Rugby Italia, non basta un'ora: ancora ko con la Scozia a Firenze 17-28 Impresa Argentina: All Blacks al tappeto

Sabato 14 Novembre 2020 di Paolo Ricci Bitti
La meta di Matteo Minozzi (Foto Cfp)

Da un torneo all'altro, dal Sei nazioni alla Coppa d'autunno, riecco il canovaccio più amaro per l'Italia del rugby che ha debuttato nella Firenze in lockdown contro la Scozia nell'Autumn Nations Cup, la competizione che per colpa del Covid ha sostituito i test match di novembre contro le squadre dell'Emisfero Sud da dove intanto oggi è arrivata la fantastica notizia della vittoria 25-15 dell'Argentina contro la Nuova Zelanda: i Pumas non avevamo mai battuto gli All Blacks.

Nessuna sorpresa invece al Franchi dove gli scozzesi hanno vinto 17-28 (p.t. 11-7), ovvero una meta per gli azzurri e 4 per la Scozia che però è riuscita portarsi in avanti solo a 13 minuti dalla fine. Ecco, fra la tante declinazioni della sconfitta che offre la nazionale, questa è sempre quella che fa più male perché oggi c'erano tutte le condizioni per vincere, compreso un equilibrato arbitraggio, e invece si è di nuovo perso come avviene da 13 mesi. Tutto un disastro? No, a parte la condanna ai lavori forzati di chi vuole che queste partite nel desolante e innaturale contesto dell'assenza dei fedeli siano trasmesse con il rumore registrato del pubblico come avviene nell'ultima delle sit-com, va registrata comunque una ulteriore progressione del gruppo allenato del sudafricano Franco Smith che oggi ha fatto debuttare Trulla, 20 anni, e Varney, 19, e che schiera una squadra per oltre la metà di under 24: una linea verde che infatti ha pagato pegno nel finale sul fronte dell'esperienza davanti a una Scozia di veterani, ma sia detto senza per nulla ambire alla giustificazione. L'Italia insomma perde, ma cresce e crescerà ancora con questa nidiata di ragazzi bravi e di talento che non sente il peso avvilente delle sconfitte seriali delle generazioni precedenti. Crescono anche gli altri, però, e questo non si potrà mai vanificare.

PRIMO TEMPO

Che meta quella del sorpasso dell'Italia sulla Scozia, che meta: quattro fasi con gli avanti alla carica, poi palla a Lazzaroni che lancia Garbisi che apre a Zanon che sfonda con elegante spallata la linea degli highlanders e galoppa sulla sinistra. Ci fossero i fedeli, al Franchi, sarebbero tutti in piedi al minuto numero 23. In sostegno arriva Violi che, placcato, scarica su Bellini che ha sua volta viene atterrato ma non prima di allungare la palla a Minozzi che vola e plana in meta. Una meraviglia, un compendio del rugby più bello che vale l'11-7, che vale il giusto premio per l'Italia del ct Smith e del capitano Bigi che ha imbragato fin dall'inizio gli scozzesi altezzosi al punto da rifiutare 9 punti facili al piedi raccogliendone con grande fatica solo 7 con una meta di van der Marwe al 23'. Gli avanti picchiano come fabbri, Garbisi amministra bene: diciamo il miglior primo tempo di questo disgraziato anno. Vanno citati in tanti: Cannone ventenne che gioca nella sua Firenze, Lazzaroni, Fischetti che caccia palloni con una forza e una fierezza da leone. E poi Polledri, Negri, Zilocchi. L'asso scozzese Hogg ci prova ma non fa strada. Gli omoni del pack strappano anche una mischia chiusa alla Scozia, le rubano pure una touche. Offrono due penalty a Garbisi che non sbaglia. A ogni giocata gli azzurri si caricano, si abbracciano, si assembrano dopo tutte queste settimane nella bolla: ci credono, guardano a muso duro gli avversari. Servono altri 40 minuti così.

