claudio pros
1 Gennaio 1915

Commenti pubblicati:
Lunedì 20 Agosto 2018, 14:13
Tutto, dico tutto il bellunese, da sempre pressa per passare in Trentino e Friuli. Sappada ce l'ha già fatta, preso, molto presto gli altri a cascata
Martedì 14 Agosto 2018, 13:38
Sì alla squadra di calcio Europa e al Giro d'Europa, ecc. basta con i regionalismi assurdi…
Lunedì 13 Agosto 2018, 10:17
Aboliamo tutte le Regioni. Anche se ormai è tardi per ovviare almeno in piccola parte all'enorme debito pubblico che hanno prodotto in questi 48 anni e che ci porterà al default del Paese.
Lunedì 13 Agosto 2018, 08:27
Gentile Luc111. Gli approdi (porti) sulla laguna nordadriatica (Spina, Venetia, ecc.) sono sostanzialmente punti di scambi tra ellenici e etruschi. Servivano allo scambio (import-export) di schiavi, ambra, stagno, manufatti, ideologia, ecc. Sì, ovviamente, il modello del racconto è sempre quello dei mitografi ellenistici. “Esisteva” un “territorio VENETO o PALEO-VENETO”, come esisteva il REGNO di OZ (quella del famoso mago). La favola dei “venet-”, è una costruzione ellenistica-romana, lo sappiamo. La situla in questione è un manufatto di questi scambi, acquisita come altro in territorio etrusco (qui euganeo-atestino); questo è chiaro come la luce del Sole. Mentre questa recente ideologia - “revival-venetista”, appiccicata a reperti che ne sono del tutto estranei, ha del ridicolo. Chi la sostiene, se onesto, deve provare un certo imbarazzo. Se riesce a portarla avanti lo stesso nonostante le stridenti contraddizioni, significa che ha una forte miopia (accecamento) che riesce a fargli vincere la differenza di senso tra i fischi sui fiaschi… Consideri che il Duca (doge) del Ducato di Venetia (Venezia), portava, fin nei tempi recenti, il cappello frigio: lo stesso delle truppe bizantine. Simbolo questo dell’ambito guerriero-militare di riferimento e d’appartenenza (finché fu possibile (1453)): quello sostanzialmente ellenico-bizantino. Il cambio avvenuto in quell’epoca fu traumatico, Venetia fu costretta da isola lagunare ad esaurire le proprie risorse per conquistare l’entroterra e finire comunque in un cul de sac che durò ancora un paio di secoli malconci. Fino al completo esaurirsi, spirando per consunzione economico-finanziaria e materiale. La saluto cordialmente
Sabato 11 Agosto 2018, 11:11
Abolire tutte le Regioni, senza SE e senza MA
Sabato 11 Agosto 2018, 07:47
Le sintetizzo in nuce le due “righe inferiori” della Situla, dove, con un percorso figurato sbalzato su bronzo, con il sistema tecnico-narrativo del feedback simile a quello dei poemi omerici della stessa epoca, vi si trova lì il simbolo del leone da lei mal interpretato. Ecco cosa vi è invece raffigurato: un signore orientale (simbolizzato dal leone) è uscito dal suo territorio dei campi coltivati (simbolizzati con il cane e il bue), si avvia – nella circolarità della situla – nel territorio, si inoltra nell’ambiente selvaggio (rappresentato dal cervo, dallo stambecco, dal grifone e dalla sfinge). Incontra il nemico e lo sconfigge. Ritorna (episodio trionfale), rifà la strada e si ritrova di nuovo a poter celebrare il suo trionfo a casa. La simbologia mito-zoomorfa è ancora una volta sempre quella dell’Oriente, riscontrabile in numerosi altri casi dell’Etruria. La situla Benvenuti (copia di vasi fittili etruschi), ritrovata in ambiente euganeo-atestino, presenta i caratteri simbolici etruschi e/o orientali (egizio-fenici), con evidenza. L’artigiano itinerante che vi ha lavorato nel periodo tardo bronzeo e che produceva in base a richieste di committenti, ha proposto lo stile lavorativo e le figure similari – se non in continuità – ad esempio con quelle di reperti piceni (attuali “Marche”), e o tintinnabuli dell’area etrusca dell’attuale bolognese. Di “venetistico”, o favole del genere, davvero nulla (sottolineato). Possiamo quindi dormire tranquilli: nulla hanno a che vedere con quelle prive di fondamento, e del tutto aliene, fiabe “venetistiche”. Che cos’è invece il “venetismo”? È un genere recente di fantasy-fiction regionalistica riscontrabile dopo l’anno 1970; “narrazione” strampalata-manipolatoria tra le meno riuscite, e raffazzonata qua e là.
Sabato 11 Agosto 2018, 00:30
Il leone alato accadico assiro babilonese, lo hanno trovato i mercanti veneziani a suo tempo in Siria o in altri siti dell'epoca. Lei però può fare di più, per trovare i leoni alati accadici assiri babilonesi, li può trovare comodamente nei più prestigiosi musei francesi, germanici, inglesi, americani… E magari copiarsene un modellino. Per sapere invece come spirò il Ducato di Venezia di morte naturale, studi, magari in modo grossolano, l'economia del Ducato e i come si sia trovato in un cui de sac a causa di ottomani, portoghesi, inglesi, ecc. da Cinquecento al Settecento. Le sue finanze, e non solo quelle, colavano a picco…
Venerdì 10 Agosto 2018, 17:41
E restano ancora le Regioni? Il debito pubblico che hanno prodotto in questi 48 anni soffoca ogni possibilità di ripresa del Paese. Aboliamo tutte le Regioni (ordinarie, autonome, speciali) senza SE e senza MA.
Venerdì 10 Agosto 2018, 16:41
Le ricordo in sintesi i punti in cui le sue righe sono con evidenza fallaci. Per il leone alato (iconografia storicamente accadica-babilonese-assira, assurdo trovare altre significazioni campate in aria), sappia solo che furono mercanti veneziani a fare il copia-incolla dei modelli siriaci o babilonesi già nel 1200. Il leone alato divenne il “marchio” del tentativo di Venezia di crearsi un impero sulle coste mediterranee. Venezia non ha mai parlato di sé con il nomignolo “veneto”, usato sporadicamente semmai per indicare “campagnoli”, o schiavoni, greco-turchi. Albanesi, di conquista de qua e di là del mare. “Veneto” significa infatti qualchecosa che appartiene in un modo o nell’altro a Venezia, in quanto prodotto della sua conquista coloniale. Non è mai esistito un ducato, una “repubblica”, un dialetto, un avvocato, una banca, o altro ancora… che fosse “Veneto”: quando parlava di sé, il termine usato era solo Venezia e nient’altro. Il nomignolo “Veneto” è stato, come è ben noto a tutti, recentemente artefattamente re-introdotto e imposto nel 1970 dai regionalisti romani del PCI e della DC al posto di quello preesistente fin dal processo di unificazione del Paese, di VENEZIA EUGANEA. Il Ducato di Venezia, fece un restyling nominale di mera facciata nel Seicento. Rimanendo tuttavia nei contenuti un Ducato oligarchico (ristretto numero ereditario di veneziani elencati nel “Libro d’oro”). La parola “Repubblica” venne inappropriatamente appiccicata/affissa in maniera posticcia, per seguire la tendenza romano-ellenica (più precisamente papalista) in “voga” nel momento. La Situla Benvenuti custodita presso il Museo Archeologico Nazionale di Este è stata studiata anche recentemente e la sua provenienza etrusca è da sempre nota. Queste situle erano comuni in tutto l’Etruria, simili situle con eguali raffigurazioni prodotte nel bacino mediterraneo, sono state trovate perfino nelle attuali “Marche”. Tutti i leoni alati presenti nelle ex-colonie veneziane, sono stati collocate di forza dalle truppe mercenarie e dai funzionari del Ducato al posto dei preesistenti simboli cancellati. Nessuno ha mai avuto nostalgia del Ducato e della sua oligarchia, che è peraltro spirato per morte naturale dovuta a consunzione economica e materiale
Venerdì 10 Agosto 2018, 16:34
Le ricordo in sintesi i punti in cui le sue righe sono con evidenza fallaci. Per il leone alato (iconografia storicamente accadica-babilonese-assira, assurdo trovare altre significazioni campate in aria), sappia solo che furono mercanti veneziani a fare il copia-incolla dei modelli siriaci o babilonesi già nel 1200. Il leone alato divenne il “marchio” del tentativo di Venezia di crearsi un impero sulle coste mediterranee. Venezia non ha mai parlato di sé con il nomignolo “veneto”, usato sporadicamente semmai per indicare “campagnoli”, o schiavoni, greco-turchi. Albanesi, di conquista de qua e di là del mare. “Veneto” significa infatti qualchecosa che appartiene in un modo o nell’altro a Venezia, in quanto prodotto della sua conquista coloniale. Non è mai esistito un ducato, una “repubblica”, un dialetto, un avvocato, una banca, o altro ancora… che fosse “Veneto”: quando parlava di sé, il termine usato era