Lavoro, il futuro è digitale: la corsa italiana alle competenze

In Europa il nostro Paese è ventesimo

Martedì 17 Maggio 2022 di Marco Barbieri
Lavoro, il futuro è digitale: la corsa italiana alle competenze

Si è a lungo temuto che le tecnologie digitali potessero rubare posti di lavoro. Oggi siamo al paradosso contrario: si stima che ci siano almeno due milioni di nuovi posti di lavoro, in Italia, che rischiano di non essere occupati per la scarsa competenza digitale degli italiani.
Già oggi il 60% delle aziende vuole assumere ma mancano i candidati, almeno in un caso su tre. E i dati dimostrano un preoccupante gap che il nostro Paese fatica a colmare. Se si guarda all'indice europeo Desi (Digital Economy and Society Index) nel 2021 l'Italia si colloca ora al ventesimo posto nell'Ue per quanto riguarda il livello di competenze digitali diffuse tra la popolazione. Solo il 42% delle persone di età compresa tra i 16 e i 74 anni possiede almeno qualche competenza digitale di base (rispetto al 56% nell'Ue). Vuol dire che quasi 2 italiani su 3 non hanno competenze per accedere ai servizi digitali erogati dalla pubblica amministrazione, non sanno fare una transazione bancaria su app, non acquistano un biglietto di treno online. E solo il 22% dispone di competenze digitali superiori a quelle di base (rispetto al 31% nell'Ue). E questo è un dato altrettanto grave: vuol dire che in un mondo in cui la maggior parte delle professioni del futuro si baserà sulla capacità di utilizzare in modo avanzato le nuove tecnologie, molti italiani non saranno in grado di accedervi.

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Dopo la pandemia

Durante la pandemia e i lunghi periodi di lockdown abbiamo acquisito qualche dimestichezza con il commercio elettronico, è vero, ma è ancora poco per poterci considerare dei cittadini (e dei consumatori) digitali. L'emergenza Coronavirus ha mostrato come il digitale e Internet siano stati il pilastro che ha fatto funzionare il Paese e connesso le persone.
Per superare i ritardi e colmare il divario tra l'Italia e gli altri Paesi dell'Ue sono necessari sforzi costanti e un approccio integrato alle politiche in materia di capitale umano, innovazione e competitività delle imprese. Una robusta attuazione delle iniziative intraprese negli ultimi anni e delle misure previste dal piano per la ripresa e la resilienza può rappresentare un importante cambiamento di passo e un'opportunità per promuovere la digitalizzazione in tutto il Paese.
Il Pnrr italiano è il più ampio dell'Ue, per un valore totale di circa 191,5 miliardi di euro. Il 25,1% di tale importo (circa 48 miliardi di euro) è destinato alla transizione digitale. Le riforme e gli investimenti che contribuiscono alla transizione digitale riguardano la trasformazione digitale della pubblica amministrazione e del sistema giudiziario e il rafforzamento del sistema sanitario attraverso le tecnologie digitali, la modernizzazione delle imprese attraverso la diffusione di tecnologie avanzate (Transizione 4.0) e la diffusione della connettività Gigabit in tutto il Paese.
Il Piano si occupa anche dello sviluppo delle competenze digitali, con misure volte a migliorare le competenze digitali di base della popolazione, ad aumentare l'offerta formativa in materia di competenze digitali avanzate, a riqualificare la forza lavoro e a migliorarne le competenze.
C'è bisogno di un'imponente azione di educazione digitale. E lo Stato dovrebbe fare molto, anche se molto stanno facendo i privati. Non mancano le esperienze di corporate school. Una delle più ambiziose è quella costituita da Fastweb, nel 2016: Fastweb Digital Academy, la scuola per le nuove professioni digitali finanziata da Fastweb insieme a Fondazione Cariplo. Nata a Milano sei anni fa nell'ambito di Cariplo Factory, Fastweb Digital Academy si pone l'obiettivo di offrire a giovani e professionisti le conoscenze e gli strumenti per costruire il loro futuro.

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Non solo infrastrutture

L'azione della Fastweb Digital Academy si inserisce e diventa uno dei pilastri principali su cui si poggia Tu Sei Futuro, la nuova visione dell'azienda basata sul perseguimento dei più alti standard di responsabilità sociale e sostenibilità ambientale, oltre che sul rinnovato impegno per lo sviluppo infrastrutturale del Paese. Con la nuova strategia Fastweb si impegna dunque a rendere il futuro sempre più connesso, inclusivo ed ecosostenibile per tutti, supportando la disponibilità e l'utilizzo di reti ultra-performanti, incoraggiando la diffusione sempre più ampia di competenze digitali, coltivando la crescita dei talenti e sostenendo la lotta ai cambiamenti climatici.
Non bastano le infrastrutture materiali e tecnologiche, occorrono le risorse umane che possano farne uso e che possano costruire il futuro proprio e per tutti.

Ultimo aggiornamento: 16:29 © RIPRODUZIONE RISERVATA