Jake Polledri (Foto Cfp)

Secondo tempo

E invece dopo il the ne sono arrivati solo 27 di minuti all'altezza del primo tempo. Subito un altro piazzato di Garbisi per il 14 a 7. La Scozia ha però cambiato registro e diventa pragmatica come solo gli anglossassoni sanno fare. pareggia al 49' sfondando con Pagerson che segna quando gli azzurri colpevolmente pensano che il gioco debba essere fermato. Sin qui l'Italia ha tuttavia numeri assai migliori degli scozzesi come possesso e come territorio. Muove ancora bene la palla e al 60' allunga ancora con un penalty di Garbisi, davvero efficace. Nel frattempo un boauto immaginario ha salutato l'ingresso in campo di Leonardo Ghiraldini, 36 anni ormai, tallonatore padovani al 105° cap, fuori dai pali ad acca dal Sei nazioni 2019: una vita per un monumento della palla oavale italiana che con stringendo i denti ha rimesso in carreggiata il ginocchio destro andato in frantumi.

 

E poi debutta anche il diciannovenne mediano di mischia Steve Varney, nonni e mamma italiani, di scuola gallese che dà ancora più velocità al gioco rispetto a quella impostata da Violi che comunque aveva giocato bene sin lì. Entra anche Mori, 20 anni, nipote dell'ostacolista recordman Fabrizio, e ci dà giù con le cariche. 

Non è la benzina che finisce questa volta, è la maturità che non basta a questo gruppo in cui svetta Polledri: una meta al 67' di Cumming ancora da penaltouche e poi l'eccessiva punizione al 76' con la marcatura di Turner,  anche questa trasformata, nonostante la pettinatura, da Weir. Undici punti di scarti sono troppi per questi azzurri junior, anche se è quasi lo scarto (15) assegnatoci alla vigilia dagli allibratori che però dovranno leccarsi le profonde ferite provocate da chi aveva puntato sui Pumas che contro gli All Blacks erano dati a 12. 

Tra una settimana, Covid permettendo, ad Ancona ci attenderanno le Isole Fiji, certo alla portata della nazionale in versione 67 minuti.

Rugby, Smith e Bigi dopo Italia-Scozia: i miglioramenti si vedono ma non possiamo essere soddisfatti Video

 

Firenze, Stadio “Artemio Franchi” - sabato 14 novembre
Autumn Nations Cup, I giornata
Italia - Scozia 17-28 Marcatori: p.t. 6’ cp. Garbisi (3-0); 18’ cp. Garbisi (6-0); 23’ m. Van Der Merwe tr. Weir (6-7); 26’ m. Minozzi  (11-7); s.t. 2’ cp. Garbisi (14-7); 9’ m. Fagerson tr. Weir (14-14); 20’ cp. Garbisi (17-14); 27’ m. Cummings tr. Weir (17-21); 37’ m. Turner tr. Weir (17-28)
Italia: Minozzi (25’-37’ st. Allan); Trulla, Zanon (14’ st. Mori), Canna, Bellini; Garbisi, Violi (14’ st. Varney); Polledri (27’ st. Mbandà), Steyn, Negri (8’ st. Meyer); Cannone, Lazzaroni; Zilocchi (14’ st. Ceccarelli), Bigi (cap, 6’ st. Ghiraldini), Fischetti (17’ st. Ferrari)
all. Smith
Scozia: Hogg (cap); Graham (25’ st. Kinghorn), Harris, Johnson, Van der Merwe; Weir, Price (31’ st. Hidalgo-Clyne); Thomson, Watson, Ritchie (12’ pt. Haining, 20’ st. Skinner); Gray, Cummings; Fagerson (25’ st. Nel), McInally (20’ st. Turner), Sutherland (15’ pt. Kebble) a disposizione: Turner, Kebble, Nel, Skinner, Haining, Hidalgo-Clyne, Lang, Kinghorn
all. Townsend 


arb. Pearce (Inghilterra)
Calciatori: Garbisi (Italia) 4/5; Weir (Scozia) 4/4
Cattolica Player of the Match: Van Der Merwe (Scozia)
Note: pomeriggio fresco, terreno in buone condizioni. Esordio in Nazionale per Jacopo Trulla e Stephen Varney. Rientro in campo dopo quasi due anni di assenza per infortuno per Leonardo Ghiraldini.

