Mourinho e gli arbitri sono tornati nemici del cuore

Martedì 28 Settembre 2021 di Alessandro Catapano
Mourinho e gli arbitri sono tornati nemici del cuore

«Inaccettabile», «non deve più ripetersi», «saremo severissimi». Definizioni e intenzioni raccolte tra i vertici arbitrali italiani dopo lo show di José Mourinho. Anzi, tra gli ufficiali di gara che hanno avuto a che fare con lui prima, durante e al fischio finale del derby, la parola più carina con cui si descrive la performance dello Special è «teatrino». Raccontano di un lungo e costante “dialogo”, con il quarto uomo in particolare, cominciato già durante il riscaldamento pre-partita, ed “esploso” in coincidenza del mancato rigore assegnato alla Roma per il fallo di Hysaj su Zaniolo, episodio che, oltretutto, ha finito per generare il 2-0 della Lazio. Poco importa a Mourinho che il romanista potesse essere in fuorigioco, come si evince dal labiale di Guida. Da quel momento in poi, José ha “giocato” la sua personalissima partita con l’arbitro e il quarto uomo Di Bello, match che ha toccato un nuovo apice all’8’ della ripresa, quando Leiva, già ammonito, saltando ha allargato il gomito su Mkhitaryan, con una dinamica simile (ma non uguale) a quella che aveva provocato l’espulsione di Pellegrini al 90’ di Roma-Udinese. Una furia, che si è parzialmente placata solo quando Guida ha concesso alla Roma il rigore per il contatto tra Akpa Akpro e Zaniolo, sul 3-1 per la Lazio. Rigore che al replay è risultato molto, molto generoso. Concesso, molto probabilmente, per riparare al “torto” del primo tempo e, forse, anche per la pressione esercitata da Mourinho nei minuti precedenti. Del resto, un minuto prima l’arbitro lo aveva ammonito. Commettendo un errore, secondo i vertici dell’Aia, che giudicano la prestazione di Guida insufficiente, non tanto per il rigore non concesso nel primo tempo - qui la posizione è: «il contatto c’è, si poteva dare, ma non è uno scandalo non averlo dato» -, quanto per quello assegnato dopo - «il classico fischio di compensazione», viene definito - e la mano leggera usata nella gestione di Mourinho, che poteva, anzi «doveva» essere espulso. Questa è la valutazione di Gianluca Rocchi. Alla luce delle ultime esternazioni di Mourinho e del comportamento tenuto durante il derby, il designatore ha chiesto ai suoi arbitri di usare la massima severità dalla prossima partita, come è accaduto per Gasperini nelle settimane precedenti. Quello che è successo domenica, non sarà più tollerato. E se l’allenatore romanista userà gli stessi toni scelti per commentare l’espulsione di Pellegrini - «L’arbitro ha fatto una cagata» -, l’Aia si rivolgerà alla Procura federale perché intervenga con una sanzione. 
A TRIGORIA
E’ il ritorno dei nemici, direbbe (dirà?) Mourinho. In quella che ha tutta l’aria di diventare la prossima battaglia dello Special, la Roma si schiera al fianco del suo allenatore. «Siamo totalmente allineati» - dicono da Trigoria - «l’arbitraggio ci ha lasciati sconcertati». Non è (ancora) aria di riempire dossier, ma anche Pinto domenica sera si è fatto sentire e intanto si rievocano precedenti “sfortunati” con Guida: Roma-Milan dello scorso campionato, rigore non concesso alla Roma per un contatto tra Theo Hernandez e Mkhitaryan (ma ce n’era anche uno per il Milan per un pestone di Fazio a Calabria). Insomma, anche da questa parte della barricata si sta sul chi va là. E siamo solo alla sesta giornata. 

 


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