Charlie Firpo

Commenti pubblicati:
Martedì 18 Settembre 2018, 14:29
Da impatto a oltre 100 km/h contro un ostacolo immobile (soprattutto se non deformabile) non ti salvi neanche se sei alla guida di una blasonata teutonica (simbolo del potere tanto caro all'arricchito venero beota). Che la Fiat Cinquecento non fosse un miracolo di auto al tempo lo sapevano pure gli stessi acquirenti: erano gli anni novanta e se non ricordo male alla Mercedes-Benz erano impegnati dalla loro nuova entry level (la A Klasse) che aveva il difettino di capottare in curva...Detto questo, al volante di una 500 o di una Q7, alla guida bisogna stare sempre molto concentrati (cosa abbastanza rara, al giorno d'oggi...): se si esclude un malore, su quel tratto solo una distrazione lo può aver mandato fuori strada. PS ma nei concessionari delle tre magnifiche tedesche, spiegano ai loro clienti che le loro auto sono munite di Bluetooth?? Perché incrocio continuamente conducenti col cell davanti alla bocca sebbene a bordo di gioielli da >50k euro...sono troppo rumorose?? E' un ritorno di analfabetismo??
Martedì 18 Settembre 2018, 13:53
Acidità allo stato puro
Lunedì 17 Settembre 2018, 14:07
Penso che nella frase: "Rimane la rabbia per una morte stupida" ci sia tutto il senso di quello che intendevo dire. Dopodiché, lavorando a contatto con la gente tutto il giorno...sono abituato ad agire come se fossi circondato da bambini dell'asilo. Anche se hanno molto di più di 16 anni.
Lunedì 17 Settembre 2018, 08:27
Coppp riesce ad esprimere dei concetti in fondo condivisibili anche dalle persone più tolleranti, in maniera talmente velenosa da far girare le scatole anche quando ha ragione.
Lunedì 17 Settembre 2018, 08:24
Un paio di anni fa nella ditta adiacente alla nostra, hanno rubato un muletto per sfondare il bancomat della vicina banca. Perciò, da quella volta, nei fine settimana togliamo le chiavi da tutti i mezzi (leggendo certe notizie, da adesso le toglieremo tutte le sere...). Probabilmente un banale espediente che avrebbe salvato la vita del ragazzo. Rimane la rabbia per una morte stupida.
Sabato 15 Settembre 2018, 07:32
Una volta si diceva "scanta-bauchi, sveja..." adesso ogni scusa è buona per domandare $$...
Martedì 11 Settembre 2018, 14:29
Per quanto riguarda gli anziani, mi spiace dirtelo, ma per esperienza diretta posso dirti che sono i primi a forzare i fuoriorario, sebbene da anni non debbano più timbrare alcun cartellino...probabilmente perché non lavorando più, viene meno il rispetto per il lavoro altrui.
Martedì 11 Settembre 2018, 14:26
Cosa mi tocca leggere...ma questo cosa vuole? Che un negozio faccia beneficenza? Se vogliono stare in un ambiente sicuro, che vadano in un patronato che le domeniche pomeriggio sono per lo più vuoti, anche se sono ambienti sicuri e climatizzati.
Martedì 11 Settembre 2018, 14:16
Rovigo no me intrigo
Martedì 11 Settembre 2018, 10:41
Quanto cretini quelli che comprano tutto su amazon...ore a ricevere e rispedire indietro e commentare montagne di cineserie scadenti...che progresso internet...
Martedì 11 Settembre 2018, 08:33
Lo sappiamo tutti che i frequentatori delle aperture domenicali sono per la maggior parte pidocchiosi che ci vanno per non accendere il clima a casa o rimbambiti a passare il pomeriggio. Chi è il cliente che mi suona il campanello alle 12:40, alle 19:40, il sabato pomeriggio?? ...il pensionato, che fin prima era seduto su una panchina in piazza a chiacchierare col giornale in mano...
Venerdì 31 Agosto 2018, 15:58
Se correndo a 150 all'ora prendo una buca e finisco fuori strada, la colpa è tutta del comune che non tiene le strade in ordine.
