Spal-Verona, Juric torna al successo: di Pazzini e Stepinski le firme dei gol

Domenica 5 Gennaio 2020

Il Verona si rilancia e fronteggerà al meglio la Lazio, nel recupero di mercoledì all’Olimpico. Veniva da 4 punti in 5 gare, nelle ultime 3 aveva sempre subito 3 reti. Ha il monte ingaggi più basso della serie A eppure è lì, vicina all’Europa league, e Juric è alla migliore stagione in serie A, a sorpresa, dopo gli esoneri e richiami al Genoa.

A Ferrara passa con un gol per tempo e lo 0-2 gli sta persino stretto. E’ a centrocampo che domina la Spal, alla 4^ sconfitta in 5 gare e una sola vittoria nelle ultime 11. 

Ritmo altissimo, in avvio. Silvestri ha giocato tutte e 40 le partite del 2019, fa arrivare la palla a Faraoni, il cui destro è troppo incrociato. La Spal fa la partita, al Mazza con le piccole squadre tenta di imporre il gioco, il pressing del Verona è però impetuoso e il kosovaro Rrahmani impegna a fondo l’albanese Berisha.

C’è rivalità fra le tifoserie, al Mazza c’è il sole ma non l’esaurito. Nove gialloblù si muovono gran velocità, capita peraltro di sbagliare, all’albanese Kumbulla, non ne approfitta Paloschi. Al 14’ arriva il gol dell’Hellas, azione di Zaccagni, Lazovic da sinistra ha spazio, crossa per Pazzini, perso da Igor e da Strefezza, l’appoggio in porta è facile per il capitano, arrivato a 113 gol in serie A: è al 65° posto dei marcatori di ogni tempo, accanto a Nicola Amoruso e a Cassano, giocasse sempre potrebbe raggiungere i 120, entro maggio. Dal gennaio 2016 non segnava in due gare di fila, in A, aveva contribuito al 3-3 al Torino, ma su rigore; sempre in A, non era titolare da due anni, era a solo 44’ in stagione.

Si procede così, con occasioni a ogni azione, Strefezza, Pazzini alto di poco. E’ a sinistra che il Verona domina, con Lazovic e Pessina, supportati anche da Zaccagni e da Verre, Cionek e Tomovic vanno in difficoltà. Dopo due mancate salvezze, in serie A, il Verona a metà classifica gioca sul velluto. Non dispiace neppure Veloso, che al Genoa giocava anche perchè genero del presidente Preziosi, in realtà piaceva a Juric, che se l’è portato qui.

Kurtic piace a Genoa, Parma e Lazio, calcia ma non è ancora ai livelli della scorsa stagione. La Spal prova a tenere il possesso di palla, abbassando il ritmo, Cionek libera in area piccola Paloschi, il tocco è fuori. Alberto Paloschi ha compiuto 30 anni ieri, ogni stagione che passa perde spazio, è solo alla 5^ partita di questo campionato. Strefezza si scambia con Valoti, non dà peraltro la propulsione abituale. La Spal ha un sussulto, sugli sviluppi di un angolo però perde Tomovic, espulso per un intervento a gamba alta su Faraoni, in realtà appena sfiorato, Guida punisce anche la potenziale pericolosità, senza controllare al Var. Cionek arretra, la squadra di Ferrara passa dal 3-5-2 al 4-3-2, si innervosisce, Strefezza chiede l’ammonizione per trattenuta reiterata di Kumbulla e invece la riceve lui, per proteste.

Con l’uomo in più, il Verona controlla il secondo tempo, sempre dalla sinistra Zaccagni calcia, poi Verre libera Pazzini, Berisha si oppone a entrambi. Entra Di Francesco per Paloschi, per trovare spazio tramite le fasce, sono però i veneti a costruire un’altra bella azione, sprecata da Veloso.

Canta la curva Hellas, al ritorno in serie A, nel 2013, aveva il sesto pubblico d’Italia e con il gioco di Juric può migliorare quel 10° posto ottenuto da Mandorlini, che restò in corsa per l’Europa sino a due giornate dalla fine. 

Semplici si agita in panchina, perchè Verre e soprattutto Rrahmani di testa pungono, Berisha devia. Vicari sbaglia, Zaccagni da fuori non trova la porta. Nel Verona debutta Badu, per fare argine a centrocampo, l’unica occasione vera per pareggiare capita a Petagna, che salta da fermo sul cross da destra di Cionek, palla fuori. Entra, invece, il tapin di Stepinski, subentrato a Pazzini, sull’incursione di Lazovic, il migliore. Anche sullo 0-2 il Verona continua a raddoppiare su chi porta palla, concede due occasioni finali, a Petagna e a Valoti. 

Non vinceva tre gare esterne nel girone d’andata dall’1984-’85, anno santo dello scudetto, con Osvaldo Bagnoli. In panchina anche tre anni più tardi, nell’ultima avventura Uefa, chiusa ai quarti contro il Werder Brema. Ha segnato con 10 giocatori, con il Chievo a metà classifica in serie B è da record anche il vantaggio sui cugini. Semplici si giocherà un altro pezzo di panchina a Firenze, nella sua città: "Spero finisca come a Torino, dove ci siamo rilanciati".
 

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Ultimo aggiornamento: 17:17
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