solo Venezia e nient’altro. Il nomignolo “Veneto” è stato, come è ben noto a tutti, recentemente artefattamente re-introdotto e imposto nel 1970 dai regionalisti romani del PCI e della DC al posto di quello preesistente fin dal processo di unificazione del Paese, di VENEZIA EUGANEA. Il Ducato di Venezia, fece un restyling nominale di mera facciata nel Seicento. Rimanendo tuttavia nei contenuti un Ducato oligarchico (ristretto numero ereditario di veneziani elencati nel “Libro d’oro”). La parola “Repubblica” venne inappropriatamente appiccicata/affissa in maniera posticcia, per seguire la tendenza romano-ellenica (più precisamente papalista) in “voga” nel momento. La Situla Benvenuti custodita presso il Museo Archeologico Nazionale di Este è stata studiata anche recentemente e la sua provenienza etrusca è da sempre nota. Queste situle erano comuni in tutto l’Etruria, simili situle con eguali raffigurazioni prodotte nel bacino mediterraneo, sono state trovate perfino nelle attuali “Marche”. Tutti i leoni alati presenti nelle ex-colonie veneziane, sono stati collocate di forza dalle truppe mercenarie e dai funzionari del Ducato al posto dei preesistenti simboli cancellati. Nessuno ha mai avuto nostalgia del Ducato e della sua oligarchia, che è peraltro spirato per morte naturale dovuta a consunzione economica e materiale
Venerdì 10 Agosto 2018, 13:42
Certo, sono d'accordo. Il leone alato è il simbolo della sola città di Venezia. Cosa c'entrano i bebè euganei, ladini, polesani, cimbri, reto-veronesi, ecc. con l'idea prodotta dall'accordo Dc-Pci, del 1970, sulla istituzione delle Regioni? È un'imposizione di simboli davvero bizzarro, ideologico in senso deteriore del termine, privo di alcun senso…
Venerdì 10 Agosto 2018, 13:07
Il simbolo del leone alato, è di origine accadica-assiro-babilonese come tutti ben sanno, ed è unicamente presente nel vessillo della sola città di Venezia. Nulla ha a che vedere con le altre città e province delimitate dalla Regione istituita nel 1970 al posto della preesistente VENEZIA EUGANEA, con il nomignolo “Veneto”. Nomignolo imposto dalle segreterie romane della Dc e del PCI dell'epoca. Quindi, se la Regione vuole perseverare nello sperpero del denaro pubblico, la bandiera con il leone alato la dia (se la gradiranno) ai soli bebè nati nell’ambito di Venezia città, e non a quelli che con questo simbolo c’entrano come i cavoli a merenda.
Venerdì 10 Agosto 2018, 12:49
Aboliamo tutte le Regioni e i loro assurdi sprechi senza costrutto né fondamento. Sono 48 anni che sprecano il denaro pubblico e producono un debito pubblico a livelli stratosferici, senza controllo e senza che nessuno riesca a porvi rimedio
Giovedì 9 Agosto 2018, 22:02
Qui siamo del tutto fuori strada, come sempre. Il punto dolente dell'economia del Paese è sempre quello: il debito pubblico enorme che nessuno vuole fermare. Occorre procedere invece ordinatamente con piccoli ma importanti passi, prima fra tutti l'abolizione di tutte le Regioni (ordinarie, speciali autonome), senza SE e senza ma, che questo debito micidiale hanno prodotto in questi 48 anni. Ovviamente non sarà la bacchetta magica, ma una prima inversione di tendenza, questo sì. Ed è assolutamente irrinunciabile se si vuole davvero far riprendere il Paese.
Martedì 7 Agosto 2018, 02:37
È incredibile! Padova euganea non ha bisogno di faraoniche speculazioni (ennesimi ospedali regionalistici, restauro delle devastanti cinquecentesche mura del Ducato di Venezia, ecc.) su cui si spende il denaro pubblico a palate, ma, bensì, del verde e dei boschi promessi e mai mantenuti…
Lunedì 6 Agosto 2018, 22:20
La sfumatura più "rosea" per tutto il Polesine, sarebbe, appunto, il tanto atteso passaggio in Emilia Romagna
Lunedì 6 Agosto 2018, 22:19
Padova euganea ha sempre più bisogno di boschi, su modello di Stoccarda dove i folti boschi entrano in centro storico. No a ennesimi ospedali regionalistici in quartiere Lazzaro e no al restauro delle mura cinquecentesche del Ducato di Venezia. Usiamo il denaro pubblico non per distruggere la città euganea, ma bensì per ri-forestizzare! Il verde e gli alberi sono vita e salute per tutti.
