Gf Vip, il dramma di Kabir Bedi: «Mio figlio si è tolto la vita. Non sono riuscito a salvarlo»

«Non sentitevi in colpa è il mio modo di prendere il controllo e per quanto può sembrarvi strano me ne andrò felice e non triste», con queste parole Siddharth ha salutato per sempre i suoi genitori

Venerdì 28 Gennaio 2022
Gf Vip, il dramma di Kabir: «Mio figlio si è tolto la vita. Non sono riuscito a salvarlo»

Tutti lo conoscono come Sandokan, l'uomo dalle sfide impossibili, ma molti non sanno la vera vita di Kabir Bedi. Il nuovo vippone ha un vissuto difficile segnato soprattutto dalla perdita di un figlio. Stasera Alfonso Signorini vuole aprire questa pagina di vita al Gf Vip. Quattro matrimoni alle spalle. Il primo con Protima nel 1968, lei era una ballerina bellissima e dal loro amore sono nati due bambini. Siddhart era un ragazzo speciale «era un genio mentalmente era laureato in informatica con il massimo dei voti» così inizia a parlarne Kabir. «Molto timido e sendibile ma sempre molto considerato dagli altri, molto legato alla mamma e per me aveva un grande rispetto».

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Gf Vip, il dramma di Kabir

Ma dopo la laurea per il ragazzo è iniziata una profonda sofferenza. Lo ha raccontato in questi giorni ai suoi compagni. «Si è tolto la vita. Ho perso un figlio che era molto speciale era un genio». Ne ha parlato con Kabir il ragazzo ma nulla è cambiato. «Me ne ha parlato gli ultimi mesi, ma io non sono riuscito a salvarlo. Mi sono sentito impotente perchè non riuscivo a convincerlo a lottare per vivere».

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Il biglietto di addio

Ripensa spesso a un biglietto che il ragazzo gli ha lasciato: 

«Bene questo è quanto per favore non sentitevi in colpa è il mio modo di prendere il controllo e per quanto può sembrarvi strano me ne andrò felice e non triste, se ci sarà una seconda possibilità»

Kabir trattiene a fatica le lacrime: «Le persone che cercano di aiutare gente con queste problematiche non si rendono conto che è difficile aiutarli perchè non sono più loro». La schizzofrenia è la malattia di cui ha sofferto il figlio di Kabir. «Adesso le medicine sono meglio di allora, c'è speranza le medicine ora sono molto meglio»

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Il sogno dell'ex Sandokan

Non puè esserci un dolore più grande della perdita di un figlio per un genitore spiega l'ex Sandokan, ma la speranza non può finire. «Io quando ero a Gerusalemme stavo in un hotel storico e mentre dormivo ho fatto un sogno in cui camminavo sotto un cielo rosso e sulla terra il colore era viola improvvisamente mi sono svegliato e ho visto due forme sopra a me che stanno come fazzoletti luminose che ballavano sopra me e io non ho avuto paura e poi le figure si sono spostate e sono andate fuori dalle finestre sono andata incontro a loro e di fronte a me c'era Gerusalemme sotto la nebbia ma l'immagine era come se fossimo arrivati a 2000 anni fa. Non c'era traccia di modernità. Era una visione magica e queste forme mi hanno portato su questa visione e mi hanno dato una grande forza. Gerusalemme è sacra. Sono convinto che esiste una vita oltre questa terrena»

Ultimo aggiornamento: 30 Gennaio, 10:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA