Alex Marquez, esordio e vittoria in MotoGp....con il joystick

Domenica 29 Marzo 2020 di Flavio Atzori
Un momento della gara trasmessa sul canale Youtube MotoGP e su SKY Sport

Un dominio incontrastato, dai primissimi giri, fin sotto alla bandiera a scacchi. Alex Marquez difficilmente poteva immaginarsi una sua Prima del genere, dopo test invernali comunque in sordina, ed una Honda difficile da mettere a punto.
Quella stessa Honda che lo scorso anno ha messo in crisi perfino un campione come Jorge Lorenzo. Ed invece, Alex il fratello del pluricampione Marc ha messo tutti in riga in questa prima stagionale. Scattato molto bene dalla seconda fila, ha innescato una bella bagarre con Francesco Bagnaia nei primissimi passaggi, salvo poi involarsi in solitaria, mentre dietro si scatenava un vero e proprio inferno con cadute, staccate oltre quanto consentito dalla fisica, sorpassi, bambini sul divano ed  amici che chiedono il risultato in diretta, mentre i piloti si schernivano tra di loro. Avrete capito la provocazione ovviamente: quanto visto domenica è stato semplicemente un divertente passatempo che ha coinvolto dieci piloti della MotoGP in un primissimo round mondiale 2020 affrontato con il videogioco MotoGP 2019, organizzato dalla Dorna, a cui molti protagonisti si sono prestati in maniera scanzonata e divertente. 

Chiamarla gara esport, o comunque assoggettarla al mondo professionale dei sim racing sarebbe troppo. Il gran premio del Mugello ha visto correre Marc Marquez dalla sua camera a Cervera e il fratello Alex Marquez dal salone. A difendere i colori Pramac Ducati c'era Pecco Bagnaia, secondo al traguardo e fino all'ultimo in lizza per la vittoria. La Yamaha era capitanata da Maverick Vinales, con il funambolo Fabio Quartararo che anche alla Playstation ha mostrato tutta la sua velocità: pole position e giro più veloce in gara, vanificata dalla foga che ha coinvolto il francese di Nizza e Vinales alla San Donato dopo la partenza. 

Una gara che, tolto il dominio di Alex Marquez e gli approcci di Bagnaia, ha visto i due alfieri Yamaha, Marc Marquez e i ragazzi di casa Suzuki Alex Rins e Joan Mir combattere ai limiti del consentito ed anche più: sportellate, staccate al correntaio fin oltre le linee il comprensibile, tagli sui cordoli oltre il concetto della fisica. Tutto per poter stare davanti al proprio avversario. Perchè alla fin fine, si è piloti anche con un joypad in mano.

Un esperimento divertente, scanzonato, molto più rustico di quanto visto con la Formula 1 una settimana fa, ma in grado di far mostrare l'animo più genuino, spartano, eternamente fanciullesco che pervade un pilota di moto. Così, mentre Fabio Quartararo mostrava il suo Joypad con cui "gioca a Fortinite", Aleix Espargaro guidava la sua Aprilia con accanto la sua bambina. Vinales - sempre molto professionale - ringraziava il pilota esports Yamaha Lorenzo Daretti, in arte "Trastevere73", e Marquez scherzava sulle condizioni della sua spalla, raccontando di ipotetici infortuni agli indici necessari per accelerare. Mancavano Rossi, Dovizioso, Petrucci e Iannone, ma va bene cosi.

La gara del Mugello non è stato un appuntamento professonale o reale, come altre categorie e altri simulatori stanno realizzando nel motorsport. Non è stato nemmeno un voler recarsi verso quella direzione come fatto - anche un po' goffamente - dalla Formula 1. E' stato l'appuntamento di dieci ragazzi che hanno voluto semplicemente passare un'ora a correre virtualmente senza troppi pensieri. Ed è stato bello così, in attesa che tornino a sfidare sul serio le leggi della fisica a bordo delle proprie moto in pista.

Ultimo aggiornamento: 19:57 © RIPRODUZIONE RISERVATA