Frascati scippa al Veneto il prototipo per la fusione nucleare

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Frascati scippa al Veneto il prototipo per fusione nucleare

di Enzo Vitale

Alla fine l'ha spuntata il sito di Frascati, il prototipo da 500 milioni di euro, il cosiddetto DTT (Divertor Test Tokamak) ha avuto la meglio sulla Cittadella della Ricerca (Brindisi) e Manoppello (Pescara). Nulla da fare anche per le proposte presentate da Campania, Emilia Romagna insieme alla Toscana,  Liguria (con due siti), Piemonte e Veneto.
Rispetto al parametro economico, il punteggio massimo è stato ottenuto proprio dal sito laziale (22,49), seguito dai siti di Manoppello (18,06), Porto Marghera (16,51) e Brasimone (10,32). Nessun punteggio, invece, è stato assegnato a La Spezia. Ecco la graduatoria finale.

«Un lavoro di squadra, a sei mani, che ha prodotto comunque un ottimo risultato: la presentazione della candidatura veneta per l'insediamento del DTT (Divertor Tokamak Test). Anche se la scelta è caduta poi su una sede diversa e con una storica tradizione nel campo dell'energia, Frascati, sono certo che la candidatura presentata insieme a Regione del Veneto e al Comune di Venezia sia stata altamente competitiva» afferma il rettore dell'Università di Padova, Rosario Rizzuto.


«La montagna ha partorito Frascati. Prima di esprimere un giudizio su questa scelta, bisogna vedere i verbali di valutazione, anche perché Enea è un'istituzione pubblica, per cui è doveroso andare a vedere i verbali per capire come mai tutte le Regioni candidate siano state bocciate. Spero di trovare grandi, profonde e valide motivazioni per questa scelta». Così il presidente del Veneto, Luca Zaia commenta la scelta di Frascati come sito per il ospitare la Divertor Tokamak Test facility (Dtt). 

A Frascati, dunque, il Centro di eccellenza internazionale per la ricerca sulla fusione nucleare che dovrà fornire risposte sulla fattibilità scientifica e tecnologica della produzione di energia dalla fusione. Produrre energia come avviene in una stella per poi utilizzarla nella vita di ogni giorno è il sogno da sempre accarezzato dall'umanità. Un po' l'avventura degli antichi alchimisti che si ponevano l'obiettivo di trasformare il piombo in oro.  Mentre i “maghi” di tanto tempo fa fallirono l'obiettivo, i moderni Cagliostro tentano l'impresa con strumenti più credibili e, soprattutto, più efficienti.
Ci prova  DTT, il laboratorio scientifico-tecnologico che ha il fondamentale contributo di EUROfusion, il consorzio europeo cui è affidata la gestione delle attività di ricerca sulla fusione nucleare.

LA TECNOLOGIA
Fondamentalmente  la tecnologia impiegata per Dtt si basa su ITER (International Thermonuclear Experimental Reactorer), un progetto internazionale per la realizzazione di un reattore a fusione nucleare la cui costruzione è in corso a Cadarache, nel Sud della Francia, ad opera di un consorzio internazionale composto da Unione europea, Russia, Cina, Giappone, Stati Uniti d'America, India, Corea del Sud. DTT sarà il fratellino minore: «Si tratta di un cilindro alto 10 metri con raggio 5 -dicono all'Enea-, all’interno del quale saranno confinati 33 metri cubi di plasma alla temperatura di 100 milioni di gradi con una intensità di corrente di 6 milioni di Ampere (pari alla corrente di sei milioni di lampade) e un carico termico sui materiali fino a 50 milioni di watt per metro quadrato (oltre due volte la potenza di un razzo al decollo)».

FISSIONE E FUSIONE
Mentre la prima fa paura, la seconda mette meno ansia, almeno è quello che assicurano i fisici. Ma quali sono le differenze tra fissione e fusione nucleare? In parole molto semplici il processo di fissione, una volta attivato, è estremamente complicato da interrompere. Per la fusione, invece, è l'esatto contrario: in mancanza di "carburante" la reazione si ferma. Oltretutto non vengono emesse scorie radioattive e la "cenere" che viene prodotta essenzialmente è costituita da Elio. La fusione, quindi, essenzialmente è un processo opposto alla fissione e si propone di riprodurre il meccanismo fisico che alimenta le stelle per ottenere, e i fisici ne sono certi:
«energia rinnovabile, sicura, economicamente competitiva, in grado di sostituire i combustibili fossili e contribuire al raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione».

LAVORI AL VIA DA NOVEMBRE
l'Italia scalda i motori, è proprio il caso di dirlo, in quanto la partenza per la realizzazione del prototipo è fissata entro la fine di novembre di quest'anno. Fine dei lavori per il 2025 con il coinvolgimento di1500 persone di cui 500 direttamente e altre 1000 nell’indotto con un ritorno stimato di 2 miliardi di euro, a fronte di un investimento di circa 500 milioni di euro.

FRASCATI, GRANDE TRADIZIONE
Tra Frascati e la fisica nucleare c'è stato sempre un grande feeling. Una storia che nasce alla metà degli anni '50 quando nei  Laboratori di Fisica del Plasma (definiti anche Laboratori dei Gas Ionizzati), si misero a punto studi relativi alla fisica delle alte energie. Il primo Tokamak tricolore (di derivazione russa) entrò in azione nel 1977, si chiamava Frascati Tokamak. La macchina fu poi sostituita con il più evoluto Ftu (Frascati Tokamak Upgrade), entrato in funzione dodici anni dopo, nel 1989.

I COMMENTI DALL'ENEA
«Oggi è l'Italia che vince. Perché investe sulla conoscenza e sull'energia sostenibile con un progetto che garantisce prospettive scientifiche e occupazionali positive per tutti e, in particolare, per i giovani». Così il Presidente dell'Enea, Federico Testa, sul via libera del Cda dell'Agenzia alla Relazione che vede Frascati in testa come sede della maxi infrastruttura DTT per la ricerca sulla fusione nucleare.


ZINGARETTI CANTA VITTORIA
«Vittoria! Da Enea ok per realizzare a Frascati centro mondiale di ricerca su energia nucleare pulita e sicura. 500 milioni di investimenti pubblici ed europei e 1.600 nuovi posti di lavoro per giovani ricercatori. Ci abbiamo creduto dall'inizio con un investimento da 25 milioni. Invertiamo la rotta, con il Lazio l'Italia vince». Lo scrive in un post su Facebook il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.
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Mercoled├Č 4 Aprile 2018, 16:17






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4 di 4 commenti presenti
2018-04-05 13:54:18
solo uno zaia poteva pensare di far credere ai suoi concittadini che la candidatura di marghera (dove non esiste alcuna base "scientifica" potesse avere successo, in presenza di un polo di ricerca gia' operante da 50 anni e oltretutto specificatamente attrezzato per le nuove ricerche...
2018-04-05 11:46:43
"sono certo che la candidatura presentata insieme a Regione del Veneto e al Comune di Venezia sia stata altamente competitiva» afferma il rettore dell'Università di Padova, Rosario Rizzuto" a leggere la classifica generale porto marghera sarebbe settima (su nove!) quindi non credo sia stata altamente competitiva...
2018-04-05 09:21:37
1) Vorrei tanto sapere dal cronista o dalla redazione il perch├ę di quel "scippa" nel titolo. Avete letto il verbale di aggiudicazione? Avete guardato l'attribuzione dei punteggi? Avete presente il contesto scientifico in cui operano i laboratori di Frascati vs. quello di Porto Marghera? Avete presente il disastro che ha fatto la Regione con Veneto Nanotech (tanto per citare un caso eclatante che dimostra l'importanza che riveste la ricerca scientifica per la Regione Veneto)? 2) Come al solito Zaia non perde occasione per lanciarsi nei soliti piagnistei di chi crede di essere il migliore, che tutto gli sia dovuto e ogni giudizio obiettivo nei confronti della "sua" regione sia basato su complotti anti-veneti e antipatie personali. Invece di lagnarvi tanto e riempirvi la bocca di paroloni, vi dovete rimboccare le maniche e fare le cose per bene!
2018-04-04 20:03:25
campanilismi BECERI all'i-Tagliana