Marte, sonda cinese Tianwen-1 arrivata mentre l'europea Exomars scopre tracce di sale marino nell'atmosfera

Mercoledì 10 Febbraio 2021
Marte, sonda cinese Tianwen-1 arrivata in orbita: tra pochi mesi lo sbarco

Dopo l'arrivo della sonda Hope, oggi anche la sonda cinese Tianwen-1 ha raggiunto l'orbita di Marte, al termine di un viaggio durato quasi sette mesi dal lancio. In particolare l'agenzia China National Space Administration (Cnsa), alle 19:52 (fuso orario di Pechino) è stato acceso un motore 3000N per far decelerare la sonda, che comprende un modulo orbitante, uno di atterraggio lander e un rover. Nel giro di un quarto d'ora la sonda ha rallentato quel tanto che bastava perché la gravità del Pianeta Rosso la catturasse nella sua orbita ellittica. Orbita che - nel punto più vicino al suolo marziano - la distanza è di circa 400 chilometri dall'orbita.

Il viaggio

Il modulo Tianwen-1 ha viaggiato nello spazio per 202 giorni e ha effettuato quattro correzioni orbitali e una manovra nello spazio profondo. Sono 475 milioni i chilometri che ha percorso e si trovava a 192 milioni di chilometri dalla Terra nel momento in cui ha raggiunto l'orbita di Marte. Una delle strutture principali che servono per ricevere i dati scientifici inviati dalla sonda è un radiotelescopio orientabile con un'antenna di 70 metri di diametro nel distretto di Wuqing della città di Tianjin, nel nord della Cina. Il ritardo unidirezionale di comunicazione è di circa 10,7 minuti. La sonda adesso praticherà alcune correzioni orbitali multiple al fine di entrare in un'orbita temporanea per sostare su Marte, esaminando potenziali siti di atterraggio in preparazione alla discesa, che avverrà presumibilmente tra i mesi di maggio o giugno.

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Gli obiettivi

L'agenzia cinese Cnsa, nel frattempo, fa sapere che Tianwen-1 impiegherà circa 10 giorni terrestri per completare un giro completo attorno al pianeta: un risultato che segna il completamento da parte della Cina di un passo chiave nel suo attuale programma di esplorazione di Marte, progettato per completare - oltre alla missione orbitale - anche l'atterraggio e la ricognizione sul suolo. Dopo essere entrato nell'orbita di Marte i carichi che sono a bordo del modulo - tra cui le telecamere e diversi analizzatori di particelle - hanno iniziato ad operare. Tianwen-1 è stato lanciato tramite un razzo Long March-5, che è il più grande veicolo di lancio cinese, dal sito di lancio spaziale di Wenchang sulla costa della provincia dello Hainan, in Cina, lo scorso 23 luglio.

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Sale Marino

Mai visto insomma tanto 'traffico' su Marte: la sfida è lanciata agli Stati Uniti, che il 18 febbraio, con la missione Mars 2020, proveranno a posare sulla superficie del pianeta il loro quinto rover, Perseverance, con l'obiettivo di riportare i primi campioni sulla Terra entro il 2031. L'Europa, che sembrava destinata a rimanere alla finestra dopo il rinvio della sua nuova missione su Marte a causa di ritardi tecnici, torna invece a far sentire la sua voce con due importanti scoperte che gettano nuova luce sull'atmosfera del pianeta e i suoi cambiamenti climatici.

Entrambe pubblicate sulla rivista Science Advances, portano la firma della sonda Tgo (Trace Gas Orbiter) di ExoMars, la missione congiunta dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa) e della russa Roscosmos già in orbita da oltre tre anni. I suoi strumenti hanno permesso di rilevare la presenza di un gas mai visto prima nell'atmosfera di Marte: è il cloruro di idrogeno (HCl), probabilmente dovuto al sale marino fissato nella superficie polverosa del pianeta e liberato in aria durante la stagione calda. «Questo è il primo rilevamento di gas alogeno nell'atmosfera marziana e rappresenta un nuovo ciclo chimico da studiare», afferma Kevin Olsen dell'Università di Oxford.

Il suo team ha individuato il gas per la prima volta durante la tempesta di polvere nel 2018, osservandola comparire contemporaneamente sia nell'emisfero nord che in quello sud, e ha poi testimoniato la sua rapida sparizione al termine del periodo polveroso. Il gruppo sta già esaminando i dati raccolti durante la successiva stagione polverosa dove l'HC1 sembra già crescere di nuovo.

La sonda Tgo ha permesso inoltre di «esplorare l'atmosfera in 3D», sottolinea Ann Carine Vandaele, responsabile dello strumento Nomad che ha studiato i movimenti del vapore acqueo e dell'acqua 'semi-pesantè (dove un atomo di idrogeno è sostituito da un atomo di deuterio, una forma di idrogeno con un neutrone in più).

I dati dimostrano che «Marte ha perso gran parte della sua acqua originaria, probabilmente a causa di meccanismi di trasporto ad alta quota come quelli osservati da Nomad, dove la molecola viene poi disgregata dai raggi ultravioletti solari e dispersa nello spazio», spiega Giancarlo Bellucci, ricercatore dell'Istituto nazionale di astrofisica (Inaf ) e a capo del team scientifico italiano dello strumento Nomad.

«Questi risultati - continua Bellucci - sono stati ottenuti grazie all'importante contributo dell'Agenzia spaziale italiana che ha supportato anche il gruppo italiano coinvolto nelle attività scientifiche dello strumento Nomad». I dati di ExoMars raccolti tra aprile 2018 e aprile 2019 hanno anche mostrato tre situazioni che hanno accelerato la perdita di acqua dall'atmosfera: la grande tempesta di polvere del 2018 che ha spazzato tutto il pianeta, una breve ma intensa tempesta regionale nel gennaio 2019 e il rilascio di acqua dalla calotta polare sud durante i mesi estivi legati al cambiamento stagionale. Di particolare rilievo è un pennacchio di vapore acqueo ben evidente durante l'estate nell'emisfero meridionale di Marte, che potrebbe immettere vapore d'acqua negli strati superiori dell'atmosfera marziana con cadenza sia stagionale che annuale.

Ultimo aggiornamento: 20:55 © RIPRODUZIONE RISERVATA