetta. Ci mancava anche questa vergogna a rendere la misura voluta da Di Maio non solo un pasticcio, ma una misura iniqua oltreché inutile, visto il numero delle domande, distante anni luce da quei 5 milioni di poveri stimati all’inizio. Il reddito che sta facendo sorridere imigrati e rom, ora arriverà nelle tasche di un ex terrorista 780euro netti. Roba da matti. ADESSO CON LA BENEDIZIONE DELLA FAMIGERATA "ANPI" POTETE SFILARE ORGOGLIOSI DEL VOSTRO PASSATO.
Mercoledì 24 Aprile 2019, 07:18
Ecco con chi abbiamo a che fare: con un premier che non sa dire correttamente neppure Albert Einstein. La gaffe di Giuseppe Conte è piovuta davanti agli studenti dell'istituto Regina Margherita di Roma, insomma peggio non gli poteva andare. La pronuncia sbagliata del cognome del premio Nobel per la fisica non è passata, affatto, inosservata. In poco tempo è diventata virale e si è scatenato il web. Le immagini risalgono alla scorsa settimana, quando il premier si trovava alla presentazione videogioco Cybercity Chronicle realizzato dal Dipartimento delle informazioni per la sicurezza della Presidenza del Consiglio in collaborazione con il Miur. E per il premier, Einstein si pronuncia "Astàin". Questa la frase finita nel mirino: "Diceva Albert Astàin che un pesce non sa nulla dell'acqua in cui nuota". E Conte, probabilmente, non sa nulla su Einstein.
Mercoledì 24 Aprile 2019, 07:15
Nel mirino di Matteo Salvini ci finiscono il Pd e Nicola Zingaretti. L'occasione per attaccare i dem è l'ultimo fato di cronaca avvenuto a Roma, una lite tra clochard al termine della quale uno dei due senza tetto è stato accoltellato poiché sfoggiava un crocifisso. E su Twitter, in calce a una foto di Zingaretti, il ministro dell'Interno picchia durissimo: "Il Pd è impegnato a negare il movente religioso nell'aggressione di Roma vicino alla stazione Termini ma dimentica che il giorno di Pasqua, a Torino, un senegalese ha aggredito due poliziotti urlando Allah Akbar", conclude Salvini. Già, compagni che sbagliano. E che soprattutto scordano...
Mercoledì 24 Aprile 2019, 06:02
...ora da chi ci dobbiamo liberare». Provate a chiederlo a chi non sfila provocatoriamente con arroganza e senza merito in un insulso giorno che sembra essere sempre più dimenticato se non fosse retribuito senza lavorare.
Martedì 23 Aprile 2019, 19:39
..."Oltre al numero uno dei dem saranno presenti i deputati e i consiglieri del partito e i candidati alle Europee", i Rom, i neri, islamici, richiedenti asilo, i gay, le coop che minacciano scioperi per mancanza di ospiti a 21 euro al mese.
Martedì 23 Aprile 2019, 15:33
Anche prima spero, fra dieci anni saremo anche stanchi di veder passare camion pieni di cadaveri.
Martedì 23 Aprile 2019, 15:23
Ancora non è una festa, la resistenza vincerà quando voi e pd, radicali, rifondazione, sarete scomparsi allora si potrà chiamare FESTA DI LIBERAZIONE, quella che inendete voi à la festa dei traditori. Chiamatela col suo vero nome.
Martedì 23 Aprile 2019, 13:30
Da che ci siamo..., ennesimo caso, adesso per paura che si scopra la verità i soliti "noti" diranno; "è matto", no, signori miei, i matti siete Voi, se non conniventi politicamente per oscure manovre italiane e europee, che poi tanto oscure non sono, non è vero? E il Vostro amico papa che dice? Che siamo tutti fratelli, certo voi lo siete con buona parte di imbecilli che seguono questa via. Purtroppo il pericolo incombe anche su chi da anni denuncia questa deriva ideologica e non ha niente a che fare con religioni o buonismi cretini, a chi ascriviamo questi fatti, ai fascisti ai razzisti ai nazisti? A chi addebitiamo questi fatti sanguinosi a Salvini, a Cristo, a Odaldelta, e a tanti altri che continuano a denunciare, un clima barbaro mai vissuto nell'era post bellica? E' certo coloro che sanno che la Vostra strada comincia a insanguinarsi sono tacciati per l'appunto di essere come ripeto (fascisti, xenofobi, razzisti...ecc..), allora per assurdo per cambiare ci alleeremo con gli jihadisti, così avremo ragione e ci saremo ravveduti, che ne dite? Ahahahahahahahah
Martedì 23 Aprile 2019, 10:45
Ti sei dimenticato di "nottola"..., vuoi vedere che ti conosco?
Martedì 23 Aprile 2019, 06:42
Maltempo, alluvioni, disastri..., confidenzialmente ai gretini e alla nuova moda. Ci sono tanti aspetti che non tornano al filosofo Diego Fusaro su Greta Thunberg e la sua immagine costruita ad arte per promuovere un nuovo movimento ambientalista. Il filosofo ha pubblicato sulla sua pagina Facebook un video del noto psichiatra belga Marc Reisinger, risale ai primi di aprile, quando Greta si trovava a Stoccolma e appare leggermente infastidita da una domanda fattale dallo studioso.A un certo punto, la ragazzina si è tolta il cappello di lana dalla testa. Poco dopo, è intervenuta una donna, la sua addetta stampa secondo Fusaro, che ha soccorso Greta e ha spiegato allo psichiatra perché la ragazzina non potesse rispondere alla sua domanda. L'interpretazione di Fusaro è che quel gesto di Greta non è altro che "un messaggio in codice", cioè "togliere il cappello per segnalare che ci sono domande scomode. Così, arriva l'addetto stampa a togliere d'impiccio. Et voilà, il funzionamento del burattino". C'è il VIDEO. Avanti che gli creduloni da accalappiare non mancano mai.
Lunedì 22 Aprile 2019, 14:10
EVVIVA...Il senegalese Ndiaye Migui, che ha aggredito due poliziotti a Torino con una spranga di ferro, si era scagliato contro gli agenti a fine marzo scorso, salvo poi essere liberato a tempo record dai magistrati. Come riporta il Giornale, il 26enne viveva in una baracca costruita in zona Barriera di Milano, l'aggressione del 29 marzo era avvenuta ancora una volta in quel quartiere, ma era stato subito liberato "pur non essendo riusciti a risalire all'identità e alla posizione giuridica del soggetto in questione". Stando al verbale, il pm l'avrebbe lasciato andare con una semplice telefonata, nonostante il parere contrario degli agenti, come riportato da loro stessi nero su bianco "per doverosa conoscenza". Dopo l'ultimo arresto a carico del senegalese, è emerso anche che a suo carico ci sono ben due provvedimenti di espulsione, uno emesso dal questore di Cuneo e un altro da quello di Torino: "Adesso - aggiungono dal Viminale - è anche accusato di omicidio". Migui ha provato ad aggredire gli agenti anche durante i controllin Questura, urlando insulti diretti perfino al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e il ministro dell'Interno, Matteo Salvini che ha assicurato: "Non ci sarà alcuna tolleranza per balordi e violenti che attaccano le forze dell'ordine".
Lunedì 22 Aprile 2019, 12:52
Papa Francesco demolito da Ratzinger sull'immigrazione: il documento svelato da Alessandro Meluzzi.Un tweet in cui, nel giorno di Pasqua, Papa Francesco non viene neppure nominato. Ma il riferimento è evidente, in modo lampante. Il tweet è quello consegnato alla rete da Alessandro Meluzzi, le cui posizioni sono assai differenti rispetto a quelle del Pontefice. E nel cinguettio si vedono Papa Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. E vengono riportate due loro frasi. Quella del primo: "Il diritto primario dell'uomo è vivere nella propria patria". Del secondo: "Prima ancora che il diritto a emigrare, va riaffermato il diritto a non emigrare". Due prese di posizione distanti anni luce da quelle di Papa Francesco, sostenitore dell'immigrazione e della possibilità di circolare ovunque si voglia. Insomma, il riferimento e la critica di Meluzzi sono evidenti.
Lunedì 22 Aprile 2019, 11:42
Dopo il 25 Aprile, “Il corteo si farà nonostante i divieti, questa è la nostra vera risposta ma abbiamo ancora desiderio e voglia di aprire un tavolo di confronto”. Il comitato organizzatore della manifestazione in ricordo di Sergio Ramelli, Enrico Pedenovi e Carlo Borsani, prevista per il 29 aprile a Milano, non ci sta a rinunciare alla fiaccolata e risponde al divieto imposto dal prefetto diffondendo la locandina che annuncia il corteo. Marco Carucci, delegato del comitato, spiega quindi che “a piazzale Susa a Milano arriveranno i camerati, che abbiamo chiamato da tutta Italia, come è nostro diritto e tradizione fare”, precisando però che noi militanti “non siamo una banda di scatenati abituati a fare casino e non è nostra volontà farlo questa volta”. «Non sarà una parata nazifascista ma una sfilata di tricolori», “La nostra prima risposta è la locandina – dice all’Adnkronos – Vogliamo affermare con molta serenità il fatto che abbiamo tutto il diritto e anche il dovere di commemorare i nostri caduti in una forma che esiste da almeno 20 anni. Nel merito le prescrizioni del questore sono allucinanti e prive di fondamento perché sono ricostruzioni che non hanno nulla a che vedere con il corteo”. “In sintesi dice che vieta a noi la manifestazione dinamica per poterla concedere all’antifascismo milanese, una dichiarazione che non è normale esca da una questura. In tutto il testo non viene mai citato il fatto che 60 rappresentanti istituzionali ci hanno messo la faccia, l’unica cosa che si cita è l’antifascismo milanese”. Inoltre il questore, spiega Carucci, fa riferimento al fatto che “negli anni scorsi ci sono stati comportamenti, i saluti romani, che hanno generato dei processi, ma il dato è che l’unico di questi procedimenti che è finito in Cassazione ha visto tutti assolti”. ‘la nostra non è una parata nazi-fascista ma una sfilata fatta di tricolori’ E DA ITALIANI il tricolore non è KOMUNISTA.
Domenica 21 Aprile 2019, 19:29
Appunto come volevasi dimostrare, aahahahahah.
Domenica 21 Aprile 2019, 18:02
Stavolta fai incazzare di brutto i comunisti, la sinistra la Boldrini, la Bonnino, i centri sociali, i radical-chic, i piagnoni, le pie anime, gli intellettuali sortiti dal globalismo, i panciafichisti di antica memoria... , però un ministro dell'interno deve pur rassicurare i cittadini e proteggerli anche nella forma. Troppo forte, avanti così Salvini, che vanno fuori di testa, no, questo non è possibile ...lo sono già!!!!!!!!
Domenica 21 Aprile 2019, 14:31
“La gente che sceglie o scarta” una persona in base all'”aggettivo è gente che non ha cuore umano. Ognuno di noi è una persona”. Sono le parole che Papa Bergoglio ha pronunciato in occasione di un incontro, avvenuto nei giorni scorsi a Casa Santa Marta, con un uomo di spettacolo inglese omosessuale, Stephen Amos, insieme ai suoi collaboratori. Nel corso dell’incontro, diffuso su tweet dallo stesso artista e trasmesso dalla BBC2, il Pontefice, rispondendo ad Amos che raccontava di non sentirsi accettato dalla Chiesa “come uomo gay”, ha osservato: “Ognuno di noi è una persona, ha una dignità. Se una persona ha una tendenza così o un’altra, questo non toglie la dignità della persona e la gente che preferisce scegliere o scartare la gente per l’aggettivo è gente che non ha cuore umano”. “Io mi sento tra fratelli e non ho mai chiesto la fede o la confessione che avete – ha proseguito Francesco nel corso del colloquio con il gruppo inglese -. Chi crede preghi per me, chi non crede mi auguri che non sia un traditore”. Osho colpisce duro Papa Francesco. In prima pagina sul Tempo non può non finire la nuova bomba-rom su Roma, con la rivolta del quartiere di Casal Bruciato che ha letteralmente sfrattato una famiglia di nomadi cui il Comune aveva regolarmente assegnato una casa popolare. Dopo Torre Maura, insomma, il tema integrazione è sempre caldissimo e la sindaca Virginia Raggi deve fronteggiarlo. Il vignettista satirico del quotidiano romano immagina un confronto tra la grillina e il Santo Padre, con una Raggi disperata che chiede a Bergoglio il permesso di lasciare i rom per qualche giorno nelle sacre stanze del Vaticano. "Nun me sta bene che no", è la sarcastica risposta del Santo Padre, che riecheggia la protesta del 15enne Simone di fronte agli uomini di CasaPound una settimana fa. Semplicemente geniale.