Lunedì 6 Agosto 2018, 22:13
La strada da seguire è sempre quella: abolizione di tutte le Regioni (autonome, speciali, ordinarie), senza SE e senza MA. Ogni giorno che passa sempre più persone ne sono più che convinte!
Domenica 5 Agosto 2018, 11:23
Tutti i Polesani guardano all'Emilia -Romagna. È un fatto inevitabile, ha radici storiche, culturali, economiche ben precise
Sabato 4 Agosto 2018, 23:29
Com'è che non vi accorgete dell'enorme debito pubblico, che pende come una spada di Damocle su tutti noi? Questo è il vero tema di cui un economista serio dovrebbe occuparsi, altroché false flag… Incominciamo dalla base: aboliamo tutte le Regioni produttrici attive di debito pubblico, senza SE e senza MA,
Sabato 4 Agosto 2018, 08:36
Certo refolo60, grazie. Padova euganea ha sempre più un grave deficit di verde. altre città (ad esempio Stoccarda) hanno interi boschi che entrano in pieno centro storico, con enormi vantaggi per tutti La saluto refolo60 con amicizia
Giovedì 2 Agosto 2018, 20:15
Magari non nel caso specifico, ma a più ampio spettro l'alienazione è anch'essa frutto del deserto arido che avanza…
Giovedì 2 Agosto 2018, 18:23
Sempre più effetto serra. Prendiamo provvedimenti subito ri-forestizzando il più possibile il territorio sopratutto laddove ci sono capannoni vuoti, laide speculazioni, orribili devastazioni di vetro, cemento, asfalto… Gli alberi sono vita e tamponano efficacemente l'avanzata della distruzione del pianeta
Giovedì 2 Agosto 2018, 18:17
Padova euganea ha urgente bisogno di boschi, su modello di Stoccarda. No a ennesimi ospedali regionalistici; no al restauro delle Cinquecentesche mura del Ducato di Venezia, che devastarono la città dell’epoca; ecc. Basta con i modelli coloniali fatti di speculazione, cemento, vetro, asfalti centri commerciali, opere speculative, inquinamento ma aree e soldi pubblici da destinare invece al ripristino del verde in tutte queste aree, e oltre. Padova euganea deve promuovere gli alberi per la salute mentale e fisica di tutti
Mercoledì 1 Agosto 2018, 14:35
Togliamo la sanità alle Regioni
Mercoledì 1 Agosto 2018, 14:23
Lei dice cose piene di buon senso, grazie EnricoDandolo. Si sa, chi ha voluto le Regioni, modificato il titolo V della costituzione, concesso spazio territoriale per voti di scambio, ecc. ecc. tutto, sempre, per sostenere le Regioni fin dal 1970… È gran ora di abolirle tutte cominciando da questa più scandalosa di tutte, a "statuto speciale"
Martedì 31 Luglio 2018, 23:28
Sì, dove vuole, purché si blocchi il nulla che avanza (vetro, cemento, asfalto, con le orribili e laide speculazioni)… (Michael Ende, La storia infinita) Alberi = vita
Martedì 31 Luglio 2018, 23:03
Le Regioni vanno abolite tutte (in particolare queste cosiddette autonome e speciali), con tutti i loro scandali, imposizioni di dazi e gabelle regionalistiche, prebende, arcimegastipendi autoprodotti, pensioni vitalizziate di platino, ecc. ecc. Se non riusciranno a farlo le persone di buon senso, ci si dovrà arrivare per forza naturale. L'autunno prossimo ci porterà i conti allo scoperto dello spaventoso mega debito pubblico prodotto da lor signori e ci sarà da mettersi le mani sui capelli! Non si potrà andare avanti così, pagando unicamente gli interessi sugli interessi per tamponare questa falla che è un vero e proprio buco nero, sul quale il Paese intero suo malgrado è precipitato. 48 anni di Regionalismo hanno ingrippato l’economia e il loro effetto è sotto gli occhi di tuuti
Martedì 31 Luglio 2018, 13:10
Terme Euganee, questo è giusto. Orribile invece è stato imporre ai tre paesi da sempre euganei: Megliadino San Fidenzio, Saletto, Santa Margherita d’Adige , da millenni euganei, il nomignolo alieno del 1970 "Veneto". Una cosa da rettificare al più presto, secondo il volere della stessa popolazione
Martedì 31 Luglio 2018, 11:46
Certo che sono molti gli studenti dell'università euganea di Padova che vanno altrove, è ovvio avendo un'ottima preparazione. È sempre stato così fin dal 1100. (Nota: Padova euganea c'entra con il cosiddetto "Veneto" del 1970, come i cavoli a merenda. Padova è, era e sarà sempre e soltanto euganea!)