Rivoluzione nella pubblica amministrazione: sportello addio, il travet è digital

Mercoledì 15 Dicembre 2021 di Alessandro Sisti
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In linea con il contesto europeo, la Pubblica amministrazione italiana sta vivendo un processo di trasformazione e innovazione dei servizi ai cittadini e alle imprese abilitato dalle tecnologie digitali, in un’ottica di semplificazione e di collaborazione tra tutti gli attori del sistema.

Il Pnrr finanzia infatti più di 40 miliardi di euro di investimenti per la digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo del nostro Paese: poco più del 21% dell’importo totale del piano (191,5 miliardi). Di questi, non meno di 8,8 miliardi sono interamente dedicati alla digitalizzazione della Pubblica amministrazione. Servizi e infrastrutture digitali, migrazione al cloud e connettività in fibra per tutti gli uffici pubblici, scuole, ospedali, cybersecurity: tutti per proteggere gli asset strategici del nostro Paese, i big data dei cittadini italiani. Phygitalizzare, unire i canali di contatto fisici tradizionali (sportello e call center) con quelli digitali (web, mobile, social). La Pa italiana fornirà ai cittadini italiani una esperienza di fruizione dei servizi pubblici (citizen experience) con incontri e contaminazione senza soluzione di continuità tra canali fisico e digitali (la cosiddetta omnicanalità). Dalla didattica supportata dall’e-learning al mondo del lavoro (dove oggi è diventato protagonista lo smart working), alla sanità e alla pubblica sicurezza. I servizi diventano personalizzati, anticipano le esigenze dei cittadini riducendo i tempi e i costi di realizzazione, contribuendo alla creazione di nuovi posti di lavoro. Funzionari pubblici e personale di front end interagiscono con i cittadini, sia a sportello che on-line (web, mobile, social), condividendo il desktop e documenti, con video call e AI Chatbot Messenger, consentendo una esperienza di fruizione dei servizi pubblici fondamentali senza frizione e 24 ore x 7 giorni. È previsto un piano di formazione di tutti i dipendenti pubblici, con circa 500 milioni di euro complessivi di investimento per realizzare piattaforme di e-learning, contenuti specialistici e valutare i progressi fatti nell’acquisizione delle competenze digitali e ICT del personale della pubblica amministrazione.

IL PIANO

 Circa 2 miliardi di euro saranno investiti per sviluppare i servizi digitali partendo dall’esperienza dell’utente (il cosiddetto approccio Citizen centric), basandosi sulla continua misurazione di prestazioni ed il continuo miglioramento dei servizi (sviluppo smart working agile). I servizi sono pensati per venire incontro alle diverse esigenze delle persone e dei singoli territori. Sono fruiti primariamente con smartphone e devono essere accessibili in via esclusiva con sistemi di identità digitale, come la Spid. Le pubbliche amministrazioni devono prediligere l’utilizzo di software con codice aperto e, nel caso di applicativo sviluppato per loro conto, deve essere reso disponibile il codice sorgente. I servizi sono interoperabili by design in modo da poter funzionare in modalità integrata e senza interruzioni in tutto il mercato unico, esponendo le opportune Api (ovvero Application programming interface).

INFRASTRUTTURE E CONNETTIVITÀ

Verrà creato un Polo Strategico Nazionale, razionalizzando gli oltre 11.000 data center delle pubbliche amministrazioni centrali, regionali e periferiche. Il Polo è una sorta di datacenter nazionale della Pa, con elevati livelli di sicurezza, affidabilità ed efficienza energetica. Vi confluiranno gli asset ICT strategici delle amministrazioni centrali, con un piano di migrazione al cloud delle infrastrutture tecnologiche della Pa (1 miliardo di investimenti). Le pubbliche amministrazioni, in fase di definizione di un nuovo progetto e di sviluppo di nuovi servizi, devono adottare primariamente il paradigma del cloud computing: IaaS (Infrastracture as a Service), PaaS (Platform as a Service) e SaaS (Software as a Service).

SICUREZZA

 I servizi digitali devono essere progettati ed erogati in modo sicuro e garantire la protezione dei dati personali e le pubbliche amministrazioni devono evitare di chiedere ai cittadini e alle imprese informazioni già fornite, un unico single sign on con Spid (login per accedere ai servizi di tutte le amministrazioni, regionali e periferiche).

RISOLUZIONE PROBLEMI

Il patrimonio informativo della pubblica amministrazione è un bene fondamentale per lo sviluppo del Paese e deve essere valorizzato e reso disponibile ai cittadini e alle imprese, in forma aperta e interoperabile analisi predittive e intelligenza artificiale (AI) consentono alla PA di risolvere problemi prima che questi causino problemi, con un approccio anticipatorio. Tecnologie di Natural Language Processing (Nlp) e algoritmi machine learning, riconoscimento del linguaggio e delle immagini, permettono alle amministrazioni di predire e anticipare i problemi, piuttosto che reagire ad uno stato di crisi. 

Ultimo aggiornamento: 16 Dicembre, 11:13 © RIPRODUZIONE RISERVATA