Padova-Avellino in semifinale playoff: 1-1 che rimanda tutto a mercoledì sera

Domenica 6 Giugno 2021
Il gol del Padova

PADOVA - Dopo essersela cavata per il rotto della cuffia con il Renate, il Padova  all'Euganeo ottiene solo un pari 1-1 con l'Avellino.  Nel ritorno mercoledì al Partenio sarà difficile ma non impossibile passare il turno (in caso di parità di punteggio si procederà a  supplementari e rigori per stabilire la vincente che approderà alla doppia finale che vale la promozione in serie B).

LA CRONACA delle reti - Al 36° pt angolo di Chiricò, svetta di testa Kresic (il 25enne croato in prestito dall'Atalanta) che insacca alle spalle di Pane

Secondo tempo: al 3' rigore per l'Avellino fra le proteste di Mandorlini e della panchina dei padroni di casa, tira Maniero, Dini respinge ma il n. 9 irpine riprende la respinta di testa e insacca.


«Ce la siamo vista brutta mercoledì - esordisce il mister Mandorlini - però adesso stiamo bene e siamo pronti per questa semifinale nella quale si alza il coefficiente di difficoltà. Abbiamo rischiato quando non se l'aspettava nessuno, abbiamo fatto tanti errori in quarantacinque minuti ma li possono commettere tutti, io per primo posso avere esagerato nei cambi. Fa comunque parte del gioco e si spera di imparare dagli errori».
A mente fredda è riuscito a ragionare su quel secondo tempo? «Abbiamo fatto molto errori individuali e l'abbiamo pagato tanto sul piano nervoso. Il gol di Kabashi è stato l'unico bello che hanno segnato, negli altri c'è stata una nostra componente. Poi era dalla partita con il Fano che non prendevamo gol in casa, ma certe paure che ti vengono le impari solo sul campo e le avevo già vissute sulla mia pelle».
Al riguardo il tecnico racconta: «L'anno dello scudetto dei record con l'Inter siamo andati a giocare i quarti di finale con il Bayern vincendo 2-0 a Monaco, mentre a San Siro abbiamo preso tre gol in 17' come è successo a noi mercoledì. E quella era la difesa della Nazionale, Matthaus e gli altri tedeschi erano campioni del mondo, questo per dire che a volte anche grandi campioni possono perdere l'equilibrio. Per fortuna a noi l'altro giorno è andata bene, siamo stati bravi a recuperare e ora siamo pronti a giocarcene un'altra».

GIOCO AGGRESSIVO
Nella sua presentazione del match l'allenatore degli irpini Braglia ha sottolineato che non devono farvi giocare liberamente neanche per un attimo, altrimenti l'Avellino è destinato a perdere. «Sarà una partita con una forte aggressività, ma c'è quella nel gioco e quella fisica. Noi dobbiamo mettere in pratica la prima facendo bene le cose che conosciamo, mantenendo alta la concentrazione perché bisogna stare nella partita. Ci si affronta nell'ottica di un doppio confronto e anche questo è importante. C'è solo voglia di iniziare a giocarla».
Vi troverete di fronte una formazione scorbutica da affrontare. «L'Avellino è una squadra esperta e il girone sud è superiore sul piano agonistico e caratteriale rispetto agli altri due. Dobbiamo fare qualcosa di importante tenendo alta l'intensità, ma non possiamo fare a calci e pugni con loro». Il suo primo incrocio con Braglia risale a un Catanzaro-Torino di quarantuno anni fa. «Lui però è più vecchio di me di cinque anni (Braglia in conferenza stampa aveva detto che sono abbastanza vecchi tutti e due, ndr). È grande amico di Enrico Nicolini, che è stato un mio collaboratore, dato che giocavano insieme a Catanzaro. Piero è un allenatore esperto e bravo a indirizzare le partite, per cui è una difficoltà in più da affrontare».

PARATA INCREDIBILE
Nonostante l'incredibile svista in occasione del momentaneo 3-0 di Giovinco, il portiere Dini sarà regolarmente al suo posto anche perché nel finale ha salvato la qualificazione su Nocciolini. «Dopo la gara gli ho fatto i complimenti davanti ai ragazzi. Fa testo la parata incredibile e decisiva che ha fatto e sarà più carico di prima. Gli errori servono per crescere e comunque non è facile restare lucido come ha fatto lui dopo un errore simile, è stato bravissimo a rimanere concentrato e ha fatto quella parata. La metto anche così: meno male che ha commesso l'errore quando mancava tanto tempo perché se l'avesse compiuto alla fine non avremmo potuto recuperare».
Tre indisponibili in casa biancoscudata: Gasbarro, Cissè e Santini.
 

Ultimo aggiornamento: 7 Giugno, 08:35
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