Mazzata su Ascione, il direttore tecnico della Federugby squalificato 45 giorni

Mercoledì 23 Settembre 2020 di Ivan Malfatto
Franco Ascione, il numero uno dell'area della Federazione italiana rugby

ROMA - Aveva autorizzato Andrea Cavinato, allenatore del Mogliano, a partecipare nel 2018 pur squalificato a un incontro federale fra arbitri e allenatori dell’allora Top 12. Due anni dopo la giustizia sportiva, con i suoi tempi lunghi ma implacabili, ha squalificato lui per quell’autorizzazione ritenuta improvvida.
La mazzata giudiziaria si è abbattuta su Franco Ascione, 60 anni, direttore dell’area tecnica della Federazione italiana rugby. Gli sono stati inflitti 45 giorni di interdizione (temine giuridico corretto per dirigenti e allenatore) che sarebbero scaduti l’11 settembre. Condizionando tutta l’attività tecnica fino a quella data e costringendo a convocare l’atteso il consiglio federale sulla ripresa dei campionati il 14 settembre e non a inizio mese.

ATTIVITÀ FIR CONDIZIONATA
Nell’area “Giustizia” del sito federale, dove vengono pubblicate le decisioni, l’interdizione non compare. Pare che in casi come questo ci sia la possibilità di patteggiare la pena (con la Procura?) prima dell’apertura di procedimento. Fra i vantaggi, ci sarebbe anche quello della mancata pubblicazione. La stessa Fir, in una nota, conferma però la notizia: «La determinazione della giustizia federale di sospendere per quarantacinque giorni il Responsabile dell’Area Tecnica Prof. Francesco Ascione - scrive la Federugby - è stata assunta per non aver precluso la partecipazione del sig. Andrea Cavinato - all’epoca dei fatti capo allenatore del Mogliano Rugby - ad una riunione tra i tecnici del massimo campionato pur essendo questi interdetto, portandolo di conseguenza a compiere un’involontaria violazione del periodo di interdizione. La Fir ribadisce piena fiducia nell’operato dei propri organi di Giustizia».

AUTORIZZATO IL TECNICO
La vicenda che ha portato a punire il numero uno dei quadri tecnici della Fir parte dalla segnalazione di un blog. Potenza dei nuovi mezzi di comunicazione e condivisione di massa. Si tratta di “Il Nero e il Rugby”, del padovano Stefano Franceschi. Il 26 novembre 2018 intitolava, in modo quasi profetico, il post sulla partecipazione di Cavinato a quella riunione del 19 novembre “Il coach e l’interdizione violata: in realtà la posta è molto più alta”.

La Procura per tale partecipazione ha indagato Cavinato. Il tecnico trevigiano si è difeso affermando, come si legge nella decisione n. 6 del Tribunale federale 1919/20 «che ben tre dirigenti, Carlo Damasco, Mauro Dordolo e Francesco Ascione, lo avrebbero sostanzialmente autorizzato, rassicurandolo circa le eventuali conseguenze, perché sarebbe stato un invitato personale, ovvero della Fir, ovvero un uditore». Invece Cavinato, squalificato poi un mese, non andava autorizzato. Lo ammette stesso Ascione al Tribunale: «La mia sollecitazione rivolta a Cavinato è frutto di una mia personale valutazione che oggi posso definire superficiale e sopratutto errata dal punto di vista del rispetto delle norme federali. Il fatto è che ritenevo la riunione quale uno scambio di punti di vista amichevoli e non una vera e propria attività federale quale in effetti era». Per la giustizia una grave mancanza, punibile con 45 giorni di interdizione. E i vertici arbitrali Damasco e Dordolo?
 

Ultimo aggiornamento: 25 Settembre, 23:24 © RIPRODUZIONE RISERVATA