Dipendenza da cellulare: i sintomi

Lunedì 14 Ottobre 2019 di Beatrice Mani
Dipendenza da cellulare: i sintomi (Foto di rawpixel da Pixabay)
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Vostro figlio adolescente ha sempre il cellulare in mano? Messaggia a tavola? Porta il telefonino a letto e si sveglia la notte per controllare i social? Il suo rendimento scolastico va calando? Se il quadro descritto vi sembra familiare, allora potrebbe avere un problema di dipendenza da smartphone e nuove tecnologie.
 

A delineare il quadro della situazione ci ha pensato il Corecom Veneto che, nelle scuole della Regione, aveva promosso nel 2018 un'indagine tra studenti dai 14 ai 18 anni - Giovani in rete. A questa se ne aggiunge una seconda, sempre del 2018, condotta su diecimila ragazzi fra i 12 ed i 16 anni di tutta Italia - dei quali 3000 in Veneto, 1000 in Friuli Venezia Giulia e 500 in Trentino Alto Adige - a cura dell'Osservatorio del Movimento etico digitale SocialWarning, no-profit fondata dal vicentino Davide Dal Maso. Dalle due ricerche emerge innanzitutto un dato: per la maggioranza dei ragazzi navigare e usare i social è fondamentale. L'indagine del Corecom osserva che su 2.133 studenti il 99% usa Whatsapp, il 96% ha un profilo su un Social Network (85,7% Instagram, l'8% Youtube, 2,4% Facebook).
 
I DATI
La ricerca di Social Warning evidenzia che i ragazzi quando connessi sono soli: l'81% naviga liberamente, l'11% lo fa con amici, l'8% è con i genitori. Il dato evidente è la mancanza di controllo e regole: se il 47% degli intervistati dichiara di avere limiti imposti dalla famiglia, il 52% può muoversi nel web a proprio piacimento. E non è tutto: manca una vera educazione al digitale. Pochi insegnano ai ragazzi come ci si comporta on-line, come si riconoscono e si evitano i pericoli. Un ragazzo lasciato solo nella rete può correre pericoli reali e diventare vittima di cyberbulismo.

A questo si mescola l'utilizzo talvolta smodato dei dispositivi: il 58,9% dei diecimila ragazzi dai 12 ai 16 anni che hanno partecipato all'indagine di Social Warning ha ammesso di essere connesso anche dopo le 23. «Questo significa che manca il controllo dei genitori - risponde Davide Dal Maso - mancano regole, fondamentali per evitare di cadere nella dipendenza da internet. Per fare un esempio eclatante, abbiamo incontrato una diciannovenne che è riuscita a passare 10 ore in un giorno connessa, e la sua media giornaliera normale si attestava intorno alle sette ore e mezza quotidiane». I casi ci sono, dunque, come testimonia anche il dottor Claudio Marconi, responsabile dell'Asl9 Scaligera, psicologo e psicoterapeuta, che si è trovato a seguire recentemente un ragazzo dipendente da video pornografici online, costantemente connesso, in modo compulsivo. Ma il dottor Marconi allarga il campo: «Molti genitori si preoccupano dell'uso del cellulare ma lo smartphone non è altro che un veicolo di dipendenze ancora più gravi, come ad esempio il gioco d'azzardo».
Beatrice Mani

Ultimo aggiornamento: 15:23 © RIPRODUZIONE RISERVATA