Martedì 31 Luglio 2018, 08:13
Evidentemente tu non sei un imprenditore. Non tutti si fanno barca, amante ecc. Ma ti posso assicurare che ogni azienda vive una parabola, l'imprenditore acuto si rende conto quando è ora di mollare. La concorrenza è tanta e non sempre è leale (ma questo al cliente non frega nulla). In molti settori i margini sono ridotti all'osso. Io non tengo aperto la baracca per tirarmi fuori lo stipendio di un operaio. Altrimenti vado a lavorare come dipendente. Se questo ha problemi di salute, nessuno continua e non trova acquirenti, significa che il gioco non vale la candela.
Lunedì 2 Luglio 2018, 15:23
Tipico esempio di imprenditore sprovveduto. Le cose vanno bene: investo. Le cose cominciano a vacillare: investo. Le cose vanno male ed il lavoro rende poco: investo. Programmazione degli investimenti aziendali: nessuna. Aggiungiamoci turni di lavoro da 13 ore al giorno 7 su 7: tutte rigorosamente a testa bassa. Ed arriva immancabile il fallimento (che probabilmente gli decurta parte della pensione). A chi diamo la colpa 'sta volta? Banche? Governo? Migranti?
Mercoledì 13 Giugno 2018, 12:09
Demagogia al cubo. Poi finita la pacchia, per qualche ragione (forse di bilancio?) arriverà un governo tecnico imposto da Bruxelles a (ri)cresimare gli Italiani. Tutta colpa dell'euro e dei migranti.
Martedì 5 Giugno 2018, 11:42
mmm...non sono molto d'accordo. Chi i soldi li guadagna facili, li spende in capricci (orologi, auto, barca, villa, ferie da favola...). Sarà come dici te, ma tra i ricconi che abitano dalle mie parti, nessuno (e ti assicuro: nessuno) ha perso denaro in queste barzellette. A cascarci sono sempre i soliti artigiani che alle 9 di sera del sabato sono ancora in capannone a lavorare. Sempre quelli. Ossessionati nel conservare i propri risparmi, e farli fruttare, li mettono in mano al ciarlatano dalla parlantina più convincente. E vai coi diamanti, i dogi, la nave di rame africana, il platino...
Lunedì 4 Giugno 2018, 14:15
Purtroppo ci sono dei fessi che davanti a qualsiasi simbolo o ricordo che anche vagamente sia legato al Veneto, ti danno le chiavi di casa e le mutande della moglie. Quando i soldi si guadagnano lavorando troppo, succede che ci si isola, si esce dal giro e si credono ad un sacco di favole. Ed arrivano il gatto e la volpe. Veri però...
Lunedì 28 Maggio 2018, 14:50
@FN. Ti sbagli di grosso. Il consumatore non è l' anello debole. Ipotizziamo di seguire quello che ti suggerisce la tua rivista fenomenale. Mi ordini un'auto da 25k euro con le personalizzazioni più stupide e mi dai 0,5k di caparra (il 2%). Poi arriva la macchina e mi dici che mamma i soldi non te li presta più perché è stanca di pagare i tuoi capricci ed è ora che ti arrangi. Quindi ciao. Intanto io mi ritrovo un mezzo che (al netto di botta di c__o) dovrò vendere solo scontato oltremisura, nella speranza di farlo a breve, perché dopo 2 anni magari hanno fatto degli aggiornamenti e il modello perciò è già vecchio. Chi tutela il commerciante?? La ragione ce l'ha chi tiene i soldi in tasca. Certo è che date le raffiche di fallimenti nel settore, è chiaro che i conce non guadagnano nulla, rispetto alle spese che si ritrovano. Il sistema non sta in piedi. Guadagnano pochissimo sui veicoli, sperando nei numeri e di marginare sulle manutenzioni. Ma non hanno previsto che il 99% di chi acquista, poi per i tagliandi/riparazioni, si rivolge ad autofficine multimarca, magari a conduzione familiare...molto meno onerose. Così casca il palco.
Mercoledì 23 Maggio 2018, 13:53
Purtroppo, questo tizio ha ragione. Sono anch'io rimasto perplesso nell'apprendere che le forze dell'ordine non abbiano pensato di bloccare i presenti, non appena partita l'ambulanza.
