Milano, al San Paolo interventi in chirurgia robotica: ai corsi raddoppiano gli studenti

Mercoledì 20 Ottobre 2021 di Claudia Guasco
Milano, al San Paolo interventi in chirurgia robotica: ai corsi raddoppiano gli studenti

Una volta si diceva: più grande è il taglio e più bravo è il chirurgo, perché poteva vedere bene ciò che stava facendo e operare meglio. Poi è arrivata la laparoscopia, con tagli e tempi di degenza sensibilmente accorciati, e ora la sua evoluzione, la chirurgia robotica. Siamo a Milano, Ospedale San Paolo, dove ad agosto 2020 è entrato il robot a doppia console, una per il medico esperto e l’altra per lo specializzando che può così imparare sul campo. Il paziente sta al centro della sala, il chirurgo a due metri di distanza e non ha tra le dita il bisturi, ma muove con mani e piedi i bracci del sistema, osservando tutto con una visuale ingrandita.

 

 

DATA BASE

Nell’ultimo anno al San Paolo sono stati eseguiti duecento interventi di chirurgia robotica ad alta complessità che diventeranno circa 300 a fine 2021, sette i nuovi esperti formati e studenti raddoppiati per l’inizio del nuovo anno accademico. «È come avere un grande microscopio con cui il chirurgo osserva l’interno della cavità in cui opera. Il robot riduce i limiti umani: supera le difficoltà che il medico ha nella vista, nel movimento, nelle mani», spiega il professor Paolo Pietro Bianchi, direttore della struttura. Questo permette di raggiungere elevati livelli di standardizzazione nella chirurgia, neutralizzando le variabili legate all’estro del chirurgo e alle sue competenze. Le potenzialità sono enormi. «Con l’evoluzione della realtà virtuale potremo sovrapporre le immagini diagnostiche a quelle reali, per rendere ancora più sicuro l’intervento», riflette il professore.

Il robot disporrà inoltre di uno sterminato data base, conserverà nella sua memoria un gran numero di operazioni diminuendo il fattore rischio dell’imprevisto. «Per l’insegnamento, poi, è straordinario: è come il simulatore di volo per il pilota. L’unico problema è economico, ma molte aziende hanno macchine in fase di approvazione e questo porterà a un calo dei prezzi. Non solo. Un’analisi accurata ci dice che se aumenta la qualità degli interventi si riducono complicanze e degenze». I dati raccolti all’ospedale di Modena, dove dal 2016 al 2020 le nefrectomie in modalità robotica sono passate dal 33% al 100%, indicano che per gli interventi alla prostata le degenze sono scese da dieci a quattro giorni, per il rene da dieci a sei.

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Ultimo aggiornamento: 22 Ottobre, 15:54 © RIPRODUZIONE RISERVATA