Fumata grigia sul calendario globale, Australia candidata al Mondiale 2027

Martedì 16 Giugno 2020
La Coppa del mondo di rugby, quando nel suo tour ha toccato Treviso
DUBLINO (Ansa-Afp) - Nulla di fatto dopo la riunione in video conferenza, convocata da World Rugby, tra i principali 'attorì e stakeholder dei vari tornei per decidere sul calendario dell'attività del 2020 e sul futuro calendario globale del rugby dopo lo stop per il coronavirus. Su invito dell'ente mondiale della palla ovale, erano presenti rappresentanti del Sei Nazioni, Championship, British&Irish Lions, Champions Epcr, Premiership, Top 14 e Pro 14, per capire come possa riprendere da qui a fine anno, e con quali scadenze, l'attività delle nazionali, come ad esempio del Sei Nazioni, con 4 partite ancora da disputare, di cui due dell'Italia, e tre squadre, Irlanda, Inghilterra e Francia, che possono ancora vincere il torneo, e quella dei club. Ma vista la complessità dei discorsi in ballo, «nonostante il clima di fattiva collaborazione», la riunione si è risolta con un nulla di fatto ed è stato stabilito di rinviare al 30 giugno la decisione finale sui calendari.

«La pandemia del Covid-19 ha avuto un impatto significativo sui calendari del 2020 e sulle finanze delle federazioni e dei club - è scritto in un comunicato diffuso da 'World Rugby' - e tutte le parti in causa hanno convenuto sulla necessità di trovare una soluzione di compromesso che permetta alle competizioni nazionali e a quelle internazionali di concludersi con l'anno solare». «In assenza di una completa convergenza - è scritto ancora - saranno intraprese ulteriori discussioni e scambi d'informazioni sulla messa a disposizione dei giocatori (da parte dei club n.d.r.)».

Secondo World Rugby questi 'aggiustamentì, e i dati relativi alla curva epidemiologica nei vari paesi, dovrebbero permettere di tornare in campo a partire da ottobre. Se così sarà, l'Italia del confermato ct Franco Smith dovrà giocare i suoi due ultimi incontri del Sei Nazioni 2020, a Dublino contro l'Irlanda e a Roma contro l'Inghilterra, match che la Fir spera si giochi in uno stadio Olimpico a porte parzialmente aperte (un quarto o quinto della capienza).

ROMA (Adnkronos) - L'Australia si candida ad ospitare la Coppa del mondo di rugby del 2027. Ad annunciarlo il nuovo presidente della Federazione australiana, Hamish McLennan, che ha ufficializzato la creazione di una cabina di regia ad hoc di cui faranno parte anche l'ex primo ministro John Howard e il campione del mondo John Eales.

Il Paese oceanico ha ospitato due volte la Coppa del mondo, l'ultima nel 2003 quando l'Inghilterra batté in finale a Sydney i padroni di casa 20-17 dopo i tempi supplementari. Dopo la rinuncia dell'Argentina, l'Australia appare come il grande favorito per ospitare il torneo nel 2027, l'unico competitor al momento in campo è la Russia.
Ultimo aggiornamento: 16:17 © RIPRODUZIONE RISERVATA