claudio pros
1 Gennaio 1915

Commenti pubblicati:
Mercoledì 20 Giugno 2018, 13:50
Purtroppo hanno inquinato anche l'acqua, bene primario. La situazione ambientale è gravissima e si buttano i soldi all'aria per azioni propagandistiche…
Mercoledì 20 Giugno 2018, 13:21
1. Feltre ha già chiesto di passare ad al Trentino e nessuno ha mai dato una risposta. 2. La sanità dev'essere tolta alle Regioni
Lunedì 18 Giugno 2018, 05:17
Si corre dietro ai falsi problemi posti dalla propaganda. In nocciolo della questione è, ben diversamente, quello dell'uscita del Paese, dall'orribile debito pubblico che paralizza ogni seppur minima speranza di futuro. Il debito pubblico è stato prodotto (e continua ad esserlo) nei 48 anni di regionalismo senza controllo; occorre abolire senza SE e senza MA tutte le Regioni. Diversamente si correrà dietro a false flag poste, appunto, per annebbiare con cortine fumogene propagandistiche e manipolatorie il vero nodo: l’uscita definitiva dal debito pubblico che ingessa il Paese.
Domenica 17 Giugno 2018, 06:54
Padova euganea, ha bisogno enorme di forestazione stile Stoccarda. NO all'ennesimo ospedale nel quartiere Lazzaro (area euganea che si intende regalata ai regionalisti… (sic) e che paralizzerà e soffocherà di cementificazione l’intera città); NO al recupero della “cattedrale nel deserto” del foro boario in Corso Australia; NO al restauro della muraglia ducal-veneziana del Cinquecento (speculazione militare ducale, che devastò la città dell’epoca), va lasciata invece al suo naturale disfacimento. Va invece, proprio in queste ampie aree, iniziata una salutare e tanto attesa riforestazione della città euganea. Questo sarebbe il cambiamento di verso che darebbe a Padova euganea il lustro che attende
Sabato 16 Giugno 2018, 13:48
Gita di club veneziano in Polesine…
Sabato 16 Giugno 2018, 08:44
Cittadella euganea, in "Veneto"? E quando mai?
Sabato 16 Giugno 2018, 08:43
Puntare, barra a dritta, sull'abolizione, senza SE e senza MA, di tutte le Regioni (ordinarie, speciali autonome). Seguire false flag depistanti di mera propaganda porteranno, ovviamente, fuori dall’obbiettivo che deve rimanere sul mirino di ogni cittadino di buon senso: uscita dallo spaventoso debito pubblico, prodotto in questi 48 anni di regionalismo senza controllo, che impedisce al Paese di risollevarsi.
Venerdì 15 Giugno 2018, 13:18
Per uscire da questa morsa in cui miseramente è stato posto il Paese, di pagare solo ed unicamente gli interessi sugli interessi sul debito (con minaccia di togliere ogni subdolo "quantitative easing"), l'unica soluzione è quella di cominciare ad uscire in maniera forte dal mostruoso debito pubblico prodotto in questi 48 anni dalle Regioni. Aboliamo tutte le Regioni, senza SE e senza MA, ponendo così uno scudo difensivo a tutte le speculazioni di cui siamo gioco, in questo declinante periodo del Paese
Venerdì 15 Giugno 2018, 13:06
Sarà anche vero che ci possa essere una maggioranza che detesta, ma l'affluenza alle comunali è ormai costantemente minima. Come quella alle regionali, in cui c'è una partecipazione stabilmente dimezzata e in continuo calo (Partecipano solo una ristretta lobby di "interessati",amici e parenti…)
Venerdì 15 Giugno 2018, 12:58
Solidarietà euganea ai lavoratori che verranno privati di occupazione. Impegniamoci, peraltro, a togliere la sanità alle Regioni. Questo sarà il cambiamento di passo che le persone di buon senso dovranno intraprendere
Venerdì 15 Giugno 2018, 09:13
Togliamo la Sanità alle Regioni
Giovedì 14 Giugno 2018, 16:53
Quindi che facciamo con questo debito pubblico prodotto in questi 48 anni dalle Regioni? Il buon senso impone che si aboliscano senza SE e senza MA tutte le Regioni, senza alcuna proroga, facendo un’irragionevole politica dello struzzo…
Giovedì 14 Giugno 2018, 15:45