 

 

 

Gli altri match: oggi alle 16 Inghilterra-Georgia diretta su sportmediaset.it

 

L'attesa

 

Ci fosse anche la novità di una vittoria dell'Italia del rugby oggi contro la Scozia a Firenze nel Franchi desertico, il quadro delle innovazioni sarebbe davvero completo a cominciare da questo nuovo torneo a 8 partecipanti: l'Autumn Nations Cup. Peccato che quei precisini degli allibratori, che tengono la mano sul portafogli e non sul cuore, non siano per nulla d'accordo, tanto che ci considerano ko di almeno 15 punti, appena due in meno dello 0-17 assai ignominioso rimediato dagli azzurri contro gli scozzesi al Flaminio in febbraio nel Sei Nazioni quando la mostruosità della pandemìa del Covid non era ancora dilagata. E in effetti non battiamo la Scozia dal 2015, anzi dal Torneo da quell'anno non abbiamo più battuto proprio nessuno ficcando nella dispensa 5 cucchiai di legno consecutivi. Fuori dal Championship abbiamo alzato le braccia al cielo l'ultima volta 13 mesi battendo ai mondiali in Giappone il Canada e la Namibia, ma con loro di gloria ce n'è pochina.

Tri Nations, All Blacks sbranati dai Pumas 25-15, l'Argentina non aveva mai battuto la Nuova Zelanda Highlights

Restiamo allora alle tante novità garantite da questa giornata a suo modo storica per il rugby mondiale: per la prima volta dalla fine dell'Ottocento le potenze dell'emisfero Sud non sono arrivate in tour in Europa. Il Covid ha interrotto un'epopea come era riuscito solo alle due guerre mondiali. Senza Nuova Zelanda, Australia, Sud Africa e Argentina in ballo, World Rugby (la Fifa della palla ovale) ha allestito alla meno peggio un torneo a 8 con quello che passava il convento: le squadre del Sei  Nazioni più le Fiji e il Giappone, anzi no, ché pure il Giappone ha declinato l'invito lasciando il posto alla Georgia che da quualche anno bussa, senza avere le credenziali, al portone del Sei Nazioni.

Autumn Nations Cup

Due gruppi: Italia, Scozia, Fiji e Francia da una parte e Inghilterra, Galles, Irlanda e Georgia dall'altra. Gironi all'italiana e partite di sola andata ogni sabato da oggi in poi. Poi il prime finesettimana di dicembre la finale e le finaline a Parigi. Meglio di niente, sì, meglio, ma certo sa tutto di ministra riscaldata perché poi il Sei Nazioni, bloccato in inverno dal coronavirus, è terminato di fatto appena due settimane fa. E poi subito i graffi della pandemìa che hanno azzoppato le Fiji facendo annullare il match di domani contro la Francia. E poi ancora questo ossimoro del rugby senza pubblico come non era mai avvenuta nella storia di questo gioco. Non è rugby senza fedeli e lo è ancora meno con l'agghiacciante sonoro del pubblico inesistente che viene lanciato dalla regia televisiva come nelle sit-com. Per pietà, fatela finita, meglio il dignitoso silenzio che fa udire le chiamate dei giocatori. Già, la regia televisiva: si gioca infatti a dispetto dei santi solo per raggranellare qualche soldo con i diritti di questi match che sostituiscono quelli ben più redditizi azzerati dal Covid. Quando mai 'sto 8 Nazioni avrà il gusto della sfida fra emisfero Nord ed Amisfero Sud con scuole e tradizioni che si inseguono fin dai tempi della regina Vittoria.

Canale 20

E per restare alla questione tv ecco altre due novità: la prima figlia dei tempi visto che in Inghilterra questo torneo sarà visibile solo su Amazon Prime Video che debutta così nel mondo delle mete e dei placcaggi. La seconda ha il sapore di un gradito ritorno al passato perché Mediaset, che trasmetterà da oggi le partite dell'Italia nell'Autum Nations Cup sul canale 20 e gli altri match in streaming  su sportmediaset.it, ha già offerto una vetrina agli assi dell'ovale: negli anni Ottanta le voci degli azzurri Claudio Tinari e Fabrizio Gaetaniello raccontarono il Grande Rugby su Canale 5 che ruppe così il monopolio storico della Rai. Da oggi sentiremo invece le voci di Gianluca Barca, direttore di AllRugby e già telecronista per Telemontecarlo e La7, e di Mauro Bergamasco: basta la parola (va bene, per i neofiti più giovani ricorderemo giusto che il fratello maggiore di Mirco vanta 106 caps in azzurro e la partecipazione (rarissima, tre giocatori in tutto il globo) a 5 mondiali. Il rugby in chiaro in tv e in discreta posizione sul telecomando è sempre una buona notizia.

