Sanremo 2020, Georgina Rodriguez chiede 140 mila euro: ecco i cachet delle altre conduttrici

Giovedì 23 Gennaio 2020 di Ilaria Ravarino

«Volevi solo soldi», cantava Mahmood l'anno scorso, vincendo Sanremo con un brano che si sarebbe rivelato profetico. È infatti una questione di soldi a impallare in queste ore la macchina del Festival: precisamente il cachet richiesto dalla modella e influencer argentina Georgina Rodriguez, 26 anni (li compie il 27 gennaio), 140 mila euro per partecipare come co-conduttrice alla terza serata di Sanremo.

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IL MERCATO
Una cifra persino discreta, se paragonata al valore sul mercato del brand Rodriguez, compagna del calciatore Cristiano Ronaldo e considerata la wag (acronimo che indica sui social le fidanzate degli sportivi) più popolare su Instagram. Se il valore di un suo singolo post si aggira sui 10 mila euro, è scontato che per condurre una serata possibilmente con il fidanzato in platea, un passo indietro - ne chieda dieci volte tanto. Troppi secondo la Rai, e certamente troppi rispetto alle colleghe: Clerici viaggerebbe secondo quanto rivelato su Facebook dal Consigliere di Vigilanza Rai Michele Anzaldi - sui 50 mila euro, la giornalista Rula Jebreal, col suo intervento «slegato dalla politica ha precisato ieri la Rai - sulla violenza contro le donne», si assesterebbe sui 25 mila, mentre alle due giornaliste interne all'azienda, Emma D'Aquino e Laura Chimenti, spetterebbe solo il rimborso spese. Come se stessero svolgendo le normali funzioni per il Tg1. Mentre sul versante ospiti dopo l'abbandono di Bellucci si cerca l'accordo con la ricca influencer, su quello dei big imperversano Myss Keta, criticata per l'eccesso di presenzialismo (presenterà l'Altro Festival e sarà in duetto con Lamborghini), e Junior Cally, ancora sorvegliato speciale per il curriculum misogino.

PROVE CONFERMATE
Per il cantante, al momento, nessuno stop. Il management non ha ricevuto alcuna diffida, e le prove del brano No grazie si svolgeranno come previsto questa domenica. Contro la sua partecipazione si sono fatti sentire in tanti anche ieri: dalla minaccia, poi rientrata, di class action contro la Rai, avanzata dalla Rete per la Parità, al boicottaggio annunciato dalla Cisl del Friuli Venezia Giulia (hashtag #iononguardosanremo), passando per le dichiarazioni della consigliera di parità della Regione Toscana Maria Grazia Maestrelli («Sarebbe bene aggiustare il tiro sull'immagine della donna, prima che sia troppo tardi») fino al garante dell'Infanzia del Lazio, Jacopo Marzetti, che raccomanda alla Rai di «la piena tutela dei minori». Velenoso Claudio Lippi: «Io le donne le faccio andare avanti, non indietro». Contraria Ornella Vanoni: «Quella musica è terribile e oscena». Coro di no trasversali della politica, dalla senatrice Pd Valeria Valente al deputato Fdi Federico Mollicone. Fuori dal coro, Roberto Giachetti di Italia Viva e l'ex direttore di Canale 5 e sindaco di Bergamo Giorgio Gori: «Da quando in qua l'arte si giudica con la morale?».

I COLLEGHI
La polemica rimbalza anche tra i colleghi cantanti, con J-Ax che ricorda «quando Eminem, strapagato, diceva cose ben più pesanti. Se volete il rap poi non vi lamentate», e le Vibrazioni: «Un artista è libero di fare quello che vuole. Lo avete scelto per il Festival? Dovete tenerlo. Sarà il pubblico a giudicare». Meno scontato il giudizio possibilista del premier Giuseppe Conte: «Si dia la possibilità a tutti di parlare in piena serenità. Non farei polemiche pregiudiziali».

Ultimo aggiornamento: 24 Gennaio, 10:48 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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