Mirko Scarcella, chi è il (finto) guru di Instagram. Vacchi: «Era solo il mio assistente»

Martedì 13 Ottobre 2020

Si faceva pagare 347 euro per una business call, offriva consulenze one to one a 5mila euro, organizzava videocorsi a gettone. Il tutto per diventare famosi su Instagram, macinare follower e (almeno così prometteva) guadagnare. Italia 1 ha proposto «La leggenda del guru di Instagram: Do you know Mirko Scarcella?», uno speciale delle Iene dedicato a Mirko Scarcella, uno specialista dei social network, di Instagram in particolare. Nel suo curriculum, o almeno in quello sbandierato dai giornali, vanta collaborazioni con influencer del calibro di Gianluca Vacchi, Cristiano Ronaldo, le sorelle Kardashian o Donald Trump. Collaborazioni nate dalla sua capacità di decifrare la formula del successo su Instagram, un algoritmo che nel tempo ha offerto in cambio di bonifici da migliaia di euro anche a chi è ben lontano dal successo di queste celebrity. Algoritmo che in realtà - stando a quanto raccontato dalle Iene - non esiste. 

 

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«L’aspetto inquietante — racconta Zama — è che grazie alle tantissime segnalazioni che ci sono arrivate abbiamo scoperto un mondo — lo abbiamo chiamato GuruLandia — pieno di gente che su Instagram, TikTok e YouTube sostiene di avere delle tecniche miracolose per arrivare al successo, che si dice pronta a rivelare il segreto per diventare milionari. E già qui c’è qualcosa di strano: perché uno ti dovrebbe rivelare il suo segreto? La Coca Cola si tiene stretto il suo, Bill Gates non ha svelato come funzionava il sistema operativo Dos di Microsoft. Nessuno ha interesse a condividere certi supposti trucchi, se uno ha i numeri vincenti della lotteria se li tiene per sé». «Del resto — riflette ancora Zama — Instagram ha rivoluzionato la società, è diventato un mercato pubblicitario da 20 miliardi di dollari, c’è chi lo usa per guardare i balletti di Vacchi o il corpo di Belén, ma è uno dei business del nostro tempo, perché questo mi affascina raccontarne le storture».

 

Tra le testimonianze raccolte da Gaston Zama c’è proprio quella di Gianluca Vacchi: «Io sono sempre stato zitto, sempre in silenzio in questi due anni perché mi interessava fino a un certo punto. Poi però l’idea che Scarcella usi il mio nome per fare delle cose che non sono eticamente corrette… allora forse è meglio che parli». Vacchi spiega che Scarcella gli faceva semplicemente da assistente: «Ha reso possibili delle mie idee su come intrattenere la gente. Una sorta di assistenza nella materializzazione delle mie follie. Alla fine sono io che decido di salutarlo cortesemente perché mi sono reso conto che aveva una attitudine e una modalità comportamentale che con me non aveva niente a che vedere». 

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