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Matteo Berrettini, mamma Claudia: «Lui è proprio come me, un sognatore concreto»

La madre del campione di tennis: «Mai stata la classica mamma gelosa. Sono felice che faccia questa vita, lui che ama viaggiare e conoscere».

Lunedì 27 Giugno 2022 di Vincenzo Martucci
Matteo Berrettini, mamma Claudia: «Lui è proprio come me, un sognatore concreto»

Claudia Berrettini, com'è questa vigilia di Wimbledon per suo figlio Matteo?
«Bella, stiamo tutti insieme, vicino al circolo, è un po' come essere a casa. Manca solo Jacopo, siamo volati in giornata ad Amsterdam ma purtroppo ha perso la finale, rientrava dopo 7 mesi».


Matteo in che cosa le somiglia e in che cosa invece siete lontani?
«E' disordinato, ormai ho perso ogni speranza, io invece sono quasi maniacale nell'ordine. Siamo tutti e due molto sensibili e sognatori. Ci capiamo al volo».

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Papà Luca era tennista, e mamma?
«Io non ho alcun spirito agonistico, ho fatto tanti sport: danza, atletica e anche tennis, ho imparato nelle SAT e gioco come socia del circolo, ma prima della gara mi tremano le gambe».

 


Matteo adorava Lilli e il Vagabondo ma impazziva anche per Lego e puzzle.
«Quel film l'avrà visto 2000 volte, io preparavo la cena e lui era lì incantato che se lo riguardava. Con le costruzioni cercava la soluzione, l'incastro giusto. E' un sognatore concreto».


La Rosa dei venti sulla collanina regalo di mamma gli indicherà la rotta, intanto Matteo incanta le donne.
«Mai stata la classica mamma gelosa. Sono felice che faccia questa vita, lui che ama viaggiare e conoscere».


Matteo fa rimanere incantati tutti come persona, come comportamenti.
«L'educazione dei nostri ragazzi è la cosa di cui io e mio marito siamo più orgogliosi: gli siamo stati dietro e siamo ancora molto presenti, abbiamo una chat di famiglia in cui sappiamo e ci diciamo tutto l'uno dell'altro ma siamo stati fortunati, loro sono stati ricettivi. Sono molto diversi di carattere ma sono tutti e due educati, gentili, sorridenti e disponibili. Per farli restare nella normalità sono andati fino all'ultimo a scuola pubblica, niente campane di vetro».


Coach Vincenzo Santopadre ha contribuito.
«Lo conosco fin da bambino, siamo pienamente d'accordo col suo motto: Prima fare l'uomo e poi il tennista. Perché poi nella vita l'uomo resta per sempre coi suoi valori».


Matteo la sorprende?
«Sono rimasta colpita al Queen's quando si è fermato a parlare con la giornalista, Sue Barker, sapeva che sarà il suo ultimo Wimbledon, è stato molto cortese, non è normale a 26 anni, lui è sempre stato così maturo e attento».


Matteo è bello come mamma: lei da giovane ha fatto concorsi di bellezza?
«Non mi sono mai sentita all'altezza, la bellezza la devi sentire, ti fa brillare, io mi sono sempre nascosta. Mi fanno complimenti ma la convinzione di questa cosa non l'ho sentita dentro».


Sente tanta differenza fra questo Wimbledon e quello di un anno fa?
«Quest'anno ci siamo dall'inizio, non solo per semifinali e finale, allora Matteo era già conosciuto, era 8 del mondo ma non era ancora così maturo e non aveva vinto così tanto sull'erba, tutto quello che faceva era un exploit. Per noi della famiglia è tutto come prima ma ci sono tante aspettative attorno a lui, dai social ai media. E quindi c'è più stress. Ricordiamoci che è stato fermo 3 mesi e poi ha vinto due tornei di fila. Lui sa che deve fare attenzione anche al numero 1000 della classifica perché il tennis è lo sport inventato del diavolo, tutti gli avversari sono forti e deve stare sempre attento a non distrarsi».


Eliminerebbe Djokovic o Nadal?
«Sull'erba Djokovic, e comunque l'anno scorso nei grandi tornei abbiamo già dato con lui. Ma Nadal è un super-eroe, ha vinto anche con due costole incrinate Loro e Federer hanno vinto tante volte, hanno più esperienza di tutti».


Ma se per trovare un aiutino extra Matteo scaricasse la sua frustrazione urlando contro mamma e papà in tribuna?
«Non è mai capitato, se succede vediamo come succede, ma lo capirei. L'ho incitato anch'io davanti alla tv quando lo vedevo in difficoltà: Urla, fatti sentire!. Speriamo non rompa racchette, da ragazzo lo fece e mi arrabbiai».


Distribuirà ancora Fiori di Bach in tribuna?
«Non mancheranno, un po' l'ansia sale e poi non fanno male».

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