Mercurio, dalla sonda BepiColombo le prime stupefacenti foto ad alta tecnologia made in Italy. Guarda il viaggio di 9 miliardi di km. Video

La sonda europea e giapponese ha impiegato tre anni per raggiungere il pianeta più vicino al Sole

Sabato 2 Ottobre 2021 di Paolo Ricci Bitti
Mercurio, le prime stupefacenti foto della sonda BepiColombo ad alta tecnologia made in Italy. Un viaggio di 9 miliardi di km. Video

Le prime foto di Mercurio sono risultate un po' sovraesposte, le successive invece, con il cratere Calvino lì in primo piano, sono perfettamente a fuoco. Del resto gli apparati fotografici della sonda BepiColombo si sono trovati a scattare a soli 70 milioni di chilomentri dal Sole, da cui la Terra dista tre volte tanto. I milioni e anche i miliardi di chilometri si sprecano nel viaggio avventuroso della sonda che nella notte ci ha inviato immagini che hanno viaggiato per oltre 100 milioni di chilometri prima di essere "scaricabili" scatenando non poche emozioni soprattutto in chi, in Italia e in Giappone, da dieci anni lavora a questa impresa. Nessuna sonda si era mai avvicinata tanto a  Mercurio, 199 chilometri appena.

La sonda BepiColombo, nata dalla collaborazione tra l'Agenzia spaziale europea (Esa) e quella giapponese (Jaxa) con un importante contributo italiano da parte di Agenzia Spaziale Italiana (Asi), Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e Sapienza Università di Roma. La foto, che mostra una zona del pianeta costellata da crateri, è stata scattata dalla sonda quanto questa si trovava alla distanza di 2.428 chilometri, ossia poco dopo il passaggio ravvicinato che era avvenuto alla distanza di 199 chilometri. L'immagine inquadra la regione dell'emisfero settentrionale del pianeta chiamata Sihtu Planitia, nella quale un'area più illuminata circonda il cratere Calvino.

Giuseppe "Bepi" Colombo, padovano scomparso nel 1984, è stato matematico, fisico, astronomo e ingegnere nonché docente dell'ateneo padovano. Suoi gli studi che hanno permesso di chiarire la rotazione e la rivoluzione di Mercurio. La Nasa gli ha conferito la medaglia d'oro per il suo contributo alle missioni Mariner. La Mariner 10 è stata la prima, nel 1974-1975 a raggiungere il pianeta, seguita poi dalla sonda Messenger, sempre americana, in orbita attorno al pianeta il 18 marzo 2011 dopo averlo sorvolato tre volte fra il 2008  e il 2009.

Lo straordinario viaggio verso Mercurio

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Come ricorda l'Esa, Mercurio dista almeno 70 milioni di chilometri della Terra nel suo punto più vicino e ha un diametro di 5mila chilometri, appena più grande, insomma, della Luna: essendo il più vicino al Sole, registra temperature che vanno da + 430° a - 173°. Una discreta escursione termica. Per poter sorvolare la sua crosta di lava butterata di crateri in modo da poterne studiare agevolmente la superficie, non basta raggiungerlo e sfrecciare oltre come fece nel 1974 la sonda Mariner 10 dopo un viaggio duranto un anno.

 

 

 

La sonda BepiColombo ci ha messo tre anni, ma così potrà installarsi a lungo nell'orbita di Mercurio dopo avere percorso 9 miliardi di chilometri con un tragitto che ha compreso anche numerosi flyby (orbite) attorno alla Terra e a Venere per sfruttare l'effetto fionda che l'ha aiutata a raggiungere la strabiliante velocità di 194.400 chilometri l'ora. Ora invece ha rallentato e si è fatta catturare dolcemente dalla lieve forza di gravità di Mercurio iniziando a studiarlo grazie a una complessa parure di strumenti.

 

La sonda, frutto della collaborazione tra Agenzia Spaziale Europea (Esa) e Agenzia spaziale giapponese (Jaxa), ha raggiunto il pianeta nella notte tra il primo e il 2 ottobre, alle 1.23 ora italiana nel giorno del 101° anniversario del compleanno dello scienziato Giuseppe Colombo, che ha ispirato il nome della missione.

Paolo Ricci Bitti

La sonda ha sorvolato il pianeta più vicino al Sole a un'altitudine di circa 200 chilometri, catturando immagini e dati scientifici che forniranno agli scienziati un primo assaggio di ciò che accadrà nel corso della missione principale, il cui inizio è previsto per il 2025. BepiColombo vanta una importante presenza dell'Italia che, grazie al supporto e gestione dell'Agenzia Spaziale Italiana (Asi) in collaborazione con l'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e la Sapienza Università di Roma, ha realizzato con l'industria nazionale 4 dei 16 strumenti ed esperimenti a bordo.

