TikTok contro le sfide estreme ma per il social: «Molte sono bufale»

Indagine globale su oltre 10mila persone:, lo 0,3% dei ragazzi si è messo in pericolo

Mercoledì 17 Novembre 2021
TikTok contro le sfide estreme ma per il social: «Molte sono bufale»

TikTok ha voluto indagare il mondo delle sfide che nascono all'interno della sua piattaforma, spesso rese virali da milioni di iscritti e considerate pericolose. Come da indagine, molte challenge si sono rivelate delle vere e proprie bufale, prive di riscontri reali. La società ha commissionato una ricerca globale, su oltre 10 mila persone (adolescenti, genitori ed educatori) anche italiani, per capire come i ragazzi si pongono nei confronti delle sfide.

Secondo i risultati dell'agenzia indipendente Praesidio Safeguarding, lo 0,3% degli utenti intervistati, tra i 13 e i 19 anni, ha dichiarato di aver preso parte ad una sfida che considerava pericolosa. Per quasi la metà (48%), le sfide individuate sull'app sono state percepite come sicure e divertenti; al 32% è stato associato un certo rischio, ma ancora basso; il 14% è stato descritto come rischioso e pericoloso. Soltanto il 3% è stato definito molto pericoloso, con lo 0,3% che ha preso effettivamente parte alle prove, da postare in diretta.

Dalla ricerca è inoltre emerso che, prima di parteciparvi, gli adolescenti utilizzano una serie di metodi per comprendere i rischi delle challenge online: guardare video di altri partecipanti, leggere i commenti e parlarne con gli amici. Circa la metà (46%) ha dichiarato di volere «maggiore disponibilità di informazioni valide sui rischi» e «sulle attività estreme». Grazie ad un gruppo di decine di esperti di sicurezza, TikTok e Praesidio affermano che molte delle challenge di cui si è parlato in passato, sono bufale.

«Tra queste, includiamo Galindo, Blue Whale e Momo. Le sfide bufala propagano un'informazione falsa, su un soggetto malintenzionato che spinge i bambini a svolgere una serie di attività dannose, che terminano con atti di autolesionismo o suicidio. In realtà, sono storie costruite per diffondere e perpetuare la paura e l'ansia, senza alcun elemento autentico di partecipazione». 

 

Uno tra i principali riscontri del report è che adolescenti, genitori ed educatori sentono quindi la necessità di una migliore informazione sulle challenge e i contenuti ingannevoli e per questo TikTok ha annunciato di introdurre una nuova pagina sulla sicurezza, in grado di fornire indicazioni sulle bufale e sulle sfide pericolose in corso sull'app, con dei consigli per far valutare ai ragazzi il livello di rischio. Verranno inaugurati dei messaggi per indirizzare gli utenti a delle "risorse educative" e verrà implementato il sistema di moderazione dei contenuti per intercettare meglio il dirottamento degli hashtag su usi impropri. Non è stato detto quando questi cambiamenti entreranno in funzione.

L'operazione arriva a quasi due mesi dallo scandalo che ha travolto Facebook. Il social è stato accusato di non aver condiviso con il pubblico il risultato delle sue indagini sugli effetti di Instagram sugli adolescenti. La scoperta si deve al Wall Street Journal, che ha ricevuto il plico di documenti riservati dalla gola profonda ed ex dipendente Francis Haugen (i Facebook Files a cui poi si sono aggiunti i Facebook Papers). Facebook, oggi Meta, si è limitato a minimizzare l'importanza dei dati trapelati e l'incidenza negativa dell'app. 

I dati presentati da Praesidium e TikTok dovrebbero servire "a educare" adolescenti, genitori e insegnanti nel prevenire che i giovani cadano vittima di sfide pericolose o bufale altrettanto rischiose: un tipo di contenuti che gli algoritmi delle piattaforme mandano in tendenza: come ad esempio la challenge delle casse del latte, che consiste nell'impilarle e cercare si scalarle: le cadute possono portare a ferite e fratture anche gravi. Del secondo tipo ci sono la Blue Whale o Momo. Queste sfide macabre chiedono o provocano nello spettatore una risposta pericolosa - anche solo per scaramanzia - e possono spingere i ragazzi a tentare pratiche autolesioniste o addirittura, in rari casi, il suicidio.  Nella ricerca si legge che è parte della crescita cercare di misurarsi con situazioni di stress per vedere se si esce vincitori, ma è bene fornire ai giovanissimi delle alternative più sane per cimentarsi con i propri limiti. Lo studio propone alcune strategie di dialogo tra genitori, figli e insegnanti. 

«La ricerca si concentra su forme di prevenzione esterne alla piattaforma, come associazioni e programmi educativi per insegnanti e studenti, seguendo una tradizione di scarico di responsabilità sull'utente e la società e non sul servizio» critica il blog Mashable, analizzando la ricerca di TikTok. «Poi però TikTok anticipa la critica sottolineando come "questo ruolo di rinforzo tocchi a noi". Non c'è dubbio che l'incontro sia tutt'altro che disinteressato e abbia come scopo finale il miglioramento dell'immagine della piattaforma. Accusata in passato proprio di esporre i minori a video pericolosi». 

Ultimo aggiornamento: 13:24 © RIPRODUZIONE RISERVATA