World Rugby: Beaumont contro Pichot, l'Italia voterà per il primo

Mercoledì 15 Aprile 2020 di Ivan Malfatto
Agustin Pichot, a sinistra, e Bill Beaumont in una conferenza all'ultima coppa del mondo di rugby in Giappone
DUBLINO. Chi guiderà il governo mondiale del rugby nella crisi del Coronavirus e fino al 2024? Il presidente uscente Bill Beaumont, 68 anni, ex capitano dell'Inghilterra, rappresentante dei Paesi tradizionalmente potenti, detentori dei cordoni della borsa economica, favorito nella corsa? Oppure il suo vice Augustin Pichot, 45 anni, ex leader dell'Argentina, outsider, paladino dei Paese emergenti, propugnatore di una riforma radicale (quasi una rivoluzione) della gestione di questo sport e delle risorse economiche?

L'elezione in via telematica a è prevista il 26 aprile. Il risultato sarà svelato solo il 12 maggio. L'ha annunciato oggi World Rugby (Wr) , la federazione mondiale, ufficializzando le due candidature alla presidenza, l'unica alla vice presidenza del francese Bernard Laporte (collegata a Beaumont) e le  otto per i sette posti nel Comitato esecutivo (ExeCo), dove una volta per l'Italia sedeva Giancarlo Dondi e ora nessuno. La Federazione italiana Rugby (Fir) ha tre voti e, secondo fonti attendibili vicine al consiglio federale, li userà per sostenere il ticket Beaumont-Laporte. Il presidente Alfredo Gavazzi (gli altri due membri nel consiglio di Wr sono il vice Agostino Saccà e Susanna Vecchi per le quote rosa) avrebbe stretto un accordo elettorale con Laporte, presidente della Federazione francese (Ffr), non si sa in cambio di quale contropartita.

Gli otto candidati per i sette posti dell'esecutivo sono Gareth Davies (Galles), lo "Squalo Bianco" John Jeffrey (Scozia), Mark Alexander (Sudafrica), Bob Latham (Usa) e Brett Robinson (Australia)  membri uscenti; Khaled Babbou, presidente della Federazione africana, Bert Campbell (Nuova Zelanda) e Francis Kean (Figi) nuovi.

Ogni candidato è stato nominato e proposto da una federazione (Union) ed eventualmente sostenuto da altre. Beaumont, ad esempio, da quelle francese e figiana; Pichot da quelle argentina, australiana e del Sud America; Laporte da quelle inglese e rumena. I voti complessivi sono 51. Incrociando il gioco dei sostegni il dato è il seguente.
18 voti per il ticket Beaumont/Laporte (Francia, Inghilterra, Figi, Romania, Sudafrica, Nuova Zelanda, Federazione africana);
 9 per Pichot (Argentina, Australia, Uruguay, Federazione sudamericana):
 27 apparentemente neutri e contendibili.
Apparentemente perchè secondo le indiscrezioni elettorali Beaumont/Laporte potrebbero contare su 16 di questi 27 voti (Galles, Scozia, Irlanda, Italia, Georgia e Federazione europea) e dovrebbere pescare anche fra qualcuno degli 11 rimanenti (Giappone, Usa, Canada, Samoa, Federazioni asiatica, dell'oceana e nordamericana).

Questa la ripartizione dei 51 voti a disposizione: 3 voti a testa le federazioni del Sei Nazioni e del Championship; 2 voti a testa a Giappone e alle sei federazioni continentali (Europa, Asia, Africa, Oceania, Nord America, Sud America); 1 voto a testa Usa, Uruguay, Samoa, Romania, Georgia, Figi e Canada.
  Ultimo aggiornamento: 24 Aprile, 11:35 © RIPRODUZIONE RISERVATA