Leonardo Ghiraldini

Avanti con le novità, e qui arriviamo finalmente alla squadra selezionata dal ct Franco Smith, che nel 1997 debuttò per il Sud Africa proprio a Murrayfield battendo largamente la Scozia che in campo schierava in regia Gregor Townsend, attuale allenatore degli highlanders. Fa bene al cuore vedere il ritorno di Leonardo Ghiraldini che fra un mese compirà 36 anni: il suo cap (il 104°!) risale al Sei Nazioni del 2019 quando si frantumò un ginocchio. Secondo i medici era già da valutare al limite del miracolo il recupero della possibilità per Leo, padovano, sposato due figli, laurea e master in Economia, di tornare a camminare. Invece il tallonatore ha sudato anche l'anima per tornare in campo: l'avrebbe fatto già nell'ottobre scorso ai Mondiali in Giappone se il tifone Hagibis non avesse cancellato il match contro gli All Blacks. Impossibile dimenticare il suo sguardo, la sua smorfia in quel campo di allenamento a Toyota quando venne annunciata l'annullamento del match: per sei mesi non aveva fatto altro che allenarsi (e studiare economia) ogni santo giorno per prepararsi a quella partita. Poi è restato senza club e quindi altra astinenza fino a quando Smith l'ha chiamato per svezzare i giovani del pack azzurro. Oggi partirà dalla panchina ma quando scenderà in campo sentiremo tutti la sua emozioni di avere scritto un'altra pagina nella storia della nazionale. 

Jacopo Trulla, avanti con i ventenni

 

Di novità in novità ecco infine Jacopo Trulla, all'ala, vent'anni, da Vicenza, altro prodotto della filiera delle Accademie federali cresciuto con profitto nelle under azzurre. Fatto sta che con lui, Garbisi, Cannone, Varney (altro esordiente, e 19enne, ma di scuola gallese, il nonno prigioniero di guerra restò al di là della Manica) e Mori i giovanissimi nella nazionale maggiore dilagano rendendola la più giovane di sempre. Il ct Smith non è un folle, anzi, è un sudafricano quadrato: prende questa Coppa d'Autunno come un laboratorio per provare a lanciare una primavera azzurra.

Autumn Nations Cup

Italia-Scozia, stadio Franchi, Firenze

Calcio d'inizio alle 13.45 - diretta su Canale 20 Mediaset - telecronisti Gianluca Barca e Mauro Bergamasco

Le formazioni

Italia: 15 Matteo Minozzi, 14 Jacopo Trulla, 13 Marco Zanon, 12 Carlo Canna, 11 Mattia Bellini, 10 Paolo Garbisi, 9 Marcello Violi, 8 Jake Polledri, 7 Braam Steyn, 6 Sebastian Negri, 5 Niccolò Cannone, 4 Marco Lazzaroni, 3 Giosuè Zilocchi, 2 Luca Bigi (cap.), 1 Danilo Fischetti
A disp. 16 Leonardo Ghiraldini, 17 Simone Ferrari, 18 Pietro Ceccarelli, 19 Johan Meyer, 20 Maxime Mbanda’, 21 Stephen Varney, 22 Tommaso Allan, 23 Federico Mori

Scozia: 15 Stuart Hogg (cap.), 14 Darcy Graham, 13 Chris Harris, 12 Sam Johnson, 11 Duhan van der Merwe, 10 Duncan Weir, 9 Ali Price, 8 Blade Thomson, 7 Hamish Watson, 6 Jamie Ritchie, 5 Jonny Gray, 4 Scott Cummings, 3 Zander Fagerson, 2 Stuart McInally, 1 Rory Sutherland
A disp.: 16 George Turner, 17 Oli Kebble, 18 WP Nel, 19 Sam Skinner, 20 Nick Haining, 21 Sam Hidalgo-Clyne, 22 James Lang, 23 Blair Kinghorn


Arbitro: Luke Pearce (Inghilterra)

Gli altri match: oggi alle 16 Inghilterra-Georgia diretta su sportmediaset.it

Ultimo aggiornamento: 19:28 © RIPRODUZIONE RISERVATA