Basta con i luoghi comuni, o le deviazioni su altri temi strumentali o false flag di propaganda, occorre affrontare il vero tema che è quello del debito pubblico che le Regioni hanno prodotto in questi 48 anni e che ha messo in ginocchio l'intero Paese. Continuare a tenere aperti i rubinetti delle Regioni, significa impedire ogni possibile futuro al Paese
Giovedì 14 Giugno 2018, 12:56
Togliamo la sanità (di quel che resta) alle Regioni
Giovedì 14 Giugno 2018, 09:51
Lega dei cosiddetti "Veneti"? Voto: quattro…
Giovedì 14 Giugno 2018, 09:44
Un debito di queste rovinose proporzioni non si può rientrare e mancano i mezzi per pagare i debiti sui debiti… Abolire tutte le Regioni? Ormai, è davvero troppo tardi, c'era da pensarlo ben prima! Gli allarmi erano stati più volte suonati, ora, silentemente, in buon ordine, aspettiamoci “fuochi d’artificio” e i grossi botti del default…
Mercoledì 13 Giugno 2018, 15:19
Niente gita a Parigi, meglio, una spesa di meno. Concentratevi ora sull'abolizione delle Regioni, senza SE e senza MA e sull'uscita dal debito pubblico mostruoso che le Regioni hanno costruito in questi 48 anni, fuori da ogni controllo.
Mercoledì 13 Giugno 2018, 12:58
Già i suoi ghirigorismi si espandono a mulinelli… bravo, grazie, la seguo – caro Dutschman(n) – con attenzione
Mercoledì 13 Giugno 2018, 10:02
"Veneto e Friuli”? Perché perdurare su questa ossessiva dicotomia? Meglio tornare al più appropriato VENEZIA EUGANEA, improvvidamente cancellato tra il Sessanta e il Settanta del secolo passato
Mercoledì 13 Giugno 2018, 00:35
“È finita la pacchia…”. Il mostruoso debito pubblico prodotto in questi 48 anni di regionalismo allegro e senza controllo, rende intollerabile ogni ulteriore aggravio e appesantimento, pena l’ormai prossimo default del Paese. Occorre innanzitutto cominciare a fare politiche di uscita dal debito pubblico, che non è eludibile, e, che, lo si voglia o meno, andrà rientrato. Occorre quindi abolire senza SE e senza MA le Regioni, come del resto vuole la stragrande maggioranza dei cittadini di buon senso. “Politiche” che continuino l’andazzo di questi anni infischiandosene e facendo finta di nulla, hanno corto respiro, e cozzeranno negli scogli dei tempestosi oceani in tempesta. Occhio dunque al timone, ragazzi non è più il tempo di malandrine ciurme corsare improvvisate, ma di capitani coraggiosi che sappiano riportare la sconquassata nave almeno in porto, in attesa di un ripristino ri-fondativo…
Martedì 12 Giugno 2018, 18:50
Ma quale "matrice linguistica comune"? Lei spara qualunque cosa senza tenerne ben stretto il timone… Che matrice comune avrebbe ad esempio l'euganeo-pavano soffocato pesantemente dal Ducato, con il dialetto veneziano? Si rilegga almeno, con un doveroso senso critico non ideologico, Ruzzante, e dei due mondi sociali e culturali che collidono (pavano vs veneziano), nel Secondo Dialogo. Il parlar pavano di Bilora contro quello dominante e coercitivo del veneziano Andronico: due diversissimi registri che violentemente si scontrano e, di certo, poco propensi a mettere niente in comune (in questo caso rappresentato dal ratto della moglie Dina, metafora del furto dell'intimità più profonda).
Lunedì 11 Giugno 2018, 19:33
Nossignore, nel nord Italia, solo i veneziani parlano il dialetto veneziano, gli altri parlano dialetti diversissimi che non sono e non hanno nulla a che vedere con il veneziano (o veneto qual dir si voglia)…
Lunedì 11 Giugno 2018, 15:40
Caro Pieretto, il ducato di Venezia fu uno dei principali promotori della lingua italiana, è del tutto banale ricordare i tipografi, il veneziano Bembo, Trissino, l'avv. Carlo Goldoni di famiglia notarile modenese, ecc. ecc. Il dialetto veneziano veniva imposto ai colonizzati ma ufficialmente l’oligarchia al potere del ducato, puntava tutto sull'italiano… Ognuno lo sa bene. Nessuno mai si sognò neanche lontanamente di chiamare con il nomignolo "veneto", il veneziano.
