Rugby, l'Italia ritrova mete e gioco, non ancora la vittoria con la Francia a Parigi 35-22

Domenica 9 Febbraio 2020 di Paolo Ricci Bitti
Rugby, l'Italia ci riprova: oggi sfida alla Francia sotto la bufera di Parigi

dal nostro inviato
PARIGI Nello Stade de France spazzato dal vento e sotto un cielo grigio che scarica pioggia gelida, l'Italia di Smith e Bigi ritrova mete e gioco, ma non certo ancora la vittoria che peraltro non era ritenuta nemmeno possibile dagli allibratori che ci davano sottomessi alla Francia di almeno 25 punti. Invece è finita 35-23 (p.t. 23-10) ovvero 5 mete a tre ovvero il germoglio di una ripartenza della nuova gestione del ct Smith e del capitano Bigi che di fronte avevano la squadra più in forma di questo avvio del Sei Nazioni, quella che aveva messo al teppeto una settimana fa l'Inghilterra.
 

Primo tempo
All'inzio non potrebbe andare peggio perché piove sullo Stade de France spazzato dal vento gelido, con l'Italia che contro la Francia riparte con gli stessi errori del ko di Cardiff: non c'è modo di contrastare i bleus nel gioco terra, nei combattimento corpo a corpo che segue i placcaggi, e non c'è modo di garantire il possesso quando pure si riesce a macinare qualche metro nella difesa francese. Siamo sempre in ritardo nel sostegno e così in pochi minuti perdiamo almeno tre palloni con la Francia che ringrazia e vola a segnare mete o piazzati senza che peraltro avrebbe bisogno di questi regali perché la mediana Dupont-'Ntamack è indiavolata esattamente come contro l'Inghilterra.

Intanto un cambio per gli azzurri ancora prima dell'avvio: Tuivaiti al posto di Zanni, che ha accusato un dolore al costato durante il campo. Nel XV titolare parte Budd.

Via e subito un penalty, poi la mete di Thomas (17') e di Ollivon (32') sempre su ribaltamento di fronte, in particolare quest'ultima che è nata da un pallone strappato agli italiani penetrati nell'area dei 22 dei bleus grazie alle progressioni impetuose di Negri e Polledri. 
Quando sembrava di avviarsi alla solita Caporetto, la svolta: dopo aver conservato due buon possessi con mischia e touche, l'Italia al 24' ha inanellato 12 fasi fino a lanciare Minozzi in meta, una delle sue, da furetto all'ala, ben servito da Hayward a sua volta innescato da Canna che poi mette dentro anche l'angolatissima trasformazione. Il vento è sì a favore, ma è a raffiche non facili da decifrare. Allen fa centro anche 5 minuti dalla piazzola ricucendo il punteggio sul 13-10. Urca, incoraggiante, anche perché i francesi, finalmente sotto pressione, cominciano a mostrare qualche smagliatura. Poco roba, perché poi prima del the arrivano un altro penalty di 'Ntamack e la meta di Aldritt, segno della differenza tecnica fra le due formazioni. Almeno una meta, però, l'Italia l'ha messa a segno rispetto al vuoto di Cardiff.

Il 23-10 da cui si riparte resta congelato per quasi 20 minuti: il match non è per nulla al sicuro per la Francia che naturalmente vuole anche il punto di bonus (almeno 4 mete) ma che sbatte contro la difesa azzurra finalmente reattiva e in avanzamento. Bene le terze linee e bene ancora una volta il pack nelle fasi statiche: in mischia ce la giochiamo alla pari, in touche ne rubiamo persino un paio. Alle ali Bellini e Minozzi riescono sia a a guadagnare mete sia a recuparere palloni in difesa che, visti dalla tribuna, fanno venire i capelli dritti. I francesi ci provano sia al largo che sull'asse verticale ma non passano fino al 58' quando da touche fanno decollare in maniera imparabile 'Ntamack. Sul 28-10 (che poteva essere almeno 28-13 perché nel frattempo Allan ha ciccato un calcio anche con questo vento) i Bleus credono di poter dilagare, e invece pochi minuti dopo le percussioni degli avanti azzurre portano al 64' alla meta di Zani, assai intelligente nell'appoggiare l'ovale alla base del palo nei pressi dei quali era arrivato grazie a un'azione multifase di buona fattura: 28-17, niente male. Gli azzurri continuano ad attaccare conquistano, una dopo l'altra, due touche e una mischia che fanno leccare i baffi: i fedeli dello Stade de France (vuoto il terzo anello) restano zitti nell'attesa, Epperò, mannaggia, l'Italia spreca ancora una volta questi possessi più per proprio demerito che per la tigna dei francesi che non cedono un centimetro.

Così, da una situazione di grande vantaggio azzurro, esce di nuovo una meta (di rapina) di Serin che gioca veloce un penalty: 35-17, troppo. Troppo per quello che hanno fatto vedere gli azzurri. Ci pensano Licata e Bellini a fraseggiare sull'out destro a un minuto dalla fine con una meta marcata dall'ala che incassa anche gli applausi dei francesi e fa scrivere sul tabellone un onesto 35-22. Le previsioni erano molto più fosche. Per adesso bisogna accontentarsi: Smith e Bigi sono a lavoro da poco più di cinque settimane. 

