Effetto Superlega, i tifosi del Manchester United protestano ancora: «Via Glazer»

Giovedì 22 Aprile 2021
Effetto Superlega, i tifosi del Manchester United protestano ancora: «Via Glazer»

Non accenna a placarsi la polemica sulla Superlega, in Inghilterra. Dopo le proteste dei supporter di Liverpool e Chelsea, entrambi membri e fondatori dell'ormai tramontato nuovo torneo continentale per club, oggi è stato il turno dei tifosi del Manchester United. Che stamattina si sono assiepati davanti al centro di allenamento della squadra, a Carrington, per cercare di impedire l'ingresso ai calciatori, che erano impegnati nella sessione di allenamento a partire dalle 10. La squadra di Solskjaer domenica sarà di scena a Leeds per il match di Premier League, e giovedì prossimo ospiterà la Roma in Europa League.

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La protesta

La protesta sembra sia stata pacifica, anche se sul posto è arrivata una pattuglia della polizia, per accertarsi che la situazione non degenerasse. Ma gli striscioni esposti dai tifosi sono stati comunque molto simili a quelli esposti in occasione della protesta di qualche giorno a Stamford Bridge: «Decidiamo noi quando giocate», «Glazer out» e «51% Mufc» - riferito al pacchetto azionario di maggioranza del club che dovrebbe andare ai tifosi - sono soltanto alcune delle scritte apparse sugli striscioni esposti davanti all'Aon Training Complex.

La mediazione

L'incontro con il manager dello United, Ole Gunnar Solskjaer, che è uscito dalla struttura per tentare una mediazione, ha riportato la calma tra i tifosi. Che hanno anche discusso con altri tecnici del club, tutti ex giocatori oggi impiegati nel settore giovanile, come Michael Carrick, Darren Fletcher e Nemanja Matic. Ieri pomeriggio Joel Glazer, co-presidente dello United, aveva chiesto pubblicamente scusa ai tifosi dei Red Devils tramite un comunicato. Ma evidentemente non è bastato per placare la rabbia di almeno una parte dei supporter, che adesso chiedono anche cambiamento nella gestione societaria.

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Le dimissioni

È l'effetto Superlega, che sembra limitarsi alle proteste della curva: questa mattina, infatti, i dirigenti dei sei club britannici che hanno accettato di aderire alla Superlega europea, viene chiesto di dimettersi dai vari gruppi di lavoro della Lega, o rischiano di essere sfiduciati dagli altri 14 club della Premier League. Una mossa della Premier che suggerisce che l'influenza dei cosiddetti "big six" è destinata a essere ridotta sulla scia del crollo del loro disprezzato complotto della Superlega.

 

Per questo la Premier è in procinto di scrivere, come riporta la bbc, al vicepresidente esecutivo uscente del Manchester United Ed Woodward, al presidente del Liverpool Tom Werner (sia lui che Woodward fanno parte del gruppo di consulenza televisiva della Premier League), al presidente del Chelsea Bruce Buck (membro del comitato per il controllo e la remunerazione), all'amministratore delegato dell'Arsenal Vinai Venkatesham e all'amministratore delegato del Manchester City Ferrari Soriano (sia lui che Venkatesham fanno parte del gruppo consultivo strategico).

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Ultimo aggiornamento: 15:25
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