Simone Inzaghi, la moglie Gaia e i figli positivi al Covid: «Per 5 giorni i test sono stati negativi»

Giovedì 8 Aprile 2021 di Veronica Cursi
Simone Inzaghi, la moglie Gaia e i figli positivi al Covid: «Per 5 giorni i test sono stati negativi»

«E' iniziato tutto venerdì scorso. Mio figlio Andrea, che ha 8 mesi, ha cominciato ad avere febbre alta a 39 e diarrea. Gli ho fatto fare un primo tampone rapido ed è risultato negativo. Sabato mi sono sentita male anche io, stessi sintomi: febbre, vomito, mal di ossa. A quel punto mi sono sottoposta al test  per escludere la possibilità che potesse essere Covid e il risultato è sempre stato negativo».

Gaia Lucariello, 40 anni, moglie dell'allenatore della Lazio Simone Inzaghi, racconta dalla sua casa dei Parioli dove è in isolamento con tutta la famiglia l'incubo che sta vivendo da una settimana. Marito, due figli e domestici tutti positivi al Covid. Ieri con una storia su Instagram, dove ha 86 mila follower,  è stata proprio lei ad annunciare la notizia: «Tutti contagiati in famiglia. Stiamo bene e in isolamento».

Quando si è accorta di essersi presa il Covid?

«Per cinque giorni, dal 2 aprile scorso, io e il mio piccolo abbiamo fatto test rapidi a raffica - uno al giorno - e siamo sempre risultati negativi. Poi il 7 ho avuto una ricaduta. A quel punto ho deciso di sottopormi a un molecolare e lì finalmente ho scoperto di essere positiva».

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E ha fatto fare il test a tutta la famiglia.

«Certo. Simone, l'altro mio figlio Lorenzo e i domestici sono tutti positivi ma asintomatici. Gli unici a stare male siamo io e il mio piccolo. Speriamo che non peggiorino».

Le hanno spiegato come è stato possibile che il rapido non sia mai risultato positivo?

«Mi hanno detto che capita spesso che ci siano persone che hanno tutti i sintomi del Covid ma risultano negative al tampone. E che non sempre il test, specie il rapido, individua la positività».

 

Come si sente ora?

«Male. Ho mal di testa, mal di ossa, ho perso l'olfatto. Ho avuto anche l'influenza intestinale. E Andrea piange in continuazione poverino, di notte non chiude occhio. Vedere un bimbo così piccolo con il Covid è una sofferenza tremenda».

Si sta curando?

«Come se stessi in ospedale. Cortisone, eparina. E' molto peggio di quello che si pensa. Guai a chi dice che è una semplice influenza».

Ha idea di come possa averlo preso?

«Assolutamente no. Io da un anno a questa parte sono sempre stata attentissima. Faccio un tampone a settimana, non frequento nessuno se non la mia famiglia. Non usciamo praticamente mai di casa se non per andare al parco o stare all'aria aperta. Lo stesso Simone per lavoro fa test continuamente: l'ultimo l'aveva fatto proprio venerdì scorso. E' questa la cosa che fa più paura: il Covid è davvero un virus subdolo». 

 

 

Ultimo aggiornamento: 10 Aprile, 14:20
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