 

QUI LA DIRETTA DALLE 16

Parigi St. Denis, Stade de France – domenica 9 febbraio
Guinness Sei Nazioni, II giornata
Francia v Italia 35-22
Marcatori: p.t. 3’ cp. Ntamack (3-0); 7’ m. Tomas (8-0); 17’ m. Ollivon (13-0); 24’ m. Minozzi tr. Allan (13-7); 28’ cp. Allan (13-10); 32’ cp. Ntamack (16-10); 38’ m. Alldritt tr. Ntamack (23-10); s.t. 18’ m. Ntamack (28-10); 24’ m. Zani tr. Allan (28-17): 34’ m. Serin tr. Jalibert (35-17); 39’ m. Bellini (35-22)
Francia: Bouthier; Thomas, Vincent, Fickou, Rattez; Ntamack (30’ st. Jalibert), Dupont (30’ st. Serin); Alldritt, Ollivon (cap), Cros (20’ st. Woki); Willemse (3’ st. Taofifenua), Le Roux (30’ st. Palu); Haouas (19’ st. Bamba), Marchand (20’ st. Mauvaka), Baille
all. Galthiè
Italia: Hayward; Bellini, Morisi, Canna, Minozzi; Allan (34' st. Bisegni), Braley (20’ st. Palazzani); Steyn, Negri (10’ st. Licata), Polledri (20’ st. Tuivaiti); Cannone N., Budd (37’ st. Ruzza); Zilocchi (10’ st. Riccioni), Bigi (cap, 20’ st. Zani), Lovotti (10’ st. Fischetti)
all. Smith
arb. Brace (Irlanda)
Note: giornata ventosa e fredda, 52.000 spettatatori circa.
Calciatori: Ntamack (Francia) 3/7; Allan (Italia) 3/4; Jalibert (Francia) 1/1)

LA SITUAZIONE E IL PROGRAMMA
Secondo turno: Irlanda-Galles 24-14; Scozia-Inghilterra 6-13; Francia-Italia 35-22. Classifica: Francia (+23) e Irlanda (+17) p.9; Galles (+32) e Inghilterra (0) p. 5; Scozia (-14) p.2; Italia (-58) p.0
Terzo turno: 22 febbraio Italia-Scozia alle 15.15; Galles-Francia alle 17.45; 23 febbraio Inghilterra-Irlanda alle 16.
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L'ATTESA

Sotto il cielo grigio di Parigi, il neo capitano Luca Bigi riparte da dove gli fa più male: l’Italia del rugby del nuovo corso, quella affidata a lui e al ct ad interim Franco Smith, ha debuttato come peggio non si poteva (0-42 per il Galles) e oggi alle 16 (DMax) affronta la squadra più in forma e più entusiasmante di questo avvio del Sei Nazioni.

E’ una nazionale di sbarbatelli poco più che ventenni promossi in prima squadra dal nuovo allenatore Fabien Galthie dopo aver vinto di seguito due coppe del mondo under 20.

Hanno ubriacato e sbattuto al tappeto la magna Inghilterra e oggi sono certi di continuare così senza neppure sprecarsi nell’ipocrisia delle soliti frasi della vigilia “sul massimo rispetto degli avversari eccetera eccetera”. Proprio non ci filano. Meglio comunque il loro silenzio della presa in giro dell'Equipe che oggi titola "Da mangiare al dente", sottinteso Azzurri. Una lunga articolessa della prima firma Pierre Michel Bonnot che sciorina il vecchio ricettario dei luoghi comuni sull'Italia e le sue vette gastronomiche. Poi c'è comunque l'invito ai giocatori francesi di  prendere sul serio gli italiani "anche se tutto non ne indichi la necessità". Di solito questi titoli a sfotto' - che da qualche anno in verità non si vedevano,  vengono ritagliati dagli azzurri e appiccicati alle pareti dello spogliatoio, così, tanto per accrescere la carica agonistica che contro i "cugini" francesi è storicamente alla massima quota.

«Certo, i francesi sono fortissimi - continua Bigi, capitano tallonatore che ha rinunciato al privilegio della stanza singola in hotel dividendola con il pilone Lovotti - ma con Franco abbiamo lavorato tutta la settimana per rendere più efficace il nostro possesso di palla. E poi il gruppo, con tanti giovani, si sta rafforzando anche nell’identità: stiamo anche pensando di cambiare qualche rito della tradizione azzurra».

Tradizione? Traduzione: le matricole Cannone e Fischetti, primo cap sabato scorso (e con ottimi voti), hanno ancora i capelli, ergo il decennale e puntuale rito della rapatura a zero è per adesso sospeso in attesa di nuovi cerimoniali, mai mancati nelle squadre di rugby in cui si cementano amicizie per tutta la vita.

RAPATURA
Ma quante chances hanno oggi gli azzurri? Veramente poche: per gli allibratori la Francia vincerà con almeno 25 punti di scarto allungando a quota 24 i ko di fila dell’Italia. Smith di contromisure ne ha comunque prese anche in vista di un match che si annuncia fustigato dalla pioggia e dal vento (raffiche fino a 100 kmh).

Fuori Sarto e dentro l’esperto estremo Hayward in modo che Minozzi, il nostro attaccante più temuto, posso sprintare dalla posizione di ala. E poi più attenzione al gioco al piede - ancora più determinante con meteo tribolato - della doppia regia Allan-Canna. 
«In mischia chiusa e in touche - conclude Bigi - ce la siamo giocata alla pari con i gallesi: con la Francia ripartiremo dalla conferma di queste fasi, l’Abc del rugby, il nostro porto sicuro». 

Paolo Ricci Bitti

Secondo turno, ieri: Irlanda-Galles 24-11, Scozia-Inghilterra 6-13. Oggi alle 16 Francia-Italia (diretta DMax).

 

Ultimo aggiornamento: 11 Febbraio, 22:51 © RIPRODUZIONE RISERVATA