Da un milione a mille euro di stipendio: l'All Black Carter campione anche di umiltà

Giovedì 4 Giugno 2020 di Ivan Malfatto
Dan Carter insieme ai genitori nel loro primo viaggio in Giappone, foto tratta dal suo profilo Twitter
AUCKLAND - Dal milion di euro di stipendio al minimo salariale. E’ la parabola economica di Dan Carter. Per scelta, amicizia e amor di patria, non per declino. Aggiunge un’altra significativa pagina da (quasi) libro Cuore alla leggendaria carriera del 38enne mediano d’apertura neozelandese: due volte campione iridato con gli All Blacks (2011, 2015); tre volte eletto giocatore dell’anno da World rugby; recordman mondiale dei marcatori con 1.598 punti in 112 test-match; tre titoli di Super Rugby con i Canterbury Crusaders, due campionati vinti in Francia (Perpignan, Racing) e uno in Giappone (Kobelco Steelers). In una parola la più grande stella del rugby mondiale del ventennio, succeduto a Jonah Lomu, Jonny Wilkinson e venuto prima di Beauden Barrett, con ora giocherà insieme.

Carter ha accettato il contratto da rimpiazzo di un giocatore infortunato (l’estremo Stephen Perofeta) negli Auckland Blues. Una delle cinque squadre neozelandesi che dal 13 giugno disputeranno per dieci settimane l’Aotearoa Super Rugby. Il primo campionato di rugby che parte dopo lo stop mondiale per il Covid-19. In Italia sarà trasmesso in tivù da Sky.

Secondo quanto riferisce il New Zealand Herald, Carter percepirà uno stipendio di 1.024 euro a settimana, 10.245 euro complessivi se giocherà l’intera manifestazione. Un “taglio di salario mammut” lo definisce il giornale. Lo stipendio dell’apertura neozelandese era di un milione e 138 mila euro a stagione ai Kobelco Steelers, con i quali il contratto si è concluso. Nel 2029 il secondo stipendio più alto nel mondo del rugby, dopo quello dell’australiano Israel Folau.

L’approdo ai Blues, tradizionali rivali dei Crusaders, nei quali Carter aveva detto non avrebbe mai giocato, è legato all’amicizia con il nuovo allenatore Leon Mac Donald, suo amico ed ex compagno di squadra. Ma la scelta è anche un modo per lanciare con una stella di prima grandezza il nuovo campionato e il rugby post-Coronavirus; un‘opportunità di stare con la famiglia a Auckland; un gesto di umiltà per un campione del suo calibro, che avrebbe potuto stare alla finestra aspettando la prossima remunerativa offerta; un modo per rimettersi in gioco a 38 anni con l’obiettivo dichiarato di proseguire la carriera fino almeno ai 40 anni.

“Quando Leon mi ha chiamato come riserva– spiega Carter su Instagram – è stata una dura decisione, ma sono stato grato per la possibilità di allenarmi e potenzialmente giocare nella città della mia famiglia e dove vivo. E’ inoltre una bella opportunità di restituire al rugby neozelandese e ai giovani giocatori della rosa le mie conoscenze e la mia esperienza”. Dan Carter conferma così tutta la sua grandezza.
  Ultimo aggiornamento: 5 Giugno, 08:41 © RIPRODUZIONE RISERVATA