 

 

 

 

Partita il 20 ottobre 2018 con un razzo Ariane 5 dalla base spaziale europea di Kourou, in Guyana Francese, la missione si compone di due orbiter: l'europea Mercury Planetary Orbiter (Mpo) e la giapponese Mercury Magnetospheric Orbiter (Mmo), che viaggiano a bordo di un modulo trasportatore, il Mercury Transfer Module (Mtm). Gli orbiter saranno rilasciati in orbite complementari attorno al pianeta e indagheranno tutti gli aspetti di Mercurio, dal suo nucleo al campo magnetico e gravitazionale, all'esosfera, per comprendere al meglio l'origine e l'evoluzione del pianeta più vicino al Sole.

La sonda, nel suo viaggio di avvicinamento a Mercurio, ha effettuato un flyby attorno alla Terra e due attorno a Venere. Il viaggio proseguirà con sei sorvoli attorno a Mercurio prima di effettuare le manovre di frenata e posizionamento orbitale. Durante il primo flyby di Mercurio, BepiColombo ha sorvolato il pianeta nel lato notturno e ha scattato immagini attraverso due delle tre telecamere di bordo, circa cinque minuti prima del sorvolo ravvicinato e fino a quattro ore dopo. 

 

 

Mercurio ha una superficie fortemente craterizzata, a causa dei numerosi impatti di asteroidi che hanno contrassegnato il suo passato. Mappare e analizzare la composizione superficiale del pianeta aiuterà gli scienziati a comprendere meglio la sua formazione ed evoluzione. Anche la scienza che riguarda il complesso ambiente esosferico/magnetosferico e le sue interazioni con la superficie del pianeta e il vento solare è di grandissimo interesse. Le condizioni estreme di Mercurio si esprimono in una dinamica magnetosferica molto più veloce di quella terrestre e pertanto i relativi fenomeni di «space weather» sono molto più violenti.

 

L'esperimento di radio scienza contribuirà poi in maniera fondamentale sia alla determinazione della struttura interna del pianeta, attraverso la misura del suo campo gravitazionale e della sua obliquità, sia a condurre test di relatività generale attraverso la misura della deflessione del segnale radio causata dal Sole. Un numeroso team scientifico italiano è già al lavoro da tempo per predisporre la modellistica e l'analisi degli importanti dati che saranno raccolti dalla missione BepiColombo.

 

Riproduzioni artistiche della sonda Bepi Colombo

 

La partecipazione di Leonardo, Thales Alenia Space e Telespazio

 

Thales Alenia Space in Italia è parte del Core Team, guidato da Airbus Defence & Space, e coordina un team industriale di 35 aziende europee nell’ambito del suo work package. In particolare è responsabile dei sistemi di telecomunicazione, controllo termico, distribuzione potenza elettrica, della integrazione e delle prove del satellite completo oltre che del supporto alla campagna di lancio.

L’azienda, inoltre, sviluppa direttamente il trasponditore in banda X e Ka, il computer di bordo, la memoria di massa, l’antenna ad alto guadagno e, per l’Agenzia Spaziale italiana, il Ka-band Transponder dell’esperimento MORE e l’accelerometro ISA.
 

Divisione Elettronica
 

La Divisione Elettronica di Leonardo è coinvolta con il sensore d'assetto AA-STR e lo strumento SIMBIO-Sys (Spectrometers and Imagers for MPO BepiColombo Integrated Observatory System). SIMBIO-Sys è composto da tre strumenti in uno: una camera ad alta risoluzione per lo studio dettagliato della topografia di Mercurio, una stereocamera per la ricostruzione in 3D di tutta la sua superficie ed una camera iperspettrale dedicata allo studio della composizione chimico-fisica del pianeta. Si tratta di uno strumento molto complesso, che sarà responsabile per il 50% dell’intero archivio dati che varrà raccolto dalla missione.

Telespazio
 

Telespazio, attraverso la controllata Telespazio VEGA Deutschland, sviluppa alcuni importanti sistemi per il segmento di terra della missione - tra questi il sistema di pianificazione, il simulatore operativo e l'infrastruttura di informazione e comunicazione - ed è coinvolta nelle operazioni di missione di BepiColombo per la stazione di terra, i veicoli spaziali e per le dinamiche di volo.

Ultimo aggiornamento: 3 Ottobre, 09:47 © RIPRODUZIONE RISERVATA