GP d'Olanda, una marea arancione: domina Verstappen, Hamilton lotta come un leone

Lunedì 6 Settembre 2021 di Giorgio Ursicino
Max Verstappen in Olanda, un mare arancione

Un Campionato splendido. Entusiasmante. Come non si vedeva più almeno dal 2016 quando il titolo trovò il suo padrone solo agli ultimi giri della gara finale. Quella volta Rosberg piegò Hamilton dopo una lotta fratricida durata l’intera stagione. Per l’inglese fu una beffa. L’interruzione di una collana magica che sarebbe durata finora ben sette anni. Per di più, il Re Nero dovette incassare la sconfitta da un pilota che guidava una Freccia d’Argento proprio come la sua. Ieri, nell’intrigante tracciato di Zandvoort, c’è stato un altro sorpasso in classica tra i due fenomeni con l’idolo di casa Max Verstappen che si è ripreso la leadership al danni del 7 volte campione del mondo. Ora fra l’olandese ed il suddito di Sua Maestà ci sono solo 3 punti di distacco (224,5 contro 221,5), ma il giovane rampante ha già ottenuto 7 vittorie contro le 4 del senatore che è stato più affidabile.

Max, ancora una volta, è stato perfetto, ormai un’abitudine quando non ci sono imprevisti. Gara maiuscola, senza una sbavatura, dal semaforo fino alla bandiera a scacchi. Sempre sotto controllo, “virtualmente” in testa. Super Max, pero, non si è potuto rilassare poiché quel mastino di Lewis ha mollato solo nel finale quando le gomme erano andate ed ha dovuto fermarsi ai box per montare le rosse e riprendersi il punticino del giro veloce che proprio il fido compagno di squadra gli aveva strappato. In una giornata non proprio impeccabile dal punto di vista della squadra, sarebbe stato un danno che avrebbe mandato su tutte le furie Toto Wolff. Bottas, che è un bravo ragazzo ed obbedisce sempre agli ordini, sicuramente non l’ha fatto con malizia.

Quando aveva il podio ormai blindato perché l’ottimo Gasly (quarto al traguardo) era staccato di quasi un giro, Valtteri è stato richiamato in pit lane per sostituire per la seconda volta gli pneumatici e concludere in tranquillità. Con una Stella fra le mani e i pneumatici morbidi e freschi, il finlandese si è “involontariamente” preso il giro veloce costringendo il capo a fare gli straordinari. Come se non fosse bastata oltre un’ora e mezza senza mai rifiatare un attimo. Max è scattato bene dalla pole e, davanti a quasi centomila spettatori “arancioni” non c’è più stata storia. Verstappen è immenso ma sulle dune di Zandvoort dove l’asfalto è stato dipinto come un otto volante è quasi impossibile passare in pista se le monoposto quasi si equivalgono e i driver sono quanto di meglio si possa trovare. Lewis, come al solito, si è impegnato da matti sperando in un aiuto dal muretto che invece non è arrivato.

Strategie non perfette, cambi gomme macchinosi e, per di più, in Olanda c’è pure il problema doppiaggi su un circuito corto e senza rettilinei. Le due Ferrari hanno preso dei buoni punti, ma sono finire doppiate: Charles ha concluso quinto, Carlos settimo avendo dovuto incassare proprio nel finale la zampate del “vecchio” leone Alonso che ha azzannato la sesta posizione. Terminano a punti anche Perez, Ocon e Norris. Per il Cavallino sicuramente un weekend migliore di Spa visto che sono finite alla spalle sia le McLaren che le Alpine. La Mercedes si consola con un doppio podio, la vetta della generale Costruttori ed il terzo posto fra i Piloti riconquistato da Bottas. Wolff ha chiuso alzando la pressione: «Domenica si corre a Monza. Pista mitica, gran bel paese. Il trofeo lo prendiamo noi...».

Ultimo aggiornamento: 7 Settembre, 11:23 © RIPRODUZIONE RISERVATA