Coronavirus, stress e solitudine: quell'app per tornare a stare tutti insieme. Ma occhio ai pericoli

Giovedì 19 Marzo 2020
Houseparty, la app per le videochiamate

Houseparty, l’app per le videochiamate, nata nel 2016 che ora, per effetto del coronavirus, si trova in cima alle classifiche mondiali. Il pubblico di riferimento è quello degli unde 25, l'app infatti è nata allo scopo di condividere momenti di divertimento, come l'aperitivo. Ma siamo sicuri che in questo momento serva solo ai ragazzi? Pensiamo più in grande: tante famiglie si trovano a casa, nonni e nipoti separati, quando non interi nuclei familiari. Ma ancora amici, fratelli, sorelle, tutte persone che in questo momento sentono il bisogno di comunicare o più sempicemente condividere un momento di allegria, seppure in quarantena, o organizzare un bel videoparty. Come funzioni questa app ce lo hanno spiegato il social media coach Davide Dal Maso e il pedagogista Gregorio Ceccone.

Davide il guru dei social, a 24 anni è tra le 30 persone più influenti in Italia
 

Come funziona Houseparty?

L’app può unire le persone per creare interazioni sociali in diretta con un massimo di 8 utenti contemporaneamente, tramite video e messaggi in diretta. Houseparty consenti solo agli utenti registrati di aggiungere persone che già conoscono tramite Facebook o l'elenco dei contatti del loro dispositivo. Per utilizzare l’app basta registrarsi inserendo il proprio numero telefonico e e-mail e poi aggiungere gli amici tramite nome utente o i rispettivi account Facebook/Snapchat. Una volta trovati, basta creare una “room” e invitarli. Houseparty è un'applicazione di chat video di gruppo molto semplice. L'idea è di videochattare con più utenti per un massimo di 8 persone contemporaneamente. Conviene trovare un modo per darsi la il turno di parola fin da subito. All’interno delle videochat c'è la possibilità di fare dei #minigames di gruppo, molto carini per passare il tempo. Houseparty è stata acquisita da Epic Games, la società dietro Fortnite. La società ha dichiarato all'inizio di quest'anno che le persone stanno già utilizzando l'app per chattare con gli amici mentre giocano a Fortnite.

«Penso che HouseParty sia un’app che sta cogliendo in pieno con le sue caratteristiche la voglia degli italiani di uscire, di trovarsi e di condividere emozioni tra amici. Questo trend lo vediamo anche nel aumento repentino del numero di dirette Live su Instagram che in queste settimane stanno veramente spopolando», racconta Davide Dal Maso, Social media coach inserito dalla rivista Forbes tra gli under 30 più influenti in Italia.

 

I pericoli nascosti in HouseParty

Qualche consiglio per i genitori da parte di Gregorio Ceccone, pedagogista del digitale, responsabile dei formatori del Movimento Etico Digitale, no-profit che si occupa di sensibilizzazione sulle potenzialità e rischi del web: «In questa app si può parlare di quello che si vuole e postare qualunque tipo di video. Un uso scorretto di questa app può portare a condividere contenuti violenti, veicolare il cyberbullismo o il sexting. - Dobbiamo ricordarci che se la chat room viene lasciata “aperta”, chiunque si può aggiungere. Meglio impostare la chat room in modalità “privata” in caso di bambini e giovanissimi. - Le registrazioni non vengono salvate. Dato che Houseparty si basa sulla “conversazione dal vivo”, la cronologia delle chat non viene salvata da nessuna parte. Questo può rendere difficile per i genitori monitorare le attività dei propri figli. D’altronde anche quando si utilizzavano le cabine telefoniche le conversazioni non venivano registrate o monitorate! - Prestiamo attenzione a non denigrare HouseParty e la modalità comunicativa che propone davanti ai nostri figli! Così facendo criticheremo la modalità comunicativa delle nuove generazioni e del mondo che li circonda rischiando di perdere un’interessante occasione di confronto. - Scopriamo assieme come usare HouseParty! Potrà essere un’importante occasione per accompagnare il proprio figlio alla scoperta e condivisione delle regole della vita digitale. Un momento di confronto e scoperta di uno strumento nuovo che ci può far sentire più vicini sebbene fisicamente lontani».
 

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