Mercoledì 16 Maggio 2018, 18:10
A me risulta che BMW Italia, in merito al fallimento BMW Motorsport, si sia dichiarata anch'essa parte lesa, in quanto creditrice di importi molto ingenti (voci di corridoio parlano di un paio di milioni). Premesso questo, se l'importatore ufficiale è stato truffato già una volta dalla propria concessionaria, dubito ci rimetta una seconda consegnando le auto ai malcapitati (raddoppiando perciò il danno economico a proprio sfavore). Mi auguro cmq tu abbia ragione e la storia abbia un lieto fine. Ah, dimenticavo, ricordati che i piccoli rivenditori che tanto disprezzi, sono spesso il salvagente delle grosse concessionarie (che per mantenere il marchio, devono sostenere volumi di vendita ingenti). I piccoli rivenditori, infatti, riescono a vendere auto bypassando le regole dell'ufficialità (della serie: non facciamo il finanziamento ma mi porti i soldi un po' alla volta...) e portare a casa un contratto quando il concessionario ufficiale non potrebbe. Ma ovviamente tu sei il classico che vive di invidia e per te son tutti ladri. Ti faccio una domanda: se tutti i commercianti sono ladri...perché allora non si compra direttamente da BMW Italia, ed eliminiamo pure i concessionari ufficiali (così saltiamo un altro passaggio...)?? Il commercio è materia complessa, non certo roba per leoni da tastiera...
Mercoledì 16 Maggio 2018, 15:40
...e allora non sei così informato su episodi simili. A Treviso, BMW Motorsport (conce ufficiale) è saltata per aria portandosi dietro caparre, importi interi e...pure permute. Io piuttosto sto con te nel valutare prezzi troppo differenti rispetto alla media. Poi non riesco a capire come ci siano persone che non hanno referenti di fiducia. Spesso il piccolo commerciante sotto casa, quello che apre le serrande da più di 30 anni, non avrà la sala d'aspetto con la wifi free, sarà pure un po' più caro, ma probabilmente il più sicuro.
Mercoledì 9 Maggio 2018, 13:59
Brass ha venduto il proprio talento al diavolo (vedi ultimi film) ma alla fine il suo nome è riuscito ad accostarlo per un po' alla storia del cinema che conta, ed è stato ottimo imprenditore di se stesso. Come affermi tu non è andato a piangere da nessuna parte. Anzi ricordo la querelle che ebbe con i Cipriani (i congiunti della defunta moglie) in merito alla spartizione degli averi di famiglia. Ricordo benissimo che declinò ogni pretesa sugli immobili, mentre pretese la consegna di alcune opere d'arte (quadri) che spettavano appunto alla coniuge. Chiamalo scemo...
Giovedì 19 Aprile 2018, 11:44
Hai ragione, ma attento perché il problema è più grave: il lusso ad essere entrato in crisi. Magari chi si poteva permettere l'orologio da 50.000 euro, continua a permetterselo, forse anche meglio di prima. E' quella che una volta era chiamata "Borghesia", il ceto medio, che ha sempre meno potere di acquisto. Negozi prestigiosi stanno chiudendo anche in molte altre città, anche se non assediati dal degrado turistico. Vedi il mercato dell'auto europeo che segna un pesante -5% con in calo pesante di tutti i marchi premium, mentre tengono in piedi la baracca quelli low cost e generalisti. La forbice della ricchezza si sta allargando con sempre meno ricchissimi (ma sempre più ricchi) e il popolo sempre meno abbiente. Magie del progresso.
Venerdì 13 Aprile 2018, 14:19
L'apertura degli orari, come qualsiasi trovata del marketing, ha un effetto incentivante per i primi che la applicano, poi quando tutti ci arrivano, diventa ininfluente se non una spesa inutile. Chi quindi ha cominciato per primo, sicuramente ne ha guadagnato, adesso non credo proprio. Prendete le "newsletter": sicuramente chi ha lanciato questo tipo di approccio al cliente, ha avuto dei riscontri favorevoli. Adesso, non so voi, ma con 10/15 newsletter al giorno...io le cancello tutte senza nemmeno aprirle. Perciò ci sono ditte che pagano persone per un servizio che in questo momento non porta a nulla. come tanti altri.
