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Roma, sprint Frattesi: è la squadra più azzurra (e dalla quale Mancini attinge di più)

Sabato 2 Luglio 2022 di Stefano Carina
Roma, sprint Frattesi: è la squadra più azzurra (e dalla quale Mancini attinge di più)

Ancora un incontro. L'ennesimo. A dimostrazione che al di là delle dichiarazioni comunque non negative dell'ad Carnevali («Non siamo così lontani da quello che noi chiediamo e quello che offrono loro») Roma e Sassuolo continuano a lavorare per definire il trasferimento di Frattesi nella Capitale. L'apertura del dirigente emiliano quando gli è stato chiesto di possibili contropartite («La Roma ha tanti giovani bravi. Bove? C'è anche Volpato...») è la conferma che qualcosa si è sbloccato. E a Trigoria paradossalmente debbono ringraziare la Lazio che ha soffiato Cancellieri ai club neroverde. Perché l'intransigenza sul nome di Bove è venuta così meno nel momento in cui al tecnico Dionisi serve un esterno offensivo. Bocciato Felix, Volpato è balzato in pole. Ora va trovata soltanto la formula giusta. Perché se la somma richiesta per il cartellino di Frattesi (32 milioni), defalcata del 30% in possesso della Roma porta la richiesta a 22,5 milioni, a Trigoria (fermi a 17,5) non vogliono perdere del tutto il controllo sul cartellino dell'italo-australiano. Che dopo un ottimo Europeo Under 19 ha visto la sua valutazione crescere. Ci vorrà ancora un po' ma la trattativa sembra ormai indirizzata verso l'happy-end. Inevitabile visto il forcing giallorosso e la volontà di Davide che pur di tornare a casa ha rifiutato le lusinghe di un paio di club in Premier. In Italia, l'unico pericolo (l'Inter) ha fatto un passo indietro a inizio giugno, quando Marotta si è visto rifiutare la proposta di un prestito biennale.

Anima italiana

Quella di Frattesi è l'ennesima conferma di una peculiarità che la Roma non intende perdere. Ossia, quell'anima non solo italiana ma proprio azzurra che la contraddistingue. Tra le big in serie A, Mourinho è il tecnico che può annoverare più calciatori che ricopriranno per la nazionale un ruolo fondamentale nel nuovo ciclo partito dopo la débâcle contro la Macedonia. A partire da capitan Pellegrini, passando per Cristante e il rientrante Spinazzola (per i quali si stanno discutendo i rinnovi che scadono nel 2024), senza dimenticare l'omonimo Mancini (in lizza per il post-Chiellini) e Zaniolo. Perché il giallo di queste settimane, anche qualora si concludesse con un addio (l'agente Vigorelli ha incontrato la Juventus ma se i bianconeri non cedono prima de Ligt non hanno risorse per muoversi), vedrebbe comunque la Roma puntare su un altro azzurro, Berardi.

Senza contare che dopo l'estate, Ibanez dovrebbe completare le pratiche per ottenere il passaporto italiano, diventando papabile anche per essere convocato in nazionale. E nella lista non sono menzionati El Shaarawy (che sembra ormai uscito dal giro), Calafiori, prossimo a trasferirsi alla Salernitana e Zalewski che ha scelto la nazionale polacca pur essendo nato a Tivoli. Tra le big, la Juve punti fermi in azzurro ne può annoverare 3-4 (Bonucci, Chiesa, Locatelli e l'ondivago Kean), più o meno come il Milan (Tonali, Calabria e Florenzi, ieri ufficializzato in rossonero). La Lazio ha un parco di italiani interessante ma tra questi, con Acerbi in uscita, soltanto il neo arrivato Cancellieri, Immobile e Zaccagni possono ricoprire un ruolo di primo piano nei progetti a lungo termine del ct. L'Inter annovera Barella, Bastoni e Dimarco, il Napoli, perso Insigne, resta con i soli Di Lorenzo e Politano che tra l'altro guardandosi intorno, oltre a flirtare con il Valencia di Gattuso, ha provato a capire se la Roma fosse interessata.

Ecco Svilar

Intanto è sbarcato Svilar. Il belga sarà il vice di Rui Patricio: «Sono entusiasta, poter lavorare con un tecnico come Mourinho è incredibile. Sono pronto a fare tutto quello che posso per aiutare la squadra». E se stesso. Fino a poco tempo fa veniva considerato un predestinato. Ora dovrà recuperare il tempo perduto.

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Ultimo aggiornamento: 3 Luglio, 14:04
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