Cristiano Bernini

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Domenica 6 Gennaio 2019, 18:05
Dalla social card sperimentale al reddito di cittadinanza, siete pronti? Ormai ci siamo, da aprile il Reddito di Cittadinanza sarà riconosciuto a 1,4 milioni di famiglie. Almeno questo è quello che dice Gigiobello Navigator, ma davvero gli dobbiamo credere? Forse, più realisticamente, dovremmo credere che da aprile circa un paio di milioni di famiglie proveranno a far domanda per accedere al Reddito di Cittadinanza e, se saranno in possesso dei requisiti previsti dalla legge, forse, e non si sa quando, saranno ammessi ai benefici previsti dalla misura. Il Reddito di Cittadinanza è il Reddito di Inclusione (REI) rivisto e corretto, che è stato preceduto dal Sostegno per l’Inclusione Attiva (SIA), figlio della Social Card Sperimentale attuata nelle 12 città più grandi d’Italia. Social Card Sperimentale, Sostegno per l’Inclusione Attiva e Reddito d’Inclusione una successione di fallimenti e di problemi che si sono accumulati nel tempo e che ancora non si riesce a risolvere. Cercare nel web per credere. Per scoprire i problemi cui andrà incontro il Reddito di cittadinanza, dovrebbero bastare le testimonianze riportate nei gruppi facebook dei beneficiari SIA REI. Sono pieni di soprese. Per esempio, c’è un sacco di gente, che pur essendo in possesso dei requisiti, aspetta i soldi da mesi, perchè in qualche archivio della pubblica amministrazione un componente del nucleo familiare risulta occupato, anche se è disoccupato da anni. Il fatto è che il datore di lavoro a suo tempo non ha fatto le dovute comunicazioni e poi è morto, e mo come facciamo? Nessuno dei cervelloni che studiano queste misure ci aveva pensato. Poi ci sono quelli che aspettano la trasformazione del SIA in REI da maggio, da giugno, da luglio, da agosto, eccetera, ma la procedura informatica per la gestione della trasformazione è complessa e non è ancora pronta, perciò le richieste di trasformazione sono ancora in fase di lavorazione. Ogni tanto, in realtà, qualche domanda di trasformazione viene accolta con successo e fa incazzare ancora di più quelli che ancora aspettano. Poi ci sono quelli a cui l’importo del beneficio economico viene calcolato a naso. Il beneficio economico REI dipende da una serie di fattori, in particolare dal numero dei componenti del nucleo familiare e dalla percezione di una determinata categoria di trattamenti assistenziali. Ebbene, ancora non si riesce a far comunicare le relative banche dati informatiche, perciò dall’importo massimo del REI non viene sottratto quanto dovuto. Se tutto andrà bene, forse sarà fatta una verifica alla fine (Di cosa? Quando? Alla fine dei tempi?) e forse sarà sottratto l’importo erogato indebitamente. Meritano una particolare attenzione i famosi progetti personalizzati di presa in carico, il pezzo forte delle misure in questione, lo strumento che dovrebbe aiutare le famiglie a uscire dalla condizione di estremo bisogno. I beneficiari del SIA e del REI dovevano sottoscrivere i progetti di presa in carico per non perdere il diritto al beneficio economico. Anche in questo caso, nonostante la buona volontà degli assistenti sociali, troppe volte il famoso progetto si è rivelato una triste delusione, un misero pezzo di carta fatto sottoscrivere in fretta in furia per evitare la sospensione del beneficio economico. All’avvicinarsi delle scadenze previste per la sottoscrizione dei progetti, quando il pericolo della sospensione del beneficio economico diventava sempre più concreto, un sacco di uffici dei servizi sociali sono stati presi d’assalto dai beneficiari del SIA e del REI, e gli assistenti sociali, sotto minaccia, per non mettere a rischio la propria incolumità, si sono affrettati a far sottoscrivere progetti in bianco. Le brutte sorprese non sono mancate neanche a molti dei beneficiari che hanno sottoscritto i progetti per tempo. Sì, infatti non sono mai stati chiamati per dare attuazione alle azioni previste dal progetto personalizzato, perchè il Comune interessato non aveva risorse, personale e soldi, per fare quanto promesso. E i beneficiari, poverini, ci sono rimasti male, ci credevano davvero che non avrebbero più dovuto chiedere l’elemosina allo Stato perchè il progetto gli avrebbe aiutati a trovare un lavoro. Il Reddito di Cittadinanza prevede offerte di lavoro a svariate centinaia di chilometri di distanza da casa, ma Gigiobello Navigator sa che se un beneficiario SIA o REI cambia residenza da un Comune all’altro, gli uffici delle amministrazioni comunali vanno in crisi perchè non esiste una procedura informatica che consente la gestione di tale complicatissimo evento. Venghino signori venghino, il Reddito di Cittadinanza è pronto, le misure diventano sempre più complesse, i problemi si sono accumulati e si sono moltiplicati di anno in anno, fino a diventare un caos calmo da tenere nascosto sotto un tappeto ormai alto come una montagna. Ci sono migliaia di testimonianze nel web che potrebbero raccontare tanto altro ancora. Basterebbe prendersi il fastidio di navigare fra i vari gruppi facebook SIA e REI, leggere i commenti dei beneficiari che si sono accumulati negli anni, come i problemi e i disservizi, e fare qualche domanda ai soggetti in questione. Telefonando ai referenti SIA e REI delle grandi città, chessò Napoli, Palermo, Torino o Venezia, se ne scoprirebbero delle belle. Chissà, se qualcuno avesse un pò di buona volontà, potrebbe verificare se, in tutti questi anni, fra un disservizio e l’altro, qualche dirigente ha provocato un pochino di danno erariale. Magari qualcun’altro, sempre armato di un pò di buona volontà, potrebbe provare a fare un class action contro la pubblica amministrazione per violazione degli standard qualitativi ed economici, oppure qualche beneficiario in possesso dei requisiti per godere del REI potrebbe provare a chiedere il risarcimento danno per il mancato rispetto dei tempi previsti per la conclusione del procedimento amministrativo, tempi ormai scaduti da mesi. Social Card Sperimentale, Sostegno per l’Inclusione Attiva, Reddito d’Inclusione e adesso Reddito di Cittadinanza, ce n’è già abbastanza per regalare un sacco di sgooob, come avrebbe detto Biscardi, alle Iene, alla televisione del dolore di Barbara D’Urso, e anche per richiamare l’attenzione di Ilaria D’Amico, ormai alle prese solo con i milionari del pallone. Ilaria, che agli albori della Carta Acquisti sollevò un polverene per le tesserine di pagamento elettronico stampate da Poste Italiane, potrebbe fare un’edizione speciale di EXIT e dare una lezione di giornalismo verità a Report e alla Gabanelli. E poi si potrebbe fare una soap opera. Si potrebbe intitolare Reddito e nuvole, sottotitolo, la faccia sempre più triste dell’Italia e il vento suona la sua armonica che voglia di piangere ho… Altro che un Posto al sole Ma davvero nessuno si accorge di niente? Ma davvero Gigiobello Navigator si deve preoccupare? Ma dai, siamo seri, siamo in Italia, non facciamo i pignoli. Il Reddito di Cittadinanza andrà come i suoi predecessori, una schifezza, un altro fallimento, tutto come prima, peggio di prima. La storia insegna. E come la storia insegna nessuno si sognerà di fare niente. Un tempo si diceva, fatta la legge trovato l’inganno. Oggi si dice, fatta la legge e chissenefrega, famo come ce pare… Manco il fastidio di pensare all’inganno…