Lunedì 11 Giugno 2018, 15:20
Quando mai ha saputo qualcosa di sinistra? Questo non ha ancora ben chiaro l'oggetto a cui pensare…
Lunedì 11 Giugno 2018, 15:07
Cos'è? Arbresh? Può gentilmente fornire una traduzione di questo abracadabra ingarbugliato?
Lunedì 11 Giugno 2018, 14:12
"Questo lo aveva detto, ma nessuno lo aveva ascoltato…" Una tiritera berlusconiana, che di sinistra non ha davvero nulla. Meglio che non ripensino ad una cosa che non hanno mai saputo neppure dove fosse di casa…
Lunedì 11 Giugno 2018, 09:17
Cosa vorrebbe dire che esista in qualche parte un dialetto “veneto”? Il termine “Veneto”, com’è noto, nell’accezione attuale è quella di un oggetto (fisico, sociale, politico o altro) che è appartenuto, che appartiene, o che ha attinenza, a Venet-ia (in italiano Venezia). Si sa che questo nomignolo “Veneto” è stato invece imposto nel periodo attuale ed ufficializzato dalle segreterie romane della DC e del PCI, nel 1970, quando istituirono le attuali 20 Regioni italiane, sostituendolo improvvidamente (senza alcuna consultazione) a quello preesistente di VENEZIA EUGANEA. Nessuno si era mai sognato di parlare, dal processo unitario del Paese in poi, di “dialetto veneziano euganeo”. Quale sarebbe assurdamente questo dialetto unico chiamato “veneto”? Storicamente non ne troviamo traccia, non è mai esistito un dialetto con tale nome. Se dovesse esistere un dialetto veneto, l’unico che avrebbe diritto e senso a fregiarsi di tale nome è il veneziano. Certuni fanno confusione con i dialetti veneziani, ma il veneziano cosa c’entra con i dialetti euganei, i polesani, il cimbro, il ferrarese, il friulano, i variegati bellunesi, i reto-veronesi, il valsuganotto, quelli della sinistra Piave, il ladino, il chiogiotto, ecc. ecc. ? (solo per citare alcuni tra i più noti, inclusi loro malgrado nell’attuale quarantottenne Regione). “Veneto” è un brand, un’etichetta ossessivamente e compulsivamente, malfermamente appiccicata, un po’ in ogni dove, nella malcelata paura che il suo significato si afflosci e disveli la sua inconsistenza storico, culturale e sociale. Non esistono dunque dialetti “veneti”, se non quelli dello stretto hinterland veneziano-lagunare e tantomeno esso è un unico dialetto, o assurdamente e risibilmente una “lingua”. Concordiamo ovviamente con la nota e stimata Docente di dialettologia italiana Gianna Marcato, la quale ebbe recentemente a dire: «…una lingua è qualcosa che ha una propria unitarietà codificabile, i dialetti invece sono mille». Infine le veniva, appunto, posta la domanda: veneto come lingua o dialetto, esiste? «Esiste un mosaico di dialetti veneti. Come diceva il nostro grande poeta Andrea Zanzotto, ogni parlante quando parla il suo dialetto è rannicchiato su di una tessera di un mosaico che sa essere più ampio, però il suo è solo quella tessera».
Domenica 10 Giugno 2018, 04:59
Interessante, quindi i capitelli euganei, che effettivamente erano all'incrocio di strade… Grazie della segnalazione, c'è da riflettere
Domenica 10 Giugno 2018, 03:58
Venezialand scricchiola in più parti… Attenzione, occorre cambiare verso, sono segnali da non sottovalutare…
Sabato 9 Giugno 2018, 22:45
A PADOVA EUGANEA e in Euganea tutta (come spero altrove), sta sorgendo forte un grande movimento per la ri-forestazione e l'amore per gli alberi.