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Verstappen, la forza del Campione. Hamilton e Russell fanno risorgere la Mercedes

Martedì 2 Agosto 2022 di Giorgio Ursicino
Hamilton e Verstappen si fanno i complimenti a vicenda

Sul gradino più alto del podio c’è sempre lui. Il giovane campione del mondo, Max Verstappen. Ieri, in una Budapest pre-agostana insolitamente fredda, ha fatto un altro dei suoi capolavori, rimanendo solo una settimana a braccetto del mitico Jackie Stewart (tre volte campione del mondo) a quota 27 vittorie in carriera. L’olandese partiva in decima posizione, quinta fila, nella tana della Ferrari che aveva prenotato con troppo anticipo la doppietta. Con una rimonta superba da sembrare quasi facile, il tulipano emergeva con autorità, aiutato dalle monoposto ad effetto suolo in grado di effettuare sorpassi dove di solito si viaggiava in fila indiana. A dargli una mano era il suo muretto box, impeccabile nella scelta delle gomme e nelle chiamate per i pit.

La Red Bull ha puntato subito (forse da venerdì) sulla morbida-rossa e due treni di gialle-medie, ordinando ai meccanici di non toccarle per nessuna ragione. La Ferrari di gialle medie ne aveva lasciato soltanto un treno, avendo conservato un set di pneumatici bianche-duri che si sono rivelati ingestibili. La sintesi della gara è in questa scelta, quella che più o meno ha fatto la Mercedes con meno sfacciataggine: Russell rosse-gialle-gialle, Hamilton gialle-gialle-rosse. E i due piloti delle Freccie sono riusciti a salire entrambi sul podio, con lo stesso ordine di una settimana fa in Francia: prima sua Maestà, poi il giovane fenomeno che in Ungheria ha fatto un altro passo verso i grandi.

George partiva primo ed è arrivato terzo, Lewis scattava in settima posizione e si è acchiappato la piazza d’onore su un circuito nel quale aveva già vinto otto volte. Il ragazzo britannico non ha sbagliato nulla, ma si è dovuto inchinare alla sua posizione sullo schieramento, che obbliga le scelte, e alla classe infinita di Verstappen e Hamilton che, quando l’auto funziona, è sempre un sette volte campiono del mondo. Russell, infatti, era partito in testa ed aveva intenzione di rimanerci così si è fermato presto per marcare Leclerc che era terzo ed aveva a sua volta anticipato per tenere sotto controllo Max. Alla fine, oltre a Verstappen che aveva le doppie gialle-nuove, sono andati meglio Hamilton e Sainz che hanno ritardato il primo pit stop e sono andati meno in crisi con gli pneumatici.

Imbarazzante il sesto posto di Charles che a metà gara era primo. Per quanto la SF-75 può aver mal digerito l’atmosfera autunnale di Budapest, è evidente che qualche errore ai box devono averlo commesso. La Alpine hanno usato le bianche, arrancando, ma facendo una sosta in meno. Il povero monegasco, oltre a remare controcorrente, si è dovuto fermare una volta in più. Un disastro. Idealmente tutti e tre i piloti sul podio avrebbero meritato il primo posto. Russell è stato perfetto. Al via un fulmine, poi a tenuto a bada Sainz prima di dover rispondere agli assalti del principino a parità di mescola. Autoritario nelle chiusure, impeccabile nei corpo a corpo. Tutte doti già note (è stato campione consecutivamente di F3 e F2, come Charles), tipiche di un pilota molto più esperto come tutti i predestinati.

Hamilton, invece, in Ungheria è imbattibile: «Se in qualifica non si fosse bloccato il DRS, avrei vinto io...». Il baronetto è l’unico a cui la squadra chiede quando vuole rientrare e il suo parere si va a miscelare con i dati strumentali. Lewis è stato l’ultimo a montare la rosse e nel finale volava: ha segnato più di un volta il giro più veloce e sverniciato il giovane compagno che si è fatto da parte. A movimentare ancora di più la corrida e stato il vincitore che, dopo aver scalzato la Ferrari dal primo posto, si è girato a buona velocità fra una nuvola di fumo, ma rimanendo sul tracciato. Leclerc ha ripreso il comando, ma su quelle gomme, è durato poche curve. Dopo i primi sei, Norris, Alonso, Ocon e Vettel.

Ultimo aggiornamento: 3 Agosto, 10:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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