Domenica 21 Aprile 2019, 13:51
E' Pasqua per i credenti, accetto gli auguri ma non di Pasqua, non me ne voglia e ricambio, in confidenza quando leggo i suoi commenti, li prendo come si suol dire con le pinzette, faccio a volte fatica a capire se c'è ironia o no, probabilmente anch'io soffro della sindrome del pregiudizio, che ne pensa? Nulla s'intende contro la sua persona, però il dubbio mi rimane. Saluti sinceri. P.S. Sarei curioso di sapere se anche Lei nutre queste perplessità.
Domenica 21 Aprile 2019, 13:36
Stia sereno, il campanilismo mi piace, se compreso in maniera giusta è stimolante. Confondere il "razzismo" col campanilismo non è proprio corretto, lei questo sta facendo, ma la sua non è confusione, l'acidità non la nasconde, a un uomo è concesso di odiare pur mantenendo la sua dignità, a un komunista questa facoltà non è permessa, egli appartiene a un sotto prodotto dell'evoluzione, ahimè da tempo l'uomo contemporaneo se ne fatta una ragione.
Domenica 21 Aprile 2019, 11:01
Beata Gretina non è che il Vaticano voglia la percentuale...,L’ecologismo è bello, ma, quando frutta quattrini, è ancora più bello. È una considerazione che si adatta benissimo alla nuova icona dell’ecologismo: la sedicenne Greta Thunberg, che è appena ripartita dalla sua travolgente tournée romana (in Senato è stata ricevuta come fosse il Dalai Lama). Intorno alla giovane profetessa di imminenti sventure sta infatti fiorendo un ricco business. Il fatto è che sono riusciti a imporre Greta come un marchio di successo e c’è chi comincia a lucrarci in modo considerevole. Di chi parliamo? Innanzi tutto di Ingmar Rentzhog, esperto di marketing e pubblicità e curatore della comunicazione della piccola attivista, Si tratta di un imprenditore astuto e rampante. Una travolgente Raccolta di fondi, Rentzhog è proprietario di una startup, We Do not Have Time (“Non abbiamo tempo”, che è anche lo slogan di Greta).e il 24 novembre scorso ha inserito la ragazza nel board di questa società. Dopo tre giorni ha lanciato una raccolta di fondi che in pochissimo tempo ha fruttato 2,8 milioni di euro e sta spopolando nel mercato dei servizi legati ai cambiamenti climatici e alla sostenibilità. Greta sta diventando insomma la classica gallina dalle uova d’oro nelle mani di esperti uomini d’affari, Affari, manco a dirlo, rigorosamente green e con rilevanti collegamenti politici: si dà il caso che Rentzhog faccia parte del think tank Global Utmaning. Fondatrice di questo pensatoio è Kristina Persson, ex ministro socialdemocratico svedese dello sviluppo. Il think tank si batte contro i “risorgenti nazionalismi” in Europa in un groviglio di business e di “crociate” politicamente corrette. Ma, ad approfitttare della popolarità di Greta è anche la madre della piccola ecologista, Malena Ernman, cantante lirica di successo. La signora. a distanza di soli quattro giorni dalla prima uscita della figlia (24 agosto 2018, giorno del lancio dello “sciopero degli studenti” per il clima), pubblica un libro ultra-ecologista intitolato Scenes from the Heart. Quando si dice il caso… La favola della giovane attivista che trascina milioni di suoi coetanei appare al dunque assai meno “favolosa” di come ci viene presentata. Alla faccia dei “gretini” che ci credono.
Domenica 21 Aprile 2019, 10:51
La più bella del mese. Non solo toscani, ma anche i non commenti dei commentatori.
Sabato 20 Aprile 2019, 14:42
Gli effetti dei tagli voluti dal ministero dell'Interno al sistema dell'accoglienza dei migranti comincia a dare i primi effetti. Per esempio in provincia di Modena, dove solo due cooperative hanno risposto al bando della prefettura per l'organizzazione dell'accoglienza di 1568 stranieri, ma il bando è stato annullato perché le strutture offerte erano inadeguate. A dare forfait fino all'ultimo, secondo Modena Today, è stata la coop Caleidos, che negli ultimi anni ha sempre accolto la maggior parte degli immigrati. Il motivo sarebbe da attribuire al taglio dei 35 euro per ciascuno ospite dei centri, ora ridotti a 21,60 euro. L'operazione non ha più convenienza come prima: "Ah, ma non lo facevano per 'bontà'? - ha scritto Matteo Salvini su Facebook - Mangiatoia finita, non si molla"