Giovedì 12 Aprile 2018, 19:23
Per i ristoranti, le gelaterie, ecc. i giorni festivi sono quelli di maggior introito. Difatti quasi tutti il lunedì sono chiusi, qualcuno pure il martedì mattino. Quindi il giorno/giorno e mezzo di pausa settimanale ce l'hanno. Il concetto sbagliato è proprio quello che se un negozio è aperto tutta la settimana, non si capisce perché lo si deve tenere aperto pure la domenica, quando un cliente ha già 6 giorni su 7 di disponibilità per comprare. Ti sfugge inoltre il fatto che se io tengo aperto per te la domenica, perché durante tutta la settimana non hai trovato 5 minuti per procurarti quello che ti serviva, al ristorante o in pizzeria non ci vado. Quindi obbligandomi a lavorare in continuazione, non creo consumo. Lo sai che la nostra società si basa sul consumismo? Gli unici che beneficiano di questa situazione sono chi non deve timbrare il cartellino (leggi pensionati dalla bella pensione) che possono gestire la loro settimana (7 su 7) come meglio credono. Se ti sembra un modo arcaico di ragionare, significa che non sei mai stato in Trentino Alto Adige (strano, i fanatici del Veneto stravedono per il loro rigore...): se ti affacci in un negozio alle 19:15 non ti fanno neanche entrare, mentre alle 19:31 stanno già mettendo il lucchetto alla serranda...
Giovedì 12 Aprile 2018, 16:07
Lo ripeto, dove lavoravo io una volta tenevamo aperto 12 ore, domenica escluso. Erano gli anni del boom e la cosa aveva senso. Sia per i titolari che per i lavoratori. Poi, con l'avvento della crisi, tenere aperto per un sacco di ore era divenuto un modo per difendersi dalla concorrenza, ma dal punto di vista del ritorno economico, la cosa ha cominciato a scricchiolare. Finché ci siamo resi conto che davamo un servizio completamente senza ritorno, ed abbiamo deciso di ridimensionare. Purtroppo però queste forme aggressive di vendita, hanno abituato i clienti a chiedere troppo. Se chiudevamo alle 20:00 c'era chi ci telefonava se potevamo aspettare altri 5 minuti, che puntualmente diventavano 20... ...mai dare troppa corda.
Giovedì 12 Aprile 2018, 13:47
Multinazionale e "rispettosa" sono un sostantivo e un aggettivo paralleli: non si incontrano mai. Sfruttano dipendenti, fornitori, e chi più ne ha più ne metta. Dove possono calcano la mano.
Giovedì 12 Aprile 2018, 11:33
Beh, penso che a nessuno piacerebbe lavorare i sabato e le domeniche. Quindi se il Veneto è quella regione evoluta che dice di essere, è ovvio che chi ha opportunità migliori le sfrutta. Se poi il bamboccio di turno può farlo perché vive ancora con mamma e papà che pensano a tutto, ben per lui. Secondo voi negli stati mediorientali, sono gli autoctoni a lavorare? Io questa notizia la ritengo un buon segnale di ricchezza di una regione. Se poi la ricchezza l'hanno fatta i padri e non i figli, poco importa. L'importante è per una persona poter scegliere il meglio per se stesso e per la propria famiglia. Anche dove lavoravo io, fino a qualche anno fa, avevamo orari di apertura di 12 ore al giorno: poi ci siamo accorti che aspettare il pensionato di turno che varca la soglia alle 19:30 per sapere dei prezzi di un prodotto che forse gli serviva...tanto valeva chiudere prima. E così abbiamo fatto.
Mercoledì 11 Aprile 2018, 09:26
"Una dichiarazione che contrasta con la proverbiale operosità di trevigiani e veneti in generale". Questa affermazione forse si riferiva ai veneti di 25 anni fa. Ma viviamo nel 2018. Poi c'è da dire che questi "colossi" ai quali si stende il tappeto rosso non appena mettono piede nel territorio, sono realtà che creano lavoro, ma al contempo distruggono le realtà delle piccole imprese (l'ossatura del veneto) che non reggono la concorrenza di prezzi stracciati (frutto spesso di fiscalità oscure) e ovviamente delle aperture 7 giorni su 7. Questo accade un po' per tutti i settori. Sempre che poi non si arrivi al triste epilogo che oltre ad aver devastato la piccola economia del territorio, non alzino pure bandiera bianca (dopo qualche anno) come è già successo troppe volte.
Martedì 10 Aprile 2018, 07:58
2018 e c'è ancora chi crede alle favole. Se il veneto ha le sue magagne, deve imparare anche a fare un po' di autocritica. Poi non lamentiamoci se sulla "locomotiva d'italia" salgono continuamente passeggeri